Dal 5 al 7 maggio gli avvocati penalisti si asterranno dalle udienze, su iniziativa dell’Unione delle Camere Penali Italiane a cui aderisce anche la Camera Penale di Modena.
L’astensione nasce dalla protesta contro l’abuso della decretazione d’urgenza in materia penale, spesso priva di reali motivazioni emergenziali, ma che esclude il dibattito parlamentare.
Si evidenzia una tendenza consolidata: introduzione di nuovi reati, inasprimento delle pene e rafforzamento delle misure coercitive, presentate come risposte immediate alle preoccupazioni sociali. Questo “panpenalismo” contraddice il principio dell’ extrema ratio, producendo effetti negativi sui diritti fondamentali senza reale efficacia. Particolarmente criticabile è l’abuso della decretazione d’urgenza in materia penale, che viola i requisiti costituzionali di necessità e urgenza. Nel testo del decreto-legge mancano situazioni concrete che giustifichino l’intervento immediato dell’Esecutivo, presentando motivazioni generiche e materie eterogenee. Questo approccio compromette la separazione dei poteri e le prerogative parlamentari, scaricando sul sistema penale e carcerario problemi che richiederebbero soluzioni più articolate.
Inoltre, si denuncia l’introduzione di norme che aggravano ancor più la crisi degli istituti penitenziari, aumentando gli ingressi in carcere anziché migliorare le condizioni di detenzione. Sul punto, con il d.l. 48/2025, a titolo di esempio, è stato introdotto il reato di rivolta all’interno di un istituto penitenziario, che prevede pene severe per ogni tipo di violenza, minaccia o resistenza, anche passiva, posta in essere da parte di almeno tre persone, con ciò reprimendo ogni tipo di manifestazione del dissenso, invece che agire sul disagio e sulle condizioni di detenzione che sono all’origine di tali atti di protesta. Proprio tale ultimo aspetto impone una riflessione collettiva sul senso della pena e sulla necessità di riscriverne i confini, per renderla davvero conforme ai principi costituzionali di rieducazione e reinserimento sociale e a cui mira questa ulteriore astensione.
Il testo del decreto sicurezza e questa iniziativa normativa, anche a parere della nostra camera penale, destano allarme, creando un pericoloso precedente che potrebbe favorire una prassi capace di svilire le prerogative del Parlamento.

Il Consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

Le date di astensione per ogni circondario

Bologna 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Ferrara 24-25 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Forlì 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Modena 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Parma 20-21 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Piacenza 20-21 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Reggio Emilia 20-21 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Ravenna  19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Rimini 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]

 

Delibera del 5 febbraio 2025

Al signor Ministro della Giustizia
gabinetto.ministro@giustiziacert.it

Spett.le Commissione di garanzia per attuazione legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali
segreteria@pec.commissionegaranziasciopero.it

Spett.le Consiglio Nazionale Forense Roma
affarigenerali@pec.cnf.it

Al signor Presidente della Corte di Appello di Bologna prot.ca.bologna@giustiziacert.it

Al signor Procuratore Generale della Repubblica
presso la Corte di Appello di Bologna
prot.pg.bologna@giustiziacert.it

Al signor Presidente del Tribunale di Modena prot.tribunale.modena@giustiziacert.it

Al signor Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Modena
prot.procura.modena@giustiziacert.it
procuratore.procura.modena@giustiziacert.it

Al signor Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Modena prot.tribunale.modena@giustiziacert.it

Al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena ord.modena@cert.legalmail.it

Alla Dirigente Amministrativa
prot.tribunale.modena@giustiziacert.it

Alla Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane
segreteria@camerepenali.it

LORO SEDI


OGGETTO: ASTENSIONE COLLETTIVA DALL’ATTIVITÀ GIUDIZIARIA DEGLI AVVOCATI EX LEGE 146/1990 COME MODIFICATA DALLA LEGGE 83/2000 PER I GIORNI 19 E 20 FEBBRAIO 2025

Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux, riunito per ragioni d’urgenza e di speditezza in modalità telematica, come statutariamente previsto,

RICHIAMATE


– la propria delibera del 10 gennaio 2025 di proclamazione dell’astensione locale per la giornata del 24 gennaio 2025;
– la delibera del 5 febbraio 2025 del Coordinamento delle Camere Penali del distretto dell’Emilia Romagna con cui si «demanda[re] agli organi deliberativi delle Camere Penali aderenti al Coordinamento delle Camere Penali del distretto dell’Emilia Romagna, l’adozione delle determinazioni conseguenti al presente atto di indirizzo, provvedendo in particolare ad indire l’astensione PER GIORNI 2 CONSECUTIVI dalle attività giudiziarie, nel periodo 19 – 25 febbraio 2025, estesa anche ai processi con detenuti salvo che l’imputato non eserciti le facoltà previste dagli artt. 420-ter, V comma e 304 comma I lett. a) e comma V cpp, chiedendo che il processo si celebri nonostante la richiesta di rinvio per adesione all’astensione formulata dal difensore (e quindi utilizzando nei deliberati la formula “il servizio pubblico essenziale della celebrazione dei processi penali con imputati detenuti sarà garantito nei casi e alle condizioni previsti dagli articoli 420 ter comma 5 e 304 comma 1 lett.a) comma 5 CPP”) »(in allegato).
PRESO ATTO CHE
– in seguito ai tre recenti decessi verificatesi nella Casa Circondariale Sant’Anna di Modena ed al grave incendio di una camera detentiva verificatosi in data 16 gennaio u.s., nel breve volgere di appena dieci giorni, si è verificato l’ulteriore decesso di un giovane detenuto presso lo stesso istituto, a quanto si apprende tragicamente causato da un’assunzione smodata di farmaci;
– come noto, «qualunque fattore di stress o vulnerabilità sia in atto, il sentiero finale comune che conduce il detenuto verso il suicidio sembra essere costituito da sentimenti di disperazione, da una restrizione delle prospettive future e dalla perdita delle capacità di reagire. Il suicidio viene allora visto come l’unica via d’uscita da una condizione priva di speranza» ;

PREMESSO ALTRESI’ CHE

– il giorno 23 e 24 gennaio avevano avuto accesso al Sant’Anna tanto i Garanti regionale e comunale, quanto una delegazione della Camera Penale e del COA di Modena insieme al Sindaco di Modena ed all’Assessore regionale al Welfare, riscontrando, tra l’altro, l’insufficienza delle piante organiche dell’area educativa e della Polizia Penitenziaria a far fronte al grave sovraffollamento della struttura, di molto aggravato dalla presenza di un numero di “definitivi” condannati a pene di lunga durata;
– presso la Casa circondariale di Bologna, durante la visita effettuata il 22 gennaio scorso da una delegazione della Camera Penale di Bologna con la presenza del Presidente della Regione Michele De Pascale e dell’Assessore regionale Isabella Conti, risultavano detenute ben 852 persone rispetto alla capienza massima di 500 posti con un sovraffollamento, quindi, di ben il 170,4%, (trattasi, in tutta evidenza, situazione che dà luogo ad un trattamento inumano e degradante);
– la medesima situazione, invero, aggiornata alla data odierna, è riscontrabile in tutti gli istituti penitenziari del Distrettto, ove si registra un sovraffollamento ormai non più tollerabile: Bologna 175%; Ferrara 161%; Forlì 122%; Modena 153%; Parma 122%; Piacenza 123%; Ravenna 173%; Reggio Emilia 127%; Rimini 123%;
– Lo stato delle carceri non può lasciare indifferente l’Avvocatura, che deve anzi farsi promotrice dei principi costituzionali del giusto processo e della tutela della vita e della dignità delle persone, ancorché ristrette, tanto più dinanzi al clima di populismo giudiziario che ancora troppo spesso anima il dibattito pubblico;
tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio Direttivo
PROCLAMA
l’astensione collettiva dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale degli avvocati impegnati innanzi al Tribunale di Modena, agli Uffici giudiziari circondariali di Modena (GIP-GUP, Magistrato di Sorveglianza) e l’Ufficio del Giudice di Pace di Modena, e la programmazione di manifestazioni e iniziative politiche nelle giornate del 19 e 20 febbraio 2025.
Il servizio pubblico essenziale della celebrazione dei processi penali con imputati detenuti sarà garantito alle condizioni previste dagli artt. 420-ter comma 4 e 306 comma 5 c.p.p.
IN OSSEQUIO
alle disposizioni di legge e del Codice di Autoregolamentazione delle astensioni dall’attività giudiziaria degli avvocati adottato da OUA, UCPI, AIGA, UNCC, che – ai sensi della legge 146/1990 come modificata dalla legge 83/2000 – è stato valutato come idoneo e dunque operante dalla Commissione di Garanzia dell’Attuazione della legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici essenziali mediante la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2008 ai sensi della legge 146/1990 come modificata dalla legge 83/2000,
COMUNICA
ai sensi dell’Articolo 2 del detto Codice che
a) l’astensione dalle attività giudiziarie ha la durata di 2 giorni e si terrà il 19 e 20 febbraio 2025;
b) è stata e sarà assicurata la comunicazione al pubblico della astensione con modalità tali da determinare il minimo disagio per i cittadini, fra l’altro dando tempestiva comunicazione dell’iniziativa mediante pubblicazione sul sito Internet dell’Unione delle Camere Penali Italiane www.camerepenali.it, mediante comunicazione agli organi di stampa nonché con altri mezzi di comunicazione anche all’interno degli uffici giudiziari (manifesti; volantini etc.)
d) la già menzionata astensione viene comunicata nei termini prescritti alle Autorità indicate nell’articolo 2 del Codice di Autoregolamentazione sopra indicato;
d) tra la proclamazione e l’effettuazione dell’astensione non intercorre un periodo di tempo superiore a sessanta giorni;
e) l’astensione in questione non rientra tra i casi di cui all’art. 2 comma 7 della legge 146/1990 come modificata dalla legge 83/2000;
f) sono rispettate le condizioni di cui all’art. 2, comma IV del Codice di Autoregolamentazione predetto.

Modena, lì 5 febbraio 2025

Delibera della Camera Penale di Modena e del Coordinamento distrettuale [PDF]


Le date di astensione per ogni circondario

Bologna 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Ferrara 24-25 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Forlì 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Modena 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Parma 20-21 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Piacenza 20-21 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Reggio Emilia 20-21 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Ravenna  19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Rimini 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]




Delibera del 10 gennaio 2025


Al signor Ministro della Giustizia
gabinetto.ministro@giustiziacert.it

Spett.le Commissione di garanzia per attuazione legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali
segreteria@pec.commissionegaranziasciopero.it

Spett.le Consiglio Nazionale Forense Roma
affarigenerali@pec.cnf.it

Al signor Presidente della Corte di Appello di Bologna prot.ca.bologna@giustiziacert.it

Al signor Procuratore Generale della Repubblica
presso la Corte di Appello di Bologna
prot.pg.bologna@giustiziacert.it

Al signor Presidente del Tribunale di Modena prot.tribunale.modena@giustiziacert.it

Al signor Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Modena
prot.procura.modena@giustiziacert.it
procuratore.procura.modena@giustiziacert.it

Al signor Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Modena prot.tribunale.modena@giustiziacert.it

Al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena ord.modena@cert.legalmail.it

Alla Dirigente Amministrativa
prot.tribunale.modena@giustiziacert.it

Alla Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane
segreteria@camerepenali.it

LORO SEDI


OGGETTO: ASTENSIONE COLLETTIVA DALL’ATTIVITÀ GIUDIZIARIA DEGLI AVVOCATI EX LEGE 146/1990 COME MODIFICATA DALLA LEGGE 83/2000 PER IL GIORNO 24 GENNAIO 2025.

Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux, riunito per ragioni d’urgenza e di speditezza in modalità telematica, come statutariamente previsto,

PREMESSO CHE


– nel breve volgere di appena otto giorni si sono verificati tre decessi di altrettanti detenuti presso la Casa Circondariale Sant’Anna di Modena, due dei quali, a quanto si apprende, tragicamente causati da inalazione di gas (come già significativamente avvenuto in altro precedente episodio risalente al febbraio 2023);
– in particolare, un primo decesso – che non pare allo stato chiaramente riferibile ad un gesto suicidiario – s’era verificato lo scorso 31 dicembre, mentre in data 4 gennaio, in seguito ad un lungo ricovero, era deceduto un detenuto che aveva compiuto un gesto estremo nel corso del mese di dicembre;
– da ultimo, in data 7 gennaio 2025 si è verificato l’ulteriore drammatico decesso di un detenuto in seguito ad un gesto inequivocabilmente intenzionale e preceduto, sul finire del mese di novembre, da una valutazione tecnica a doppia firma, richiesta dai suoi difensori, attestante una condizione di particolare fragilità e di potenziale rischio suicidiario;
– pare evidente una stretta relazione tra i tre recenti episodi, che devono essere necessariamente letti anche alla luce del più ampio quadro di disagio nel quale versa la casa circondariale modenese, nella quale s’erano registrati ben 40 casi di tentato suicidio di detenuti nel periodo 24 luglio 2023 – 4 luglio 2024, come riportato nella relazione annuale del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Modena;
– la medesima relazione mostra poi in maniera palmare una grave situazione di sovraffollamento, atteso il largo superamento delle soglie di capienza regolamentare, cui si aggiungono le croniche carenze strutturali e l’insufficienza di personale;
– come noto, molte delle carenze dell’Amministrazione penitenziaria trovano soluzione solo nell’impegno di una rete di associazioni di volontariato che svolgono un ruolo di supplenza dello Stato in molti ambiti riguardanti importanti aspetti della vita personale e relazionale dei detenuti;
– pare condivisibile la necessità, manifestata all’esito dell’ultimo episodio suicidiario, dal Garante Comunale e dal Garante Regionale di rimettere ora in discussione il sistema di prevenzione dei suicidi in carcere, sia sul fronte dell’amministrazione penitenziaria che della sanità regionale;


CONSIDERATO CHE


– non può non evidenziarsi come questi ultimi decessi seguano di pochi anni ai drammatici eventi del marzo 2020, quando in conseguenza dei fatti avvenuti presso il Carcere di Sant’Anna avevano perso la vita nove detenuti;
– tali decessi seguono poi lo straziante stillicidio di suicidi che aveva colpito il sistema penitenziario nazionale nel corso dell’anno 2023, giunto alla drammatica cifra di novanta decessi in un singolo anno – mai così elevato in passato –, portando le Camere Penali territoriali ad organizzare una capillare serie di maratone oratorie, che avevano coinvolto anche il mondo della politica, e ad un’astensione dalle udienze e da ogni altra attività giudiziaria proclamata dalla Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane per i giorni 10, 11 e 12 luglio 2024;
– l’Unione delle Camere Penali Italiane aveva voluto denunciare pubblicamente sia “la mancanza di un programma di serie riforme strutturali e di ripensamento dell’intera esecuzione penale”, sia pure “l’irresponsabile indifferenza della politica di fronte al dramma del sovraffollamento ed alla tragedia dei fenomeni suicidiari, concretizzatasi nel perdurante rifiuto di porre in essere con immediatezza e urgenza qualsivoglia concreto strumento deflattivo, da quello dell’adozione di possibili procedimenti di clemenza generalizzata, a quelli oggetto di proposta di legge già pendente davanti al Parlamento” osservando come, peraltro, “la stessa magistratura non è disposta a fare ricorso solo in casi veramente eccezionali alla misura della custodia cautelare in carcere, ad applicare in modo esteso le pene sostitutive introdotte dalla riforma Cartabia ed a riconoscere benefici penitenziari sulla base di criteri che tengano conto delle condizioni inumane di detenzione, continuando così a contribuire all’aggravarsi della condizione dei detenuti” ;
– il Decreto n. 92 del luglio 2024, recante, tra le altre, “Misure urgenti in materia penitenziaria” non ha sortito alcun risultato concreto in ordine alle condizioni degradanti in cui versano gli istituti di pena e neppure in ordine al sovraffollamento cronico degli istituti penitenziari;
– appare significativo che il Presidente della Repubblica abbia voluto rompere il silenzio della politica in occasione del discorso di fine anno, richiamando la massima attenzione delle Istituzioni al rispetto dei principi costituzionali e della dignità delle persone ristrette in carcere, osservando come l’alto numero di suicidi sia indice di “condizioni inammissibili” e che “i detenuti devono potere respirare un’aria diversa da quella che li ha condotti alla illegalità e al crimine”;
– il messaggio del Presidente della Repubblica era significativamente seguito di pochi giorni all’apertura della Porta Santa nel Carcere di Rebibbia da parte di Papa Francesco, che aveva ancora una volta affermato la necessità di un trattamento conforme ai più elementari sentimenti di umanità;
– tali ultime richiamate dichiarazioni paiono in stridente contrasto con l’affermazione del Sottosegretario alla giustizia che di recente aveva spericolatamente affermato, in una manifestazione istituzionale, “non lasciamo respirare chi è dietro quel vetro”;

PRESO ATTO CHE


– i recenti drammatici decessi presso la Casa Circondariale Sant’Anna di Modena rappresentano solamente il picco delle condizioni inumane e degradanti in cui versano gli istituti di pena italiani ed il frutto di politiche carcerocentriche che paiono purtroppo insuperabili nell’attuale assetto parlamentare;
– simili fatti non possono lasciare indifferente l’Avvocatura, che deve anzi farsi promotrice dei principi costituzionali del giusto processo e della tutela della vita e della dignità delle persone, ancorché ristrette, tanto più dinanzi al clima di populismo giudiziario che ancora troppo spesso anima il dibattito pubblico;
– ciò a maggior ragione considerando gli ulteriori episodi suicidiari, almeno 3 nel fin troppo breve corso dell’anno 2025, già verificatisi negli istituti penitenziari di Paola e di Firenze;

tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio Direttivo

PROCLAMA


l’astensione collettiva dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale degli avvocati impegnati innanzi al Tribunale di Modena, agli Uffici giudiziari circondariali di Modena (GIP-GUP, Magistrato di Sorveglianza) e l’Ufficio del Giudice di Pace di Modena, e la programmazione di manifestazioni e iniziative politiche nella giornata del 24 gennaio 2025.
Il servizio pubblico essenziale della celebrazione dei processi penali con imputati detenuti sarà garantito alle condizioni previste dagli artt. 420-ter comma 4 e 306 comma 5 c.p.p.

IN OSSEQUIO


alle disposizioni di legge e del Codice di Autoregolamentazione delle astensioni dall’attività giudiziaria degli avvocati adottato da OUA, UCPI, AIGA, UNCC, che – ai sensi della legge 146/1990 come modificata dalla legge 83/2000 – è stato valutato come idoneo e dunque operante dalla Commissione di Garanzia dell’Attuazione della legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici essenziali mediante la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2008 ai sensi della legge 146/1990 come modificata dalla legge 83/2000,

COMUNICA


ai sensi dell’Articolo 2 del detto Codice che
a) l’astensione dalle attività giudiziarie ha la durata di giorni 1 e si terrà il giorno 24 gennaio 2025;
b) è stata e sarà assicurata la comunicazione al pubblico della astensione con modalità tali da determinare il minimo disagio per i cittadini, fra l’altro dando tempestiva comunicazione dell’iniziativa mediante pubblicazione sul sito Internet dell’Unione delle Camere Penali Italiane www.camerepenali.it e della Camera Penale di Modena www.camerapenaledimodena.it, mediante comunicazione agli organi di stampa nonché con altri mezzi di comunicazione anche all’interno degli uffici giudiziari (manifesti; volantini etc.)
d) la già menzionata astensione viene comunicata nei termini prescritti alle Autorità indicate nell’articolo 2 del Codice di Autoregolamentazione sopra indicato;
d) tra la proclamazione e l’effettuazione dell’astensione non intercorre un periodo di tempo superiore a sessanta giorni;
e) l’astensione in questione non rientra tra i casi di cui all’art. 2 comma 7 della legge 146/1990 come modificata dalla legge 83/2000;
f) sono rispettate le condizioni di cui all’art. 2, comma IV del Codice di Autoregolamentazione predetto.

 

Delibera del 10.01.2025 [PDF]

 

Coordinamento delle Camere Penali dell’Emilia-Romagna
Astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria per i giorni 24 e 25 giugno 2021
Comunicato del 23 giugno 2021


Le Camere Penali dell’Emilia-Romagna aderiscono all’astensione dalle udienze e da ogni attività
giudiziaria proclamata dalla Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane con delibera del 11 giugno
2021.
La decisione assunta dal Presidente del Tribunale di Verbania (riassegnazione del procedimento c.d.
“Funivia Mottarone” ad altro GIP, diverso da quello che – incaricato della convalida del fermo di alcune
persone ritenute indiziate di reato – assumeva provvedimenti di diniego, scarcerando gli arrestati),
riservata, crediamo non a caso, unicamente a quel procedimento e non ad altri assegnati a quello stesso
GIP, è, proprio per questo, un “implausibile formalismo burocratico” di straordinaria gravità.
Quanto accaduto a Verbania, rende necessario riportare al centro del dibattito politicoil tema della
“separazione delle carriere”.
Si tratta di un obiettivo – quello della separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri – la cui
realizzazione non è più prorogabile perché è scritto nella nostra costituzione, ed è quello proclamato
dall’art. 111 il quale – come noto – impone che il giudice sia non solo imparziale ma anche terzo. E
terzietà non può che significare appartenenza del giudice ad un ordine diverso da quello del pubblico
ministero.
Crediamo – oggi più che mai – che la terzietà possa essere perseguita solo attraverso una separazione
degli ambiti ordinamentali, organizzativi e disciplinari cui appartengono il giudice e il pubblico ministero.
Non si tratta – come scrive l’ANM Giunta distrettuale Emilia Romagna in un comunicato di pochi giorni
fa – di un attacco all’unità e all’indipendenza della Magistratura; non si tratta di mettere in discussione
provvedimenti di tipo organizzativo che, laddove rispondenti ai criteri tabellari, rappresentano – questo
si – uno strumento a tutela e garanzia dell’applicazione del principio del giudice naturale precostituito
per legge; né si tratta di creare propagandistiche contrapposizioni con la magistratura.
Al contrario.
Proprio perché i temi della giurisdizione coinvolgono i diritti di tutti, riteniamo che il “controllore” (il
giudice) e il controllato (il pubblico ministero) non possano appartenere ad un unico ordine, non possano
essere sottoposti al potere disciplinare di un unico organo, non possano condividere i medesimi
meccanismi di selezione elettorale della loro classe dirigente.
In un sistema democratico degno di questo nome – proprio in nome di quella onestà intellettuale e lealtà
auspicate dalla ANM in quello stesso comunicato – occorre coltivare l’idea di un potere giurisdizionale
che sia garante dei diritti di libertà dei cittadini di fronte all’autorità dello Stato, all’azione dei pubblici
ministeri, agli atti investigativi della polizia giudiziaria che ai pubblici ministeri risponde.
Occorre quindi ribadire – e le giornate di astensione saranno una buona occasione per farlo – che al
fine di dare piena attuazione alla scelta in senso accusatorio del processo penale è necessario
intervenire per rendere effettiva la terzietà del giudice che costituisce, appunto, il presupposto
dell’imparzialità della decisione.
Il Coordinamento delle Camere Penali dell’Emilia-Romagna

Gli avvocati penalisti in astensione da ogni attività giudiziaria dal 29 al 31 marzo: seppure la digitalizzazione del processo è riforma da salutare favorevolmente, il sistema attuale comprime gravemente i diritti dei cittadini e le facoltà dei difensori.

La Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux aderisce alla protesta dell’Unione delle Camere Penali Italiane contro la compressione dei diritti difesa, recentemente causata dall’utilizzo di un malfunzionante sistema informatico per il deposito degli atti.


La pandemia in atto ha messo ancora in evidenza l’inadeguatezza strutturale del sistema giustizia, tecnologicamente arretrato e affidato a politiche miopi che, sino ad oggi, non erano state in grado di costruire un serio percorso di sfruttamento degli strumenti informatici a servizio del processo penale.


Nonostante l’impegno dell’avvocatura e delle autorità giudiziarie locali per favorire l’accesso digitale ai fascicoli ed il deposito a distanza degli atti, infatti, la recente introduzione da parte del Ministero della Giustizia del deposito obbligatorio degli atti attraverso un applicativo informatico ha messo a repentaglio, comprimendolo, il corretto esercizio delle facoltà difensive.

Il sistema informatico è nato già vecchio, non è stato pensato secondo logiche di praticità e risulta inadeguato sotto il profilo tecnico.


Gli Avvocati non possono agevolmente accreditarsi al sistema e ciò mette a repentaglio il rispetto dei termini processuali, i Pubblici Ministeri non hanno tempestiva contezza delle iniziative della difesa. Il deposito nel portale non è corredato da idonea certificazione comprovante l’esito positivo delle operazioni. Spesso, intervenuto il deposito della nomina, è comunque impossibile accedere ai fascicoli.

Il sistema, peraltro, troppo spesso risulta bloccato e del tutto inaccessibile.
I penalisti avevano proposto una soluzione ragionevole per consentire di ricorrere anche al deposito nelle forme tradizionali fino al raggiungimento della completa efficienza del sistema in tutto il territorio nazionale.


L’impossibilità di accedere – in assenza di puntuali e specifici accordi locali – anche alle modalità tradizionali di deposito e accesso ai fascicoli, in presenza di un evidente malfunzionamento dei portali, sta dunque determinando una grave lesione dei diritti dei cittadini sottoposti a procedimento penale e delle persone offese che non vedono garantita la loro rappresentanza e la loro difesa tecnica
.

Il quadro è aggravato dall’adozione di provvedimenti disomogenei sul territorio nazionale.


Per questi motivi i penalisti modenesi – ferma restando la piena disponibilità a collaborare per l’efficienza del sistema e l’adozione delle misure più idonee – aderiscono alla iniziativa di protesta nazionale, con l’auspicio che si possano ripristinare normali condizioni di esercizio delle proprie funzioni, per il supremo interesse dei cittadini.



(Il consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux)

 

2-6 dicembre: nuova astensione dei Penalisti contro la riforma della prescrizione dei reati voluta dal Ministro Bonafede.
Anche i penalisti modenesi aderiscono all’astensione dalle udienze e ad ogni altra attività in materia penale proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane contro la prossima entrata in vigore della “riforma” della prescrizione dei reati approvata dal precedente Governo e confermata da quello attuale. Folta delegazione modenese parteciperà alla maratona oratoria che si terrà a Roma.

La Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux, aderisce all’astensione dalle udienze e ad ogni altra attività in materia penale proclamata dall’Unione delle Camere Penali nei giorni 2-6 dicembre per denunciare la grave lesione del principio di ragionevole durata del processo penale sancito in Costituzione in seguito alla prossima entrata in vigore della riforma della prescrizione fortemente voluta dal Ministro della Giustizia Bonafede.
Questa modifica normativa sancirà la sospensione del decorso dei termini di prescrizione dei reati con la pronuncia della sentenza di primo grado sino al “giudicato definitivo”, senza peraltro operare alcuna distinzione tra sentenza di condanna o di assoluzione.
Simile riforma determinerà, nei fatti, la celebrazione di procedimenti penali potenzialmente infiniti con grave danno sia per gli imputati, presunti innocenti sino alla pronuncia di una condanna in via definitiva, sia delle vittime dei reati che vedrebbero frustrate le proprie aspettative di giustizia a causa di tempi processuali oltremodo irragionevoli.
I processi penali, dunque, potrebbero costringere cittadini innocenti a rimanere imputati per tempi indefiniti e potenzialmente in eterno determinando, di contro, l’inflizione delle più gravi sanzioni previste dal nostro ordinamento ad enorme distanza di tempo dalla commissione del reato, con buona pace di qualsiasi utilità della pena sia delle esigenze di “difesa sociale” tanto sbandierate negli ultimi anni.
Ancora una volta lo Stato – che da pochissimo tempo aveva “allungato” i termini di prescrizione con provvedimenti duramente criticati dalla avvocatura e dalla gran parte dei massimi scienziati del diritto penale italiano – scaricherebbe le conseguenze delle proprie inefficienze sui cittadini, così frustrando i più elementari diritti scolpiti nell’art. 111 della nostra Costituzione con cui si è stabilito che il processo, per essere giusto, debba essere definito in tempi ragionevoli.
I dati ministeriali e recentissimi dati forniti da EURISPES mostrano inoltre come la riforma prossima alla entrata in vigore non potrà determinare risultati significativi, perché la maggior parte delle declaratorie di prescrizioni riguarda la fase delle indagini preliminari, che non è toccata dalle riforme: la maggior parte dei reati continuerà, dunque, a prescriversi ben prima dell’inizio del processo.

Una folta delegazione di avvocati modenesi parteciperà alla “Maratona oratoria nazionale per la verità sulla prescrizione” che i penalisti italiani hanno organizzato a Roma davanti alla Corte di Cassazione.
Gli avvocati, per una intera settimana, si alterneranno sul palco per informare senza sosta la pubblica opinione circa i reali contenuti di una riforma sciagurata che renderà il processo penale senza fine e colpirà in modo irrimediabile diritti fondamentali di tutti.

Modena, lì 2 dicembre 2019
(Il consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux)

Giornate di astensione dei Penalisti contro la riforma della prescrizione dei reati voluta dal Ministro Bonafede.

Anche i penalisti modenesi aderiscono all’astensione dalle udienze e ad ogni altra attività in materia penale proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane contro la prossima entrata in vigore della “riforma” della prescrizione dei reati approvata dal precedente Governo e confermata da quello attuale. Gli avvocati esprimono estrema preoccupazione per la violazione di principi costituzionali in materia di giusto processo.

La Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux, aderisce all’astensione dalle udienze e ad ogni altra attività in materia penale proclamata dall’Unione delle Camere Penali nei giorni 21-24 ottobre per denunciare la grave lesione del principio di ragionevole durata del processo penale sancito in Costituzione in seguito alla prossima entrata in vigore della riforma della prescrizione fortemente voluta dal Ministro della Giustizia Bonafede.
Questa modifica normativasancirà la sospensione del decorso dei termini di prescrizione dei reati con la pronuncia della sentenza di primo grado sino al “giudicato definitivo”, senza peraltro operare alcuna distinzione tra sentenza di condanna o di assoluzione.
Simile riforma determinerà, nei fatti, la celebrazione di procedimenti penali potenzialmente infiniti con grave danno sia per gli imputati, presunti innocenti sino alla pronuncia di una condanna in via definitiva, sia delle vittime dei reati che vedrebbero frustrate le proprie aspettative di giustizia a causa di tempi processuali oltremodo irragionevoli.
I processi penali, dunque, potrebbero costringere cittadini innocenti a rimanere imputati per tempi indefiniti e potenzialmente in eterno determinando, di contro, l’inflizione delle più gravi sanzioni previste dal nostro ordinamento ad enorme distanza di tempo dalla commissione del reato, con buona pace di qualsiasi utilità della pena sia delle esigenze di “difesa sociale” tanto sbandierate negli ultimi anni.
Ancora una volta lo Stato – che da pochissimo tempo aveva “allungato” i termini di prescrizione con provvedimenti duramente criticati dalla avvocatura e dalla gran parte dei massimi scienziati del diritto penale italiano – scaricherebbe le conseguenze delle proprie inefficienze sui cittadini, così frustrando i più elementari diritti scolpiti nell’art. 111 della nostra Costituzione con cui si è stabilito che il processo, per essere giusto, debba essere definito in tempi ragionevoli.
I dati ministeriali e recentissimi dati forniti da EURISPES mostrano inoltre come la riforma prossima alla entrata in vigore non potrà determinare risultati significativi, perché la maggior parte delle declaratorie di prescrizioni riguarda la fase delle indagini preliminari, che non è toccata dalle riforme: la maggior parte dei reati continuerà, dunque, a prescriversi ben prima dell’inizio del processo.
Simile modifica appare dunque la evidente manifestazione di una cultura intrisa di populismo giudiziario, lontana dai principi liberali propri dei paesi democratici, che vede nell’imputato un colpevole da punire a prescindere dalla celebrazione di un equo processo.

Modena, lì 23 ottobre 2019
(Il consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux)

In occasione della prossima astensione proclamata da UCPI per i giorni 8-10 maggio, la nostra camera penale ha organizzato la tavola rotonda “La riforma del rito abbreviato e i nuovi disequilibrio del processo penale”

MERCOLEDÌ 8 MAGGIO 2019, ORE 10

Aula 5 | Tribunale di Modena

INTRODUCE

Avv. Guido Sola
Presidente della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

MODERA

Avv. Nicoletta Cavani
Vicepresidente della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

PARTECIPANO

Dott. Andrea Romito
Magistrato – Tribunale di Modena

Dott.ssa Lucia Musti
Magistrato – Procura della Repubblica di Modena

Avv. Andrea Soliani
Camera Penale di Milano

Locandina (PDF)

I penalisti modenesi sulle gravissime dichiarazioni di Massimo Mezzetti: si ponga un freno al giustizialismo dilagante e alle aggressioni agli avvocati, la politica non deve fare pressioni sulla Giustizia.

I penalisti modenesi stigmatizzano con forza le prese di posizione di Massimo Mezzetti, assessore regionale alle politiche per la legalità, che nella giornata del 12 giugno ha voluto commentare recenti accadimenti nel processo Aemilia, celebrato a Reggio Emilia.
Mezzetti, nel commentare la possibile declaratoria di nullità di buona parte degli atti di istruttoria dibattimentale – in seguito ad una recente decisione della Suprema Corte di Cassazione, che aveva accolto un ricorso della difesa per una grave violazione delle più importanti regole del processo penale – aveva dichiarato di non capire dove sia “il confine, dove finisce il diritto alla difesa e il diritto di sciopero e dove inizia l’uso strumentale di questi per stravolgere l’esito di un processo importante e quindi, la dico provocatoriamente, dove finisce il diritto alla difesa e dove inizia la complicità”.
Simile posizione appare evidente frutto di una visione alterata dei più importanti diritti di libertà dei difensori: non può infatti ritenersi che la perniciosa equiparazione dell’avvocato al proprio assistito o la ipotizzata “complicità” dell’avvocato con l’imputato sia una semplice provocazione.
Prova ne è che, oltre a provare ad ingerirsi in ordine a legittime scelte processuali dei difensori (peraltro, riconosciute tali dalla Corte di Cassazione), ancora Mezzetti rilanciava auspicando che la Corte Costituzionale “tenga ben conto che questo e’ il piu’ importante processo di mafia al nord e che non possiamo vanificare un anno di lavoro fatto“, così mostrando di non aver presente che non esistono processi più o meno importanti per il principio di eguaglianza.

Ancor più grave è che un così importante esponente della politica e delle istituzioni regionali faccia simili pressioni sulla Corte.
Dopo le recenti affermazioni contro gli “avvocati d’ufficio” rese dal Ministro dell’Interno Salvini, viene il dubbio che l’Italia stia scivolando in un piano inclinato che rischia di portare in un baratro dei diritti e delle garanzie.
La politica deve rimanere nel proprio ambito, rispettando il principio di separazione dei poteri ed evitando di tentare di intimorire gli avvocati che, per loro natura, sono liberi e senza padroni né elettori a cui rispondere.

Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux