Mercoledì 3 e giovedì 4 novembre, l’Osservatorio Miur della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux ha tenuto la prima sessione di incontri sul Giusto Processo presso il Liceo Classico e Linguistico Muratori-San Carlo.
Hanno partecipato le classi IVA, IVE, IVD, VE, VG per un totale di 100 studenti. Siamo restati vernante colpiti dall’interesse e dalla partecipazione attiva manifestata da alcuni studenti.
La prossima settimana, le stesse classi affronteranno la seconda sessione del format sul Giusto Processo.
Un sentito ringraziamento alla Dirigente Scolastica, alla Prof.ssa Barbara Stradi e agli insegnanti che hanno destinato le loro ore di lezione a questo progetto.
Le donne e gli uomini di domani saranno migliori anche grazie a questa sinergia.
Viva la scuola!

GLI AVVOCATI PENALISTI SODDISFATTI PER L’APPROVAZIONE A LARGHISSIMA MAGGIORANZA DELL’ORDINE DEL GIORNO PER L’ISTITUZIONE DEL GARANTE DELLE PERSONE PRIVATE DELLA LIBERTA’ PERSONALE IN CONSIGLIO COMUNALE A MODENA.

Gli Avvocati Penalisti hanno seguito con il massimo interesse il dibattito che si è svolto nella giornata di ieri in Consiglio Comunale a Modena ed esprimono la massima soddisfazione per l’approvazione dell’Ordine del giorno che impegna la Giunta alla creazione della figura del Garante delle persone private della libertà personale anche a livello locale.
La circostanza che l’Ordine del giorno abbia raccolto un consenso trasversale e pressoché unanime, rappresenta senza ombra di dubbio il segno di una scelta di campo della Città di Modena a tutela di soggetti deboli, che di certo meritano attenzione da parte delle istituzioni e della cittadinanza.
Allo stesso modo, l’individuazione di un percorso partecipato, con tempi definiti, che vedrà coinvolto il mondo associazionistico che opera in carcere sarà di certo l’occasione per raccogliere i contributi necessari alla definizione dei confini di intervento e delle dotazioni necessarie a dare la massima concretezza a questa importante e tanto attesa figura.

Il Consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

Il Direttivo e l’Osservatorio Carcere e Magistrato di Sorveglianza della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena esprimono forte preoccupazione circa la situazione deficitaria che affliggerebbe attualmente la casa circondariale di Modena.
Alla grave carenza di organico dell’area educativa, riscontrata in occasione della visita inframuraria del 28/05/21, si agg iunge oggi la mancanza di un vertice dirigenziale stabile.
Da quanto appreso, il ruolo direttivo risulterebbe momentaneamente ricoperto dalla dott.ssa Anna Albano, in qualità di mera reggente, in quanto già applicata, anche con mansioni di comando, presso altre case circondariali.
Pur non dubitando in alcun modo della capacità e della professionalità di quest’ultima, è indubbio che la mancanza di una figura dirigenziale fissa rischi di ritardare gravemente l’evasione delle istanze e delle domande provenient i dalla popolazione detenuta, con conseguente pregiudizio dei diritti e delle facoltà ad essa riservati.
È di tutta evidenza, infatti, che l’assenza di un perno rappresentativo che risulti saldo e le criticità numeriche ravvisate in seno alla pianta organi ca dell’istituto, non consentano di fronteggiare tempestivamente tale tipo di richieste e rischino di prolungare il mantenimento in vinculis , sebbene sussistano i presu pposti per la concessione di misure alternative alla
detenzione.
Da troppo tempo, peraltro, la casa circondariale Sant’Anna non ha un riferimento permanente, essendosi avvicendati in tempi rapidi diversi direttori.
Si sollecita pertanto l’intervento e l’individuazione di una figura dirigenziale che permanga stabilmente a capo dell’ufficio direttivo della casa circondariale locale.

Il Direttivo e l’Osservatorio Carcere e Magistrato di Sorveglianza della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux 

Giovedì, 10 giugno 2021 – ore 15.30
in diretta sul sito web www.gestiolex.it


introduce e modera
Avv. Gianpaolo Ronsisvalle
componente della Commissione informatica dell’Ordine degli Avvocati di Modena e della Commissione
sul processo penale telematico della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux


Intervengono
Dott. Giuseppe Di Giorgio
Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Modena
Avv. Roberto Mariani
Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Modena
Avv. Marco Pellegrini
Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Modena



La partecipazione, tramite Gestiolex, ad almeno l’80% della durata complessiva dell’evento dà
diritto a n. 3 crediti formativi in materia ordinaria (Diritto e procedura penale), ai sensi
del Regolamento per la formazione continua

Locandina [PDF]

I penalisti in visita al Sant’Anna: molto è stato fatto dopo le devastazioni causate dalle rivolte, ma devono essere integrate le gravi carenze di personale. 

Venerdì 28 maggio una delegazione composta da alcuni dei componenti dell’Osservaorio Carcere e Magistrato di Sorveglianza della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux e da tre rappresentanti emiliano-romagnoli dell’Osservatorio Nazionale, ha potuto visitare la casa circondariale di Modena.
L’accesso era finalizzato anche a verificare lo stato della struttura in seguito ai noti fatti del 9 marzo 2020 ed ha consentito di appurare che i lavori di rispristino dell’edificio risultano pressoché ultimati e che le sezioni e la maggior parte dei vani che compongono l’istituto sono attualmente fruibili.

Gli avvocati hanno potuto verificare che due sezioni dell’istituto sono state destinate alla gestione della situazione pandemica e, in particolare, che una risulta adibita all’isolamento fiduciario, mentre la restante è adibita a contenere gli infetti o coloro che vi siano stati a stretto contatto.
Ad oggi, non si registrano casi di contagio conclamati, ad eccezione di uno isolato.

In ogni caso, la campagna di vaccinazione rivolta alla popolazione ristretta è ormai giunta al termine, con la somministrazione della doppia dose del vaccino.


Per quanto concerne la pianta organica, l’Osservatorio ha riscontrato gravi carenze di personale relativamente alla composizione dell’area educativa che, ad oggi, dispone unicamente di quattro operatori, di cui uno ormai prossimo al congedo.
Una grave carenza che si riverbera negativamente sulla necessità di confronto e di interazione con i soggetti ristretti ed anche sulla possibilità concreta di predisporre tempestivamente quanto necessario all’evasione delle istanze avanzate dalla popolazione detenuta.


A tal proposito, l’Osservatorio ha appurato che sussisterebbero lungaggini nel riscontro delle istanze di liberazione anticipata e nella fissazione delle udienze camerali volte alla valutazione delle domande di applicazione di misure alternative alla detenzione, oltre che una complessiva rigidità da parte dell’ufficio di sorveglianza nella concessione a titolo provvisorio di tale tipo di benefici.


A fronte di tali criticità, l’Osservatorio sollecita un intervento ministeriale che possa sopperire alle carenze organiche lamentate ed una tempestiva risposta da parte degli uffici di sorveglianza rispetto alle istanze provenienti dai detenuti, nell’ottica di soddisfare pienamente il percorso di recupero sociale a cui deve mirare l’espiazione della pena.

L’Osservatorio Carcere e Magistrato di Sorveglianza della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena

Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux esprime preoccupazione per le eclatanti ed improvvide modalità con le quali si è proceduto al fermo di un professore di scuola media di un istituto scolastico di Soliera nella giornata di giovedì scorso.

La notizia ha avuto grande eco sui media locali e, secondo quanto si apprende, il fermo del professore sarebbe avvenuto di fronte all’istituto ove lavorava, in orario prossimo all’inizio delle lezioni e davanti a diversi genitori che accompagnavano i propri figli a scuola.

Non è, ovviamente, nostra intenzione occuparci del merito della vicenda, che non è a noi nota e sulla quale il procedimento penale avrà il proprio corso con gli strumenti di accertamento che gli appartengono e nel rispetto del diritto di difesa.

La vicenda è tuttavia di una inaudita gravità, poiché si tratta un presunto innocente come colpevole, esponendolo ad una degradazione ed umiliazione della propria dignità personale senza alcuna esigenza cautelare o investigativa: non risulta che il professore sia stato ammanettato davanti a così tante persone e sul proprio luogo di lavoro in flagranza di reato, né che quell’atto non potesse essere compiuto in maniera riservata e presso il suo domicilio.

Non v’era dunque, evidentemente, alcuna ragione che giustificasse un intervento “spettacolare” e al di fuori di qualsiasi regola di buon senso prima ancora che di diritto.

I cittadini, ancorché sottoposti a procedimento penale o addirittura a misure di privazione della loro libertà personale, devono essere trattati con pieno rispetto dei loro diritti più intimi e della dignità della persona.

Ci chiediamo con preoccupazione chi abbia deciso di procedere all’esecuzione del provvedimento cautelare con modalità tanto gravi e da sanzionare.

I cittadini, ancorché sottoposti a procedimento penale o addirittura a misure di privazione della loro libertà personale, devono essere trattati con pieno rispetto dei loro diritti più intimi e della dignità della persona.

Ci chiediamo con preoccupazione chi abbia deciso di procedere all’esecuzione del provvedimento cautelare con modalità tanto inutilmente gravi e da sanzionare.

Il Consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux


Segnaliamo l’iniziativa cui la Camera Penale di Modena ha deciso di partecipare, con il proprio patrocinio.

Ripartire dopo il carcere, formazione e lavoro. Questo è il tema del convegno online, che si svolgerà mercoledì 14 aprile dalle ore 16 alle 19.30, organizzato da Rete-studio-carcere: un’iniziativa nata da un gruppo di persone e di associazioni legate alle strutture penitenziarie di Modena e Castelfranco Emilia.
Dopo la rivolta dell’8 marzo 2020 al Sant’Anna di Modena, Rete-studio-carcere ha sentito l’urgenza di parlare alla città, in chiave propositiva, della sua zona d’ombra, del suo “quartiere negato” e a molti sconosciuto. Un’attenzione particolare è stata prestata al tema delle opportunità lavorative dentro e fuori il carcere, per rendere il carcere più utile a tutti.
Con la partecipazione di Maria Martone, direttrice della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia, di Giovanna Maltese Puccia, direttrice della Casa Circondariale di Modena, di rappresentanti degli enti locali e del mondo cooperativo e imprenditoriale, il convegno “Ripartire dopo il Carcere” si pone tre domande: Come favorire la creazione di linee produttive all’interno delle mura carcerarie, gestite da soggetti esterni? Come avviare una rete di aziende e soggetti produttivi della città con una logica di responsabilità sociale di impresa? Come privilegiare la formazione professionalizzante e l’orientamento al lavoro anche nella fase della detenzione? 
Solo affrontando tali questioni sarà possibile aprire prospettive di futuro ai detenuti, riscattando il periodo della reclusione e trasformandolo in tempo di ricostruzione personale e sociale. Non più il vuoto di un’attesa passiva e rabbiosa. Ne trarrà vantaggio la legalità della città e la sicurezza di tutti noi.
Per partecipare al convegno, occorre fare l’iscrizione gratuita a questo link: https://www.csionline.it/prodotto/ripartire-dopo-il-carcere-formazione-e-lavoro/

LOCANDINA [PDF]

VENERDÌ 12 MARZO 2021, ORE 16

GESTIOLEX WEBINAR

SALUTI

Avv. Roberto Ricco

Presidente della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

MODERA

Avv. Giovanni Casara

Consigliere della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

PARTECIPANO

Avv. Emilia Rossi

Componente del Collegio del Garante Nazionale delle

Persone private della libertà personale

Avv. Riccardo Polidoro

Responsabile Nazionale dell’Osservatorio Carcere

dell’Unione delle Camere Penali Italiane

Avv. Elia De Caro

Presidente di Antigone Emilia-Romagna

L’EVENTO è STATO ACCREDITATO DAll’Unione delle Camere Penali Italiane.

SONO STATI RICONOSCIUTI 2 CREDITI FORMATIVI

La partecipazione all’evento fad in diretta streaming è possibile dalla piattaforma www.gestiolex.it previa registrazione di un proprio account da:

https://gestiolex.it/wp-login.php?action=register (al più tardi, entro un’ora dall’evento per motivi tecnici).

Si avverte che i crediti formativi saranno riconosciuti a coloro i quali parteciperanno ad almeno l’80% della durata dell’intero evento.

È inoltre possibile assistere all’evento fad, ma senza riconoscimento di crediti, dalla pagina YouTube della Camera penale di Modena.

LOCANDINA DEF [PDF]

I PENALISTI MODENESI: GRAVE ASSENZA DELLA POLITICA. FATTI DA ACCERTARE CON IL MASSIMO RIGORE.

Terminata la fase acuta della crisi scaturita dalla rivolta di alcuni detenuti, è necessaria una profonda riflessione sulle ragioni dell’accaduto, sulla totale assenza della politica e sul necessario approfondimento che l’Autorità Giudiziaria dovrà compiere con la massima trasparenza sotto il profilo della comunicazione pubblica.

Da tempo, anche la nostra Camera Penale aveva denunciato le insostenibili condizioni della casa Circondariale di Modena, abitata da un numero spaventoso di detenuti, di molto superiore alla capienza regolamentare ed al numero degli agenti di custodia necessari a garantire condizioni di sicurezza dell’istituto.

È ampiamente noto come l’inizio della nuova Legislatura avesse di fatto riposto nel cassetto una ambiziosa riforma dell’ordinamento penitenziario che avrebbe inciso non solo sul fronte dei “numeri” del carcere in Italia, ma anche rispetto all’adozione di politiche punitive dotate di ben maggiore efficacia in termini rieducativi e di risocializzazione favorendo la concessione di misure alternative alla pena.
Anche le “recenti” riforme in punto di applicazione di misure cautelari personali, hanno segnato il passo senza riuscire ad invertire il trend dell’uso indiscriminato della custodia cautelare in carcere in pendenza di giudizio.

Neppure la politica ha avuto il coraggio di mettere mano al portafoglio per perseguire politiche coerenti con queste scelte di massimo (e ingiustificato) rigore: nessuno ha voluto seriamente investire nella edilizia giudiziaria cosicché il facile slogan “costruiremo nuove carceri” è rimasto lettera morta buona giusto per sfamare le bocche del populismo giudiziario.

Tutte decisioni di carattere generale, scaturenti dalla incapacità del Parlamento e del Governo di guardare alle politiche criminali senza indulgere a facili populismi, certo, ma anche decisioni che hanno mostrato in questi giorni la loro fragilità rispetto alla generazione di condizioni di invivibilità che sono esplose alla prima seria difficoltà.

Già nei primi giorni di diffusione del Coronavirus, gli avvocati avevano denunciato il rischio di una situazione non gestita, avvertendo come le carceri fossero vere e proprie polveriere e come l’unica soluzione per evitare il peggio fosse quella, quantomeno, di applicare misure cautelari fuori da quelle mura e misure alternative alla detenzione per chi avesse dato buona prova durante l’espiazione della pena.

La paura che si è diffusa negli istituti di pena ha generato violente ed ingiustificabili rivolte da parte di una minoranza di detenuti, che hanno messo a repentaglio la sicurezza dei loro compagni. Queste forme di violenza devono essere condannate sul piano morale e perseguite in termini di legge.

Le uniche informazioni che abbiamo ottenuto su quei fatti sono quelle fornite dalla Polizia Penitenziaria, giacché l’Autorità Giudiziaria (requirente e di Sorveglianza) non ha inteso divulgare notizie di dettaglio sullo svolgersi degli accertamenti.

I morti nelle rivolte del carcere di Modena sono saliti a 9, un numero enorme che lascia sgomenti, ancor di più per il fatto che risulta difficile comprendere come molti di loro siano deceduti nel corso della traduzione o presso l’istituto di destinazione.

Risulta difficile comprendere come sia stato possibile che i detenuti siano riusciti a impossessarsi di un carcere: le risorse in campo erano sufficienti a garantirne il controllo? La struttura era idonea ad impedire ad un gruppo di detenuti di mettere a rischio la sicurezza dei loro compagni e degli agenti di custodia? È ammissibile che la polizia penitenziaria si trovi in condizioni sostanzialmente ingestibili?

Queste circostanze meritano un rigoroso approfondimento, apparendo evidente a tutti come lo Stato debba tutelare l’incolumità dei ristretti – i quali, peraltro, neppure avevano partecipato in massa alla rivolta -.

Sorprende il silenzio imbarazzante serbato dal Ministro della Giustizia per molte ore (in realtà per giorni) sulle rivolte in corso, così come stupisce che nessun parlamentare eletto nel modenese – neppure se componente della Commissione Giustizia… – abbia sentito il dovere di compiere alcuna visita ispettiva per comprendere la esatta dinamica dei fatti e le conseguenze di quanto avvenuto. Una grave mancanza, che denuncia ancora una volta come le politiche punitive siano abbandonate a loro stesse, senza alcun reale governo del fenomeno.

La Camera Penale di Modena – come tutti i penalisti italiani – vigilerà con la massima attenzione sullo sviluppo delle indagini, per comprendere l’esatta dinamica dei fatti e le ragioni dei decessi con l’auspicio che questi fatti siano seriamente valutati per ripensare il sistema punitivo.

Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

Consiglio Direttivo e Osservatorio Carcere e Magistrato di Sorveglianza hanno appena incontrato i Magistrati di Sorveglianza e il Comandante della Polizia Penitenziaria.

Allo stato i detenuti deceduti in conseguenza degli accadimenti risultano essere sei. Le visite mediche espletate nell’immediatezza escludono ferite da arma da taglio. Non si possono escludere episodi di colluttazione tra detenuti. Sono stati sottratti alle strutture infermieristiche ingenti quantitativi di farmaci stupefacenti e psicotropi che potrebbero avere causato i decessi.

Allo stato non risultano feriti gravi tra gli agenti della Polizia Penitenziaria e tutte le persone che, in conseguenza degli accadimenti, necessitavano di cure sono state prontamente trasferite all’esterno onde assicurare le stesse. E’ stato ristabilito il controllo delle aree strategiche dell’istituto penitenziario. L’attuale situazione di sostanziale inservibilità di tutti i servizi essenziali propri della struttura imporrà l’immediato trasferimento presso altri istituti di tutti i detenuti già nelle prossime ore.
I trasferimenti, una volta completati, saranno comunicati dal locale Consiglio dell’ordine degli Avvocati direttamente ai difensori di tutti gli interessati, che alla luce dell’intervenuta dispersione della documentazione matricolare, sono fin d’ora invitati a confermare/formalizzare la nomina del proprio difensore all’atto dell’ingresso presso le nuove strutture penitenziarie.

L’impossibilità di ricostruire documentalmente i rapporti familiari per l’essere stato incendiato l’ufficio matricola e con esso la documentazione ivi contenuta, farà sì che tutte le notizie saranno date direttamente ai difensori dei diretti interessati.

La Polizia Penitenziaria rappresenta la ferma volontà di ricondurre a totale normalità la situazione tramite assoluta ragionevolezza e senza uso della forza.