Delibera del 5 febbraio 2025

Al signor Ministro della Giustizia
gabinetto.ministro@giustiziacert.it

Spett.le Commissione di garanzia per attuazione legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali
segreteria@pec.commissionegaranziasciopero.it

Spett.le Consiglio Nazionale Forense Roma
affarigenerali@pec.cnf.it

Al signor Presidente della Corte di Appello di Bologna prot.ca.bologna@giustiziacert.it

Al signor Procuratore Generale della Repubblica
presso la Corte di Appello di Bologna
prot.pg.bologna@giustiziacert.it

Al signor Presidente del Tribunale di Modena prot.tribunale.modena@giustiziacert.it

Al signor Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Modena
prot.procura.modena@giustiziacert.it
procuratore.procura.modena@giustiziacert.it

Al signor Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Modena prot.tribunale.modena@giustiziacert.it

Al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena ord.modena@cert.legalmail.it

Alla Dirigente Amministrativa
prot.tribunale.modena@giustiziacert.it

Alla Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane
segreteria@camerepenali.it

LORO SEDI


OGGETTO: ASTENSIONE COLLETTIVA DALL’ATTIVITÀ GIUDIZIARIA DEGLI AVVOCATI EX LEGE 146/1990 COME MODIFICATA DALLA LEGGE 83/2000 PER I GIORNI 19 E 20 FEBBRAIO 2025

Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux, riunito per ragioni d’urgenza e di speditezza in modalità telematica, come statutariamente previsto,

RICHIAMATE


– la propria delibera del 10 gennaio 2025 di proclamazione dell’astensione locale per la giornata del 24 gennaio 2025;
– la delibera del 5 febbraio 2025 del Coordinamento delle Camere Penali del distretto dell’Emilia Romagna con cui si «demanda[re] agli organi deliberativi delle Camere Penali aderenti al Coordinamento delle Camere Penali del distretto dell’Emilia Romagna, l’adozione delle determinazioni conseguenti al presente atto di indirizzo, provvedendo in particolare ad indire l’astensione PER GIORNI 2 CONSECUTIVI dalle attività giudiziarie, nel periodo 19 – 25 febbraio 2025, estesa anche ai processi con detenuti salvo che l’imputato non eserciti le facoltà previste dagli artt. 420-ter, V comma e 304 comma I lett. a) e comma V cpp, chiedendo che il processo si celebri nonostante la richiesta di rinvio per adesione all’astensione formulata dal difensore (e quindi utilizzando nei deliberati la formula “il servizio pubblico essenziale della celebrazione dei processi penali con imputati detenuti sarà garantito nei casi e alle condizioni previsti dagli articoli 420 ter comma 5 e 304 comma 1 lett.a) comma 5 CPP”) »(in allegato).
PRESO ATTO CHE
– in seguito ai tre recenti decessi verificatesi nella Casa Circondariale Sant’Anna di Modena ed al grave incendio di una camera detentiva verificatosi in data 16 gennaio u.s., nel breve volgere di appena dieci giorni, si è verificato l’ulteriore decesso di un giovane detenuto presso lo stesso istituto, a quanto si apprende tragicamente causato da un’assunzione smodata di farmaci;
– come noto, «qualunque fattore di stress o vulnerabilità sia in atto, il sentiero finale comune che conduce il detenuto verso il suicidio sembra essere costituito da sentimenti di disperazione, da una restrizione delle prospettive future e dalla perdita delle capacità di reagire. Il suicidio viene allora visto come l’unica via d’uscita da una condizione priva di speranza» ;

PREMESSO ALTRESI’ CHE

– il giorno 23 e 24 gennaio avevano avuto accesso al Sant’Anna tanto i Garanti regionale e comunale, quanto una delegazione della Camera Penale e del COA di Modena insieme al Sindaco di Modena ed all’Assessore regionale al Welfare, riscontrando, tra l’altro, l’insufficienza delle piante organiche dell’area educativa e della Polizia Penitenziaria a far fronte al grave sovraffollamento della struttura, di molto aggravato dalla presenza di un numero di “definitivi” condannati a pene di lunga durata;
– presso la Casa circondariale di Bologna, durante la visita effettuata il 22 gennaio scorso da una delegazione della Camera Penale di Bologna con la presenza del Presidente della Regione Michele De Pascale e dell’Assessore regionale Isabella Conti, risultavano detenute ben 852 persone rispetto alla capienza massima di 500 posti con un sovraffollamento, quindi, di ben il 170,4%, (trattasi, in tutta evidenza, situazione che dà luogo ad un trattamento inumano e degradante);
– la medesima situazione, invero, aggiornata alla data odierna, è riscontrabile in tutti gli istituti penitenziari del Distrettto, ove si registra un sovraffollamento ormai non più tollerabile: Bologna 175%; Ferrara 161%; Forlì 122%; Modena 153%; Parma 122%; Piacenza 123%; Ravenna 173%; Reggio Emilia 127%; Rimini 123%;
– Lo stato delle carceri non può lasciare indifferente l’Avvocatura, che deve anzi farsi promotrice dei principi costituzionali del giusto processo e della tutela della vita e della dignità delle persone, ancorché ristrette, tanto più dinanzi al clima di populismo giudiziario che ancora troppo spesso anima il dibattito pubblico;
tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio Direttivo
PROCLAMA
l’astensione collettiva dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale degli avvocati impegnati innanzi al Tribunale di Modena, agli Uffici giudiziari circondariali di Modena (GIP-GUP, Magistrato di Sorveglianza) e l’Ufficio del Giudice di Pace di Modena, e la programmazione di manifestazioni e iniziative politiche nelle giornate del 19 e 20 febbraio 2025.
Il servizio pubblico essenziale della celebrazione dei processi penali con imputati detenuti sarà garantito alle condizioni previste dagli artt. 420-ter comma 4 e 306 comma 5 c.p.p.
IN OSSEQUIO
alle disposizioni di legge e del Codice di Autoregolamentazione delle astensioni dall’attività giudiziaria degli avvocati adottato da OUA, UCPI, AIGA, UNCC, che – ai sensi della legge 146/1990 come modificata dalla legge 83/2000 – è stato valutato come idoneo e dunque operante dalla Commissione di Garanzia dell’Attuazione della legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici essenziali mediante la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2008 ai sensi della legge 146/1990 come modificata dalla legge 83/2000,
COMUNICA
ai sensi dell’Articolo 2 del detto Codice che
a) l’astensione dalle attività giudiziarie ha la durata di 2 giorni e si terrà il 19 e 20 febbraio 2025;
b) è stata e sarà assicurata la comunicazione al pubblico della astensione con modalità tali da determinare il minimo disagio per i cittadini, fra l’altro dando tempestiva comunicazione dell’iniziativa mediante pubblicazione sul sito Internet dell’Unione delle Camere Penali Italiane www.camerepenali.it, mediante comunicazione agli organi di stampa nonché con altri mezzi di comunicazione anche all’interno degli uffici giudiziari (manifesti; volantini etc.)
d) la già menzionata astensione viene comunicata nei termini prescritti alle Autorità indicate nell’articolo 2 del Codice di Autoregolamentazione sopra indicato;
d) tra la proclamazione e l’effettuazione dell’astensione non intercorre un periodo di tempo superiore a sessanta giorni;
e) l’astensione in questione non rientra tra i casi di cui all’art. 2 comma 7 della legge 146/1990 come modificata dalla legge 83/2000;
f) sono rispettate le condizioni di cui all’art. 2, comma IV del Codice di Autoregolamentazione predetto.

Modena, lì 5 febbraio 2025

Delibera della Camera Penale di Modena e del Coordinamento distrettuale [PDF]


Le date di astensione per ogni circondario

Bologna 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Ferrara 24-25 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Forlì 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Modena 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Parma 20-21 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Piacenza 20-21 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Reggio Emilia 20-21 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Ravenna  19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Rimini 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]




GIOVEDÌ 23 GENNAIO 2025, ORE 15.30
CAMERA DI COMMERCIO DI MODENA
Modena, Via Ganaceto n. 134

iniziativa aperta al pubblico

    INTRODUCE
    AVV. ROBERTO RICCO

    Presidente della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux
    MODERA
    AVV. GIANPAOLO RONSISVALLE

    Responsabile della Scuola territoriale della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux
    SI CONFRONTANO
    DOTT. CLAUDIO FERRETTI

    già Direttore di Struttura Complessa Salute Mentale e Dipendenze Patologiche negli Istituti Penitenziari di Reggio Emilia
    PROF. LAURA DE FAZIO
    Garante per il Comune di Modena dei diritti delle persone private della libertà personale
    DOTT. ROBERTO CAVALIERI
    Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale
    AVV. ROBERTO D’ERRICO
    Responsabile del Centro Studi giuridici e sociali “Aldo Marongiu” dell’U.C.P.I.

    E’ stato chiesto l’accreditamento all’Unione delle Camere Penali Italiane

    LOCANDINA [PDF]

    A seguito del deposito delle motivazioni di una sentenza della Corte d’Assise di Modena, con la quale l’imputato è stato condannato a 30 anni di reclusione per l’omicidio della moglie e della figliastra, abbiamo assistito ad un profluvio di commenti su un particolare passaggio della motivazione e su di un inciso con cui la Corte ha motivato in punto di equivalenza tra le circostanze aggravanti e quelle attenuanti.
    L’informazione s’è concentrata esclusivamente su due parole, inserite nel contesto di una motivazione di ben 213 pagine e la politica, senza aver letto un rigo della sentenza, ci si è buttata a capofitto.
    Alcune forze politiche hanno addirittura annunciato interrogazioni ed altre azioni parlamentari “per verificare che non vi siano state influenze di stereotipi culturali o di genere nel giudizio”, annunciando anche il proposito di chiedere un incontro con il Procuratore della Repubblica e con il Presidente del Tribunale.
    La richiesta pare francamente fuori luogo, anche perché lesiva dell’indipendenza dei giudici, tanto più che il processo non è ancora definito e dovrà con tutta probabilità passare ad un successivo vaglio della Corte d’Appello.
    La richiesta appare ancor più eccentrica provenendo da una parte politica che si straccia le vesti per il progetto di riforma sulla separazione delle carriere, gridando che con esso si vorrebbe annichilire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura…
    Vien da chiedersi: vogliamo giudici autonomi ed indipendenti oppure asserviti agli umori popolari?
    Non abbiamo letto una parola da parte della magistratura associata e riteniamo doveroso intervenire a difesa dei giudici e della loro indipendenza, posto che l’avvocatura da sempre è la prima ad ergersi a baluardo della libertà nell’esercizio della funzione giurisdizionale.
    Una magistratura libera ed indipendente è il presupposto per un’avvocatura altrettanto libera, essendo consapevole che solamente sulla base di tali presupposti si può avere un processo giusto ed ispirato ai principi costituzionali sanciti dall’art. 111 della nostra Carta fondamentale.
    Auspichiamo da un lato che l’informazione tratti le notizie di cronaca giudiziaria con maggior rigore e completezza e dall’altro che la politica si affranchi da certi riflessi pavloviani quando si toccano temi sensibili al loro statuto culturale.

    (Il consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux)

     


    Gli avvocati penalisti modenesi intervengono sull’ennesimo decesso e suicidio intramurario e sull’imprescindibile necessità di riforme di risoluzione nazionale.


    Il Consiglio Direttivo della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena ha appreso con sconcerto, la notizia del decesso di un detenuto, non ancora trentenne, di origine marocchina, che si trovava ristretto presso la locale casa circondariale.
    Il fatto, già fisiologicamente triste di per sé, desta una allarmante preoccupazione, in quanto la morte è conseguita ad un gesto suicida compiuto nel mese di dicembre u.s. all’interno del carcere di Modena, in conseguenza del quale il detenuto era stato ricoverato in gravissime e precarie condizioni di vita, presso il reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Baggiovara, dove, nella serata di ieri, è stato annunciato il decesso.
    Si tratta di un episodio che lascia sgomenti, non solo perché è accaduto a distanza di poche ore dalla morte di un altro detenuto
    ______________
    Camera Penale di
    Modena
    Carl’Alberto Perroux
    Sede pro tempore
    Via Emilia Centro, 75
    41121 Modena
    Tel. 059 9781242
    Fax 059 9781094
    presidente@camerapenaledimodena.it
    (la cui vita si è spenta agli albori del nuovo anno presso la casa circondariale Rocco D’Amato di Bologna), ma anche in considerazione del fatto che il tragico evento si pone lungo una scia di suicidi (91 per quanto concerne il 2024), che appare inarrestabile.
    La notizia giunge peraltro a pochi giorni dall’annuncio di un altro decesso avvenuto presso la casa circondariale.
    È di tutta evidenza che ci si trovi di fronte ad una emergenza sociale che, ad oggi, costituisce una emorragia sistematica che non è stata tamponata neppure in minima parte, ancorché un intervento strutturale, che sia volto ad arginare concretamente la crisi che da tempo affligge il sistema carcerario nazionale, non sia più rinviabile.
    Le recenti parole pronunciate dal Presidente della Repubblica, sulla necessità di trattare con dignità ed umanità i detenuti tutti, oltre che il gesto simbolico compiuto dal Pontefice di apertura della Porta Santa presso il carcere di Rebibbia, devono cogliere nel segno e non rimanere unicamente nell’etere.
    Occorre, ora più che mai, che siano adottate ed attuate scelte risolutive che pongano freno alla catena di decessi intramurari che continuano inesorabilmente ad essere registrati e che, contestualmente, mirino a reperire le risorse umane ed economiche, necessarie per alimentare efficacemente e per favorire il ricorso a misure alternative alla detenzione.
    Hinc et nunc.
    (Il consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux)

     

    Delibera dell’11 settembre 2024

    Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux,

    L E T T E

    – la mozione depositata in data 22 luglio 2024 presso il Consiglio Comunale di Modena avente ad oggetto le “Condizioni detentive presso la Casa Circondariale Sant’Anna di Modena” a firma di consiglieri dei gruppi Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra, PRI Azione Socialisti Liberali, Movimento 5 Stelle, Spazio Democratico – Allegato 1;
    – la mozione depositata in data 6 settembre 2024 presso il Consiglio Comunale di Modena avente ad oggetto la “Condizione del personale e della popolazione carceraria dell’Istituto penitenziario di Modena”, a firma di consiglieri dei gruppi Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega Modena, Modena in ascolto – Allegato 2;

    C O N S I D E R A T O   C H E

    – la prima mozione riprendeva, peraltro, la delibera di astensione UCPI datata 18 giugno 2024 nella parte in cui la Giunta dell’Unione aveva chiesto di «intervenire con urgenza al fine di interrompere questa ininterrotta scia di morte, la cui responsabilità ricade inesorabilmente su uno Stato incapace di assicurare il diritto ‘fondamentale al rispetto della dignità umana alle persone private della libertà personale” e che “la situazione del sovraffollamento carcerario appare ingravescente anche in considerazione della legislazione carcerocentrica e securitaria adottata dal Governo”»;
    – tale mozione faceva poi espresso richiamo alla maratona oratoria – cui erano state invitate tutte le forze politiche ed a cui, in effetti, avevano partecipato esponenti politici locali e nazionali di entrambi gli schieramenti rappresentati in Consiglio Comunale – organizzata dalla nostra Camera Penale: «Da quanto si apprende dal comunicato stampa della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena del 9 maggio 2024°, emanato a seguito di un incontro con il Direttore della Casa Circondariale di Modena, al Sant’Anna sono presenti 550 detenuti, nonostante i posti regolamentari disponibili siano soltanto 372; ciò è stato confermato anche nel corso della ‘maratona oratoria “Non c’è più tempo. Fermare i suicidi in carcere” organizzata dalla Camera Penale di Modena il 21 giugno 2024 alla quale hanno preso parte, oltre allo stesso Direttore del Sant’Anna, anche numerosi consiglieri presenti in quest’aula»;
    – la seconda mozione pare tendere a valorizzare l’impegno del Governo evidenziando che questo «ha deciso l’assegnazione di 5 milioni di euro all’Amministrazione penitenziaria per il potenziamento dei servizi trattamentali e psicologici negli istituti, attraverso il coinvolgimento di esperti specializzati e di professionisti esterni all’amministrazione, raddoppiando lo stanziamento annuale di bilancio destinato alle finalità di prevenzione del fenomeno suicidario e di riduzione del disagio dei ristretti, a conferma dell’impegno da parte dell’Esecutivo nella pronta adozione di misure necessarie per migliorare le condizioni detentive negli istituti penitenziari pur da differenti prospettive entrambe le mozioni consiliari paiono denunciare l’inaccettabile condizione delle carceri italiane e, in particolare, valorizzando il principio espresso dall’art. 27 della Costituzione e conseguentemente stimolando l’Ente Comunale a concorrere alla rieducazione dei condannati creando maggiori opportunità di lavoro extra o intra murario e, più in generale, incrementando le occasioni di relazione con l’esterno»;
    – dunque, entrambe le mozioni paiono evidenziare l’esigenza di impegnare l’Ente Comunale, entro il proprio perimetro di competenza, a favorire la concreta attuazione sul nostro territorio di strumenti che favoriscano la concessione di misure alternative alla detenzione;
    – entrambe le proposte paiono voler valorizzare il contenuto dispositivo del recente “Decreto Carceri” varato dal Governo, proprio nella parte relativa al futuribile ampliamento di tali misure, anche attraverso l’istituzione di albi o elenchi di soggetti privati disponibili ad accogliere i condannati per lo svolgimento di attività lavorative ovvero per la loro accoglienza domestica;
    – le due proposte paiono significativamente convergere sulla necessità di dedicare maggiore attenzione da parte degli organi di governo della Città di Modena al tema delle condizioni della Casa Circondariale Sant’Anna, anche attraverso la valorizzazione del ruolo informativo del Garante Comunale delle persone private della libertà personale;
    – entrambe le mozioni proponevano dunque di dedicare al tema della casa circondariale di Modena una seduta tematica del Consiglio e la prima mozione proponeva altresì l’organizzazione di una visita dei Consiglieri comunali e dei componenti della Giunta comunale alla stessa onde verificare de visu quali siano le attuali condizioni di detenzione;

    C O N S I D E R A T O   A L T R E S Ì   C H E

    – la nostra Camera Penale, insieme all’Unione delle Camere Penali Italiane ha di recente promosso un’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria per denunciare lo stato gravemente deficitario delle carceri italiane e gli effetti nefasti del sovraffollamento, con una particolare e doverosa attenzione al dramma dei suicidi in carcere che ad oggi somma la preoccupante cifra di 70 persone detenute che si sono private della vita suicidandosi;
    – ad esse deve anche certamente sommarsi il dramma degli operatori, che come correttamente osservato nel corso del dibattito consiliare e nella seconda mozione proposta, segnano «6 suicidi, a contare dall’inizio dell’anno, che hanno avuto come vittime agenti di polizia penitenziaria: le difficili condizioni di lavoro hanno sicuramente dato un contributo rilevante all’estrema decisione presa dai nostri concittadini»;
    – da sempre la Camera Penale ha voluto caldeggiare la maggiore apertura possibile dell’ambiente detentivo alla società ed alla politica, nella convinzione che la conoscenza diretta delle concrete condizioni della nostra casa circondariale possa stimolare percorsi virtuosi sotto il profilo culturale e nella prospettiva di creare le condizioni per un significativo ampliamento dei percorsi extramurari che favorisca l’applicazione di misure alternative alla detenzione;
    – anche in quest’ottica la Camera Penale aveva prima caldeggiato e poi salutato con estremo favore l’istituzione, avvenuta all’unanimità del Consiglio Comunale, della figura del Garante Comunale delle persone private della libertà personale;

    V A L U T A T O   C H E

    – solo la prima mozione è stata approvata dal Consiglio Comunale con il voto contrario dei gruppi di opposizione (fatta eccezione per i gruppi consiliari di Forza Italia e di Modena per Modena che non hanno partecipato al voto);
    – nel corso del dibattito consiliare – liberamente disponibile online sul sito del Comune di Modena – i firmatari della seconda mozione hanno espresso rammarico per il mancato raggiungimento di un accordo su un testo condiviso, evidenziando in particolare la contrarietà – manfestata esplicitamente nel corso della dichiarazione di voto di un consigliere del maggior partito di opposizione – ai riferimenti alle posizioni dell’Unione delle Camere Penali Italiane contenuti nel testo della prima mozione;
    – nella dichiarazione di voto si affermava testualmente: «avremmo rinunciato praticamente a quasi tutto il nostro testo a patto che venissero eliminati due punti che riguardavano un attacco al Governo fatto [d]alle Camere Penali […] e la questione della visita [al Carcere Sant’Anna]», date le modalità proposte con la mozione di maggioranza;
    – il passaggio “incriminato” rappresenta un motivo fondamentale che ha spinto i Penalisti Italiani e Modenesi ad astenersi dalle udienze e da ogni attività processuale nello scorso mese di luglio;
    tutto, ciò considerato e valutato

    E S P R I M E

    – preoccupazione per il tentativo di silenziare la voce dei Penalisti che, da sempre ed in tutte le sedi, hanno denunciato, denunciano e continueranno a denunciare lo scandalo delle condizioni in cui versano da sempre le nostre carceri a prescindere dal colore politico del Governo in carica;
    – rammarico per la mancanza di unanimità attorno alla – evidente e nota – drammaticità delle condizioni carcerarie che ha esposto a più riprese l’Italia a condanne in sede CEDU, come denunciato pubblicamente dall’UCPI e pure dalla Camera Penale di Modena con diffuse iniziative sul territorio nazionale a testimonianza della perdurante «mancanza di un programma di serie riforme strutturali e di ripensamento dell’intera esecuzione penale, [nonché] l’irresponsabile indifferenza della politica di fronte al dramma del sovraffollamento ed alla tragedia dei fenomeni suicidiari, concretizzatasi nel perdurante rifiuto di porre in essere con immediatezza e urgenza qualsivoglia concreto strumento deflattivo, da quello dell’adozione di possibili procedimenti di clemenza generalizzata, a quelli oggetto di proposta di legge già pendente davanti al Parlamento»;
    – fin d’ora la propria disponibilità a partecipare, ove richiesto, ai lavori consiliari per offrire il punto di vista tecnico dei Penalisti;

    I N V I T A

    – tutti i Consiglieri comunali a partecipare alla visita presso la Casa Circondariale di Modena che sarà organizzata dalla Presidenza del Consiglio Comunale in esecuzione della mozione deliberata, onde poter “toccare con mano” la realtà dei reparti anche per avere la necessaria consapevolezza richiesta dal successivo percorso politico-amministrativo cui entrambe le mozioni parevano tendere;

    M A N D A

    – per conoscenza ai Soci della Camera Penale Carl’Alberto Perroux, al Presidente del Consiglio Comunale di Modena con preghiera di diffusione a tutti i Consiglieri Comunali; alla Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane, al Presidente del Consiglio delle Camere Penali, al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena ed agli organi di informazione locale.

    Modena, lì 11 Settembre 2024

     

    Avv. Roberto Ricco
    Presidente della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

    Avv. Giulia Malacorti
    Segretario della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

     

    Delibera e allegati [PDF]

     

    GLI AVVOCATI PENALISTI SODDISFATTI PER L’ELEZIONE A LARGHISSIMA MAGGIORANZA DELLA CRIMINOLOGA MODENESE E PER IL PASSAGGIO ALLA FASE OPERATIVA DI QUESTA IMPORTANTE FIGURA DI GARANZIA.


    Gli Avvocati Penalisti hanno seguito con il massimo interesse il percorso istituzionale che ha finalmente dato concreta attuazione alla necessità di dotare anche il nostro territorio di una figura di fondamentale importanza per la salvaguardia dei diritti delle persone private della libertà personale e per la diffusione di una cultura orientata alla rieducazione delle persone condannate.
    La partecipazione di diversi autorevoli candidati al ruolo di Garante e la trasversalità delle decisioni assunte dal Consiglio Comunale dimostrano in modo evidente come il tema fosse avvertito in Città e come esista una sensibilità che deve essere il motore dei futuri interventi in materia.
    Auguriamo buon lavoro alla Professoressa Giovanna Laura De Fazio, con la convinzione che le sue competenze potranno essere un utile punto di riferimento anche per il mondo associativo che in Città si occupa quotidianamente di carcere.
    La Camera Penale è a disposizione per un dialogo finalizzato al superamento, grazie all’intervento del Garante, di alcune criticità del percorso intramurario che abbiamo riscontrato nel corso degli anni.


    Il Consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

    Il consiglio direttivo della Camera Penale di Modena esprime la massima preoccupazione per le notizie apparse sulla stampa locale in relazione alle condizioni dei detenuti e degli operatori del Carcere di Sant’Anna in questo periodo caratterizzato da un caldo estremo.

    La cronica inadeguatezza dell’edilizia penitenziaria finisce troppo spesso per infliggere una “doppia pena” ai detenuti e condizioni di lavoro insopportabili per gli agenti della Polizia Penitenziaria.

    In seguito alla tristemente nota rivolta nel carcere modenese, seppure vi sia stato uno sforzo per ripristinare la funzionalità dell’istituto, sono mancati interventi mirati – come purtroppo avviene nella maggior parte delle strutture del paese – per rendere ancor più vivibile la struttura.

    In attesa della definitiva creazione della figura del Garante comunale dei detenuti, gli avvocati penalisti modenesi avanzeranno alla direzione del carcere la richiesta di aprire un tavolo di confronto, aperto anche alle associazioni dei volontari, per verificare la situazione attuale e individuare le possibili soluzioni, con la consapevolezza della necessità di evitare che la pur minima situazione di carattere eccezionale possa nuocere alla salute dei detenuti.

    GLI AVVOCATI ESPRIMONO GRANDE PREOCCUPAZIONE PER LE GRAVI CARENZE ORGANICHE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, CHE DEVONO ESSERE REINTEGRATE PER GARANTIRE LO SVOLGIMENTO DEI PROCEDIMENTI PENALI IN TEMPI RAGIONEVOLI.

    Gli Avvocati modenesi esprimono la massima preoccupazione per l’attuale situazione della Procura della Repubblica, le cui già note carenze organiche sono ulteriormente aggravate a seguito del pensionamento della Dott.ssa Maria Angela Sighicelli.
    Ad oggi, dunque, il numero di Sostituti Procuratori della Procura della Repubblica risulta gravemente ridotto, risultandone effettivamente in servizio solo sette su dodici, con una scopertura di organico che ha ormai superato largamente il 40%.
    Al contrario di quanto trapelato sui quotidiani pochi giorni orsono, la soluzione è tuttavia ancora lontana: il previsto trasferimento a Modena di due sostituti procuratori, infatti, è stato congelato dal Consiglio Superiore della Magistratura per almeno sei mesi. L’arrivo dei nuovi magistrati non basterebbe comunque a coprire la pianta organica che è già di per sé insufficiente.
    Come se non bastasse, la situazione è ulteriormente aggravata dalla recente riduzione a soli otto contro i sedici previsti del numero dei Vice Procuratori onorari in servizio e l’altrettanto grave scopertura del personale amministrativo che oggi vede ben undici posti vacanti a fronte dei 45 previsti.
    Ogni anno a Modena vengono iscritte ben oltre diecimila notizie di reato contro soggetti noti, che si aggiungono alle altre relative a soggetti ignoti ed alle notizie di fatti non costituenti reato: solo questo dato è sufficiente a spiegare plasticamente la assoluta necessità di ripristinare rapidamente l’organico della Procura.
    La situazione allarma gli Avvocati perché rischia di comprimere gravemente il diritto dei cittadini – che siano sottoposti ad indagini preliminari o che siano vittime di reati – di ottenere una rapida definizione dei procedimenti penali che li riguardano in ossequio al principio costituzionale della ragionevole durata del processo.
    Il rischio tangibile è quello di disperdere i risultati che la virtuosa ed efficace collaborazione fra avvocatura e magistratura hanno permesso di conseguire per il “sistema giustizia” modenese nel periodo di emergenza pandemica, che stiamo faticosamente lasciando alle spalle.
    Il pieno recupero dell’efficienza dei servizi e il recupero dei tempi del processo sono la migliore garanzia di tutela dei diritti del cittadino, parte del processo, ma l’obiettivo non è raggiungibile se la Procura della Repubblica, primo motore dell’indagine penale, non è in grado di sostenerne lo sforzo, per la grave carenza di organico dei ruoli degli inquirenti, Sostituti Procuratori e Vice Procuratori onorari, e personale di segreteria.
    Da tempo la Camera Penale di Modena, sostenuta dal COA, insieme alle altre dell’Emilia-Romagna aveva peraltro segnalato al CSM la necessità di integrare le piante organiche della Procura per garantire il regolare corso della giustizia, senza tuttavia ricevere risposte significative.
    Gli Avvocati tutti auspicano dunque che il CSM provveda quanto prima al ripristino delle piante organiche attualmente previste, quantomeno disponendo l’immediato trasferimento dei due magistrati vincitori di concorso per il ruolo di sostituti procuratori modenesi.

    Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena
    Il Consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

    Si è chiuso oggi il ciclo di incontri sul Giusto Processo al Liceo Muratori San Carlo di Modena. Per l’Osservatorio Miur della Camera Penale Carl’Alberto Perroux è stato un piacere poter interagire con studenti così preparati e interessati.È stato bello sentirli confrontarsi su temi importanti quali il processo mediatico, la funzione della pena e la pena di morte. Ancora grazie alla Dirigente scolastica, ai professori e alla Prof.ssa Barbara Stradi che ha creduto, come noi, in questo progetto.Un ringraziamento particolare anche alle Colleghe ed ai Colleghi Silvia Silvestri, Nicoletta Cavani, Alessia Marchini, Francesca Pecorari, Elena Marastoni e Giovanni Sivelli per il loro impegno.I prossimi appuntamenti saranno 5 Processi Penali simulati… a presto. Viva la scuola!