Il comunicato stampa del Direttivo e dell’Osservatorio “Carcere ad Informazione Giudiziaria”
della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena sul mancato nulla osta da parte del DAP
alla seduta del Consiglio Comunale fissata per la data del 15/01/25 presso la Casa Circondariale
Sant’Anna di Modena.
La Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena manifesta preoccupazione in merito a quanto
recentemente appreso circa la mancata concessione del nulla osta allo svolgimento presso i locali
della Casa Circondariale Sant’Anna di Modena di seduta del Consiglio Comunale fissata per la data
del 15/01/26.
L’incontro (che comunque avrà luogo presso la sala consiliare del Municipio), alla presenza della
Garante Comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, avrebbe avuto ed avrà
quale tema centrale di dibattito le condizioni di detenzione riguardanti la popolazione carceraria
locale, oltre che lo stato attuale della Casa Circondariale di Modena, verosimilmente anche in
relazione alla composizione dell’organico in servizio presso l’area sanitaria e quella educativa,
nonché alle forze in uso alla polizia penitenziaria.
Il luogo di celebrazione della seduta era stato individuato quale spazio ideale dove affrontare la
discussione di tali tematiche (oltre che delle molteplici criticità ad esse correlate), in quanto
riguardanti la struttura carceraria locale.
La Camera Penale di Modena aveva accolto con assoluto favore la scelta consiliare, giacché
avrebbe favorito ancora una volta da parte dell’Amministrazione l’avvicinamento del massimo
consesso cittadino a problematiche, quali quelle afferenti la realtà carceraria, di difficile
assimilazione pubblica e di massa, con la possibilità di esprimere valutazioni e proposte costruttive
anche in merito a questioni impellenti quali il sovraffollamento intramurario ed il trend suicidario
che, ancora oggi, non pare essersi minimamente arrestato, se si considera che, anche nel 2025, il
numero di suicidi in carcere è ammontato a 79 decessi, di cui 5 presso la casa circondariale di
Modena.
A ciò si aggiunga che l’occasione sarebbe risultata assolutamente proficua per acquisire delucidazioni circa il contenuto della circolare del DAP del 22/12/25 (che in via sperimentale ha
autorizzato la polizia penitenziaria a dotarsi di spray al peperoncino) e comprendere se e quali
soluzioni saranno assunte al riguardo dal personale in servizio presso la Casa Circondariale di
Modena.
Proprio per tali ragioni, il diniego manifestato suscita particolare sconforto, anche perché si tratta di
una negazione che risulta allo stato immotivata ed in conflitto con quanto accaduto altrove, ossia
presso altre realtà cittadine, tra cui anche la vicina Reggio Emilia, dove, in data 05/05/2025, il
consiglio comunale si è regolarmente riunito in carcere.
Si auspica, pertanto, che il Dipartimento Amministrativo Penitenziario e il Provveditorato
Regionale vogliano fornire al più presto chiarificazioni sul punto e che sia ammessa una nuova e
prossima seduta consiliare presso la Casa Circondariale Sant’Anna di Modena.
Modena (MO), lì 14/01/2026
Il Direttivo e l’Osservatorio “Carcere ed Informazione Giudiziaria” della Camera Penale Carl’Alberto
Perroux di Modena

Il Direttivo della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena ed il relativo Osservatorio carcere ed informazione giudiziaria, preso atto dell’allontanamento dalla Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia di soggetto sottoposto a misura di sicurezza, ritiene doveroso esprimersi circa le conseguenti dichiarazioni rese dal sindacato di polizia penitenziaria SAPPE che, per il tramite del proprio segretario generale, avrebbe inteso rilevare, anzitutto, come sarebbe risultata scellerata ed intempestiva la decisione di chiudere gli OPG.
Pur nella consapevolezza delle numerose complessità che la Polizia Penitenziaria è chiamata ad affrontare nella gestione della sicurezza degli Istituti Penitenziari, anche alla luce della presenza al loro interno di profili sociali eterogenei e di difficile gestione, non può che affermarsi, senza entrare nel merito della vicenda che ha generato il comunicato del SAPPE, come il ritorno al passato, con la velata invocazione della reistituzione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, non possa essere la soluzione ai problemi evidenziati dal sindacato di Polizia Penitenziaria.
Invero, il superamento del modello degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, derivante – tra gli altri motivi- dalle condizioni disumane e di restrizione sine die, oltre che dalla mancanza di cure efficaci riscontrate al loro interno dalle indagini indette e documentate da commissioni d’inchiesta, ha significato la sostituzione dello stesso con un approccio terapeutico, basato sull’assistenza sanitaria, in uno con l’inclusione sociale, in linea con i principi della Legge Basaglia e, non da ultimo, con i precetti costituzionali.
Evidente appare la necessità di rafforzamento delle strutture esterne ed interne, delle REMS, così come dell’assistenza sanitaria in ambito detentivo e in relazione a soggetti con problematiche psichiatriche e non solo, che non può gravare sul personale di Polizia e sulla sicurezza degli Istituti.
Altrettanto evidente appare che l’auspicio del reinserimento nel nostro sistema giuridico di strutture arcaiche, dannose e profondamente disumane si ponga in aperta contrarietà ai principi costituzionali, non potendo dirsi soluzione efficace alla risoluzione di problematiche complesse.
Il raggiungimento degli obiettivi posti dalla L. 81/2014, e in particolare garantire un percorso di cura personalizzato ai soggetti con patologie psichiatriche, con un’enfasi terapeutica rispetto a quella custodiale, riformando l’assistenza agli autori di reato con disturbi psichici e spostando il focus dalla detenzione a un sistema più integrato tra salute mentale e servizi territoriali, passa evidentemente da un potenziamento delle strutture esistenti.
Tuttavia, nel contesto storico attuale che ha portato (e forse porterà) l’Italia ad essere condannata per ben due volte da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per violazione dell’art. 3 della CEDU non può che essere riaffermata la necessità di proseguire sulla strada di un modello di assistenza incentrato sulla persona, che si basi sulla riabilitazione e l’integrazione sociale attraverso strutture territoriali che, oltre a ristabilire la dignità della persona-paziente, non assicurata dagli OPG, tutelino i diritti garantiti anche ai portatori di patologie psichiatriche autori di reato.


Il comunicato stampa del Direttivo della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena
sull’episodio suicidario registrato nella serata del 24/09/25 presso la casa circondariale
Sant’Anna di Modena


L’Osservatorio carcere ed informazione giudiziaria ed il Direttivo della Camera Penale di Modena
Carl’Alberto Perroux apprendono con sgomento la notizia dell’ennesimo episodio suicidario
verificatosi nella serata di ieri presso la casa circondariale locale, dove un cittadino tunisino di anni
24, ormai giunto all’alba del suo venticinquesimo compleanno, si è drammaticamente tolto la vita.
Il gesto risulta particolarmente turbante, non solo perché l’atto che è stato compiuto lascia
fisiologicamente impietriti gli animi di ognuno, ma anche in ragione del fatto che si è trattato di
un’azione che si inserisce nell’ambito di un trend shockante che, allo stato, appare inarrestabile,
laddove si consideri il numero di decessi intramurari registrati dall’inizio dell’anno (già ammontanti
a 62 a livello nazionale e a 5, per quanto concerne la casa circondariale di Modena), oltre a quello
risalente all’anno appena trascorso, in cui hanno perso la vita 91 detenuti.
La risposta non può risiedere, come prospettato dall’attuale Governo, nell’incremento del numero
degli istituti di pena ovvero nell’ampliamento della capienza di essi, non solo perché la
progettazione e la realizzazione di nuove strutture detentive (piuttosto che di nuovi padiglioni),
richiederebbe risorse temporali eccessivamente lunghe e, conseguentemente, incompatibili con
l’urgenza di rispondere fattivamente all’emergenza sociale che sta colpendo l’intero sistema
penitenziario, ma anche in considerazione del fatto che il fenomeno del sovraffollamento e le
tragiche conseguenze ad esso correlabili (stante gli eventi suicidari tuttora protraentisi),
rischierebbero di riproporsi secondo una spirale perversa.
Urge l’avviamento di percorsi assistenziali e di supporto che siano in grado di fornire l’apporto

pedagogico ed il sostegno terapeutico occorrenti a chi risulta ristretto, anche mediante rinforzi di
professionalità umane in grado di scongiurare il protrarsi di episodi tragici dello stesso tipo di
quello verificatosi ieri presso la casa circondariale di Modena.
Anche in ragione di ciò e per spronare ulteriormente un intervento riformatore che sia capace di
arrestare l’ondata infausta che sta abbattendosi feroce sulle carceri italiane e sulla popolazione
detenuta, la Camera Penale di Modena ribadisce le ragioni di protesta già divulgate tramite la
delibera di astensione locale da ogni attività giudiziaria attinente il settore penale (indetta ad inizio
dell’anno corrente), riservandosi sin da ora il ricorso ad analoghe azioni di protesta in cui rilevare,
ancora una volta, la necessità di adozione di politiche legislative che garantiscano l’assunzione di
scelte strutturali di ripensamento dell’intera esecuzione penale, nell’ottica di garantire l’effettività
del principio rieducativo della pena.

Modena (MO), lì 25/09/25
L’Osservatorio carcere ed informazione giudiziaria
Il Direttivo della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena


Il Direttivo e l’Osservatorio Carcere ed Informazione Giudiziaria della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena intervengono sui recenti fatti di natura disciplinare riguardanti l’Avv. Flavio Rossi Albertini del Foro di Roma e l’Avv. Piera Farina del Foro de L’Aquila


Il Direttivo e l’Osservatorio Carcere ed Informazione Giudiziaria della Camera Penale di Modena esprimono forte preoccupazione in merito a quanto recentemente accaduto all’Avv. Flavio Rossi Albertini, difensore di Alfredo Cospito (segnalato all’Ordine di appartenenza per aver salutato il proprio assistito stringendogli la mano e baciandolo sulle guance) ed alla collega Piera Farina del foro dell’Aquila (destinataria di analogo trattamento disciplinare, per avere assunto lo stesso tipo di contegno nei confronti della persona da lei assistita e ristretta in regime di 41 bis presso la casa circondariale Opera di Milano).
Trattasi di accadimenti che non possono che destare particolare allarme.
Sindacare i rapporti personali che inevitabilmente si instaurano con gli assistiti, porta all’estrema ed inevitabile conseguenza di limitare qualsiasi segno di solidarietà umana.
Ci si chiede quali siano i retropensieri che muovano questi agiti e quali gli scopi di tale atteggiamenti, frutto, sicuramente, della solita cultura del sospetto nei confronti del Difensore, primo (forse unico) baluardo delle garanzie.
Già nel 2020 la nostra Camera Penale manifestò vicinanza, immediatamente dopo i gravi fatti accaduti nei giorni 8-9 marzo 2020, ai familiari delle vittime.
Anche noi allora, con il lutto che portammo nei nostri cuori, dovevamo essere deferiti!
Come già stigmatizzato dall’Unione delle Camere Penali Italiane, con apposito comunicato del 22/06/25, pienamente condiviso dalla Camera Penale di Modena, non può trovare spazio in alcun modo ed in nessuna forma una cultura che demonizzi il legame che sorga tra il condannato ed il difensore, laddove si tratti, come è accaduto nei casi di specie, di puri episodi di sostegno morale alla dignità umana, di cui anche chi è ristretto non potrà mai essere privato.
Se la nostra Carta Costituzionale presuppone che la pena debba tendere alla rieducazione del condannato, un gesto di semplice umanità, come lo scambio di una stretta di mano o di un bacio sulla guancia, non potrà mai essere represso, perché assecondante il recupero sociale dell’individuo.


Il Direttivo e l’Osservatorio Carcere ed Informazione Giudiziaria
della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

 

 

Le date di astensione per ogni circondario

Bologna 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Ferrara 24-25 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Forlì 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Modena 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Parma 20-21 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Piacenza 20-21 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Reggio Emilia 20-21 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Ravenna  19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Rimini 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]

 

Delibera del 5 febbraio 2025

Al signor Ministro della Giustizia
gabinetto.ministro@giustiziacert.it

Spett.le Commissione di garanzia per attuazione legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali
segreteria@pec.commissionegaranziasciopero.it

Spett.le Consiglio Nazionale Forense Roma
affarigenerali@pec.cnf.it

Al signor Presidente della Corte di Appello di Bologna prot.ca.bologna@giustiziacert.it

Al signor Procuratore Generale della Repubblica
presso la Corte di Appello di Bologna
prot.pg.bologna@giustiziacert.it

Al signor Presidente del Tribunale di Modena prot.tribunale.modena@giustiziacert.it

Al signor Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Modena
prot.procura.modena@giustiziacert.it
procuratore.procura.modena@giustiziacert.it

Al signor Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Modena prot.tribunale.modena@giustiziacert.it

Al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena ord.modena@cert.legalmail.it

Alla Dirigente Amministrativa
prot.tribunale.modena@giustiziacert.it

Alla Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane
segreteria@camerepenali.it

LORO SEDI


OGGETTO: ASTENSIONE COLLETTIVA DALL’ATTIVITÀ GIUDIZIARIA DEGLI AVVOCATI EX LEGE 146/1990 COME MODIFICATA DALLA LEGGE 83/2000 PER I GIORNI 19 E 20 FEBBRAIO 2025

Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux, riunito per ragioni d’urgenza e di speditezza in modalità telematica, come statutariamente previsto,

RICHIAMATE


– la propria delibera del 10 gennaio 2025 di proclamazione dell’astensione locale per la giornata del 24 gennaio 2025;
– la delibera del 5 febbraio 2025 del Coordinamento delle Camere Penali del distretto dell’Emilia Romagna con cui si «demanda[re] agli organi deliberativi delle Camere Penali aderenti al Coordinamento delle Camere Penali del distretto dell’Emilia Romagna, l’adozione delle determinazioni conseguenti al presente atto di indirizzo, provvedendo in particolare ad indire l’astensione PER GIORNI 2 CONSECUTIVI dalle attività giudiziarie, nel periodo 19 – 25 febbraio 2025, estesa anche ai processi con detenuti salvo che l’imputato non eserciti le facoltà previste dagli artt. 420-ter, V comma e 304 comma I lett. a) e comma V cpp, chiedendo che il processo si celebri nonostante la richiesta di rinvio per adesione all’astensione formulata dal difensore (e quindi utilizzando nei deliberati la formula “il servizio pubblico essenziale della celebrazione dei processi penali con imputati detenuti sarà garantito nei casi e alle condizioni previsti dagli articoli 420 ter comma 5 e 304 comma 1 lett.a) comma 5 CPP”) »(in allegato).
PRESO ATTO CHE
– in seguito ai tre recenti decessi verificatesi nella Casa Circondariale Sant’Anna di Modena ed al grave incendio di una camera detentiva verificatosi in data 16 gennaio u.s., nel breve volgere di appena dieci giorni, si è verificato l’ulteriore decesso di un giovane detenuto presso lo stesso istituto, a quanto si apprende tragicamente causato da un’assunzione smodata di farmaci;
– come noto, «qualunque fattore di stress o vulnerabilità sia in atto, il sentiero finale comune che conduce il detenuto verso il suicidio sembra essere costituito da sentimenti di disperazione, da una restrizione delle prospettive future e dalla perdita delle capacità di reagire. Il suicidio viene allora visto come l’unica via d’uscita da una condizione priva di speranza» ;

PREMESSO ALTRESI’ CHE

– il giorno 23 e 24 gennaio avevano avuto accesso al Sant’Anna tanto i Garanti regionale e comunale, quanto una delegazione della Camera Penale e del COA di Modena insieme al Sindaco di Modena ed all’Assessore regionale al Welfare, riscontrando, tra l’altro, l’insufficienza delle piante organiche dell’area educativa e della Polizia Penitenziaria a far fronte al grave sovraffollamento della struttura, di molto aggravato dalla presenza di un numero di “definitivi” condannati a pene di lunga durata;
– presso la Casa circondariale di Bologna, durante la visita effettuata il 22 gennaio scorso da una delegazione della Camera Penale di Bologna con la presenza del Presidente della Regione Michele De Pascale e dell’Assessore regionale Isabella Conti, risultavano detenute ben 852 persone rispetto alla capienza massima di 500 posti con un sovraffollamento, quindi, di ben il 170,4%, (trattasi, in tutta evidenza, situazione che dà luogo ad un trattamento inumano e degradante);
– la medesima situazione, invero, aggiornata alla data odierna, è riscontrabile in tutti gli istituti penitenziari del Distrettto, ove si registra un sovraffollamento ormai non più tollerabile: Bologna 175%; Ferrara 161%; Forlì 122%; Modena 153%; Parma 122%; Piacenza 123%; Ravenna 173%; Reggio Emilia 127%; Rimini 123%;
– Lo stato delle carceri non può lasciare indifferente l’Avvocatura, che deve anzi farsi promotrice dei principi costituzionali del giusto processo e della tutela della vita e della dignità delle persone, ancorché ristrette, tanto più dinanzi al clima di populismo giudiziario che ancora troppo spesso anima il dibattito pubblico;
tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio Direttivo
PROCLAMA
l’astensione collettiva dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale degli avvocati impegnati innanzi al Tribunale di Modena, agli Uffici giudiziari circondariali di Modena (GIP-GUP, Magistrato di Sorveglianza) e l’Ufficio del Giudice di Pace di Modena, e la programmazione di manifestazioni e iniziative politiche nelle giornate del 19 e 20 febbraio 2025.
Il servizio pubblico essenziale della celebrazione dei processi penali con imputati detenuti sarà garantito alle condizioni previste dagli artt. 420-ter comma 4 e 306 comma 5 c.p.p.
IN OSSEQUIO
alle disposizioni di legge e del Codice di Autoregolamentazione delle astensioni dall’attività giudiziaria degli avvocati adottato da OUA, UCPI, AIGA, UNCC, che – ai sensi della legge 146/1990 come modificata dalla legge 83/2000 – è stato valutato come idoneo e dunque operante dalla Commissione di Garanzia dell’Attuazione della legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici essenziali mediante la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2008 ai sensi della legge 146/1990 come modificata dalla legge 83/2000,
COMUNICA
ai sensi dell’Articolo 2 del detto Codice che
a) l’astensione dalle attività giudiziarie ha la durata di 2 giorni e si terrà il 19 e 20 febbraio 2025;
b) è stata e sarà assicurata la comunicazione al pubblico della astensione con modalità tali da determinare il minimo disagio per i cittadini, fra l’altro dando tempestiva comunicazione dell’iniziativa mediante pubblicazione sul sito Internet dell’Unione delle Camere Penali Italiane www.camerepenali.it, mediante comunicazione agli organi di stampa nonché con altri mezzi di comunicazione anche all’interno degli uffici giudiziari (manifesti; volantini etc.)
d) la già menzionata astensione viene comunicata nei termini prescritti alle Autorità indicate nell’articolo 2 del Codice di Autoregolamentazione sopra indicato;
d) tra la proclamazione e l’effettuazione dell’astensione non intercorre un periodo di tempo superiore a sessanta giorni;
e) l’astensione in questione non rientra tra i casi di cui all’art. 2 comma 7 della legge 146/1990 come modificata dalla legge 83/2000;
f) sono rispettate le condizioni di cui all’art. 2, comma IV del Codice di Autoregolamentazione predetto.

Modena, lì 5 febbraio 2025

Delibera della Camera Penale di Modena e del Coordinamento distrettuale [PDF]


Le date di astensione per ogni circondario

Bologna 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Ferrara 24-25 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Forlì 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Modena 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Parma 20-21 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Piacenza 20-21 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Reggio Emilia 20-21 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Ravenna  19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]
Rimini 19-20 febbraio 2025 Delibera [PDF]




GIOVEDÌ 23 GENNAIO 2025, ORE 15.30
CAMERA DI COMMERCIO DI MODENA
Modena, Via Ganaceto n. 134

iniziativa aperta al pubblico

    INTRODUCE
    AVV. ROBERTO RICCO

    Presidente della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux
    MODERA
    AVV. GIANPAOLO RONSISVALLE

    Responsabile della Scuola territoriale della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux
    SI CONFRONTANO
    DOTT. CLAUDIO FERRETTI

    già Direttore di Struttura Complessa Salute Mentale e Dipendenze Patologiche negli Istituti Penitenziari di Reggio Emilia
    PROF. LAURA DE FAZIO
    Garante per il Comune di Modena dei diritti delle persone private della libertà personale
    DOTT. ROBERTO CAVALIERI
    Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale
    AVV. ROBERTO D’ERRICO
    Responsabile del Centro Studi giuridici e sociali “Aldo Marongiu” dell’U.C.P.I.

    E’ stato chiesto l’accreditamento all’Unione delle Camere Penali Italiane

    LOCANDINA [PDF]

    Delibera del 10 gennaio 2025


    Al signor Ministro della Giustizia
    gabinetto.ministro@giustiziacert.it

    Spett.le Commissione di garanzia per attuazione legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali
    segreteria@pec.commissionegaranziasciopero.it

    Spett.le Consiglio Nazionale Forense Roma
    affarigenerali@pec.cnf.it

    Al signor Presidente della Corte di Appello di Bologna prot.ca.bologna@giustiziacert.it

    Al signor Procuratore Generale della Repubblica
    presso la Corte di Appello di Bologna
    prot.pg.bologna@giustiziacert.it

    Al signor Presidente del Tribunale di Modena prot.tribunale.modena@giustiziacert.it

    Al signor Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Modena
    prot.procura.modena@giustiziacert.it
    procuratore.procura.modena@giustiziacert.it

    Al signor Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Modena prot.tribunale.modena@giustiziacert.it

    Al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena ord.modena@cert.legalmail.it

    Alla Dirigente Amministrativa
    prot.tribunale.modena@giustiziacert.it

    Alla Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane
    segreteria@camerepenali.it

    LORO SEDI


    OGGETTO: ASTENSIONE COLLETTIVA DALL’ATTIVITÀ GIUDIZIARIA DEGLI AVVOCATI EX LEGE 146/1990 COME MODIFICATA DALLA LEGGE 83/2000 PER IL GIORNO 24 GENNAIO 2025.

    Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux, riunito per ragioni d’urgenza e di speditezza in modalità telematica, come statutariamente previsto,

    PREMESSO CHE


    – nel breve volgere di appena otto giorni si sono verificati tre decessi di altrettanti detenuti presso la Casa Circondariale Sant’Anna di Modena, due dei quali, a quanto si apprende, tragicamente causati da inalazione di gas (come già significativamente avvenuto in altro precedente episodio risalente al febbraio 2023);
    – in particolare, un primo decesso – che non pare allo stato chiaramente riferibile ad un gesto suicidiario – s’era verificato lo scorso 31 dicembre, mentre in data 4 gennaio, in seguito ad un lungo ricovero, era deceduto un detenuto che aveva compiuto un gesto estremo nel corso del mese di dicembre;
    – da ultimo, in data 7 gennaio 2025 si è verificato l’ulteriore drammatico decesso di un detenuto in seguito ad un gesto inequivocabilmente intenzionale e preceduto, sul finire del mese di novembre, da una valutazione tecnica a doppia firma, richiesta dai suoi difensori, attestante una condizione di particolare fragilità e di potenziale rischio suicidiario;
    – pare evidente una stretta relazione tra i tre recenti episodi, che devono essere necessariamente letti anche alla luce del più ampio quadro di disagio nel quale versa la casa circondariale modenese, nella quale s’erano registrati ben 40 casi di tentato suicidio di detenuti nel periodo 24 luglio 2023 – 4 luglio 2024, come riportato nella relazione annuale del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Modena;
    – la medesima relazione mostra poi in maniera palmare una grave situazione di sovraffollamento, atteso il largo superamento delle soglie di capienza regolamentare, cui si aggiungono le croniche carenze strutturali e l’insufficienza di personale;
    – come noto, molte delle carenze dell’Amministrazione penitenziaria trovano soluzione solo nell’impegno di una rete di associazioni di volontariato che svolgono un ruolo di supplenza dello Stato in molti ambiti riguardanti importanti aspetti della vita personale e relazionale dei detenuti;
    – pare condivisibile la necessità, manifestata all’esito dell’ultimo episodio suicidiario, dal Garante Comunale e dal Garante Regionale di rimettere ora in discussione il sistema di prevenzione dei suicidi in carcere, sia sul fronte dell’amministrazione penitenziaria che della sanità regionale;


    CONSIDERATO CHE


    – non può non evidenziarsi come questi ultimi decessi seguano di pochi anni ai drammatici eventi del marzo 2020, quando in conseguenza dei fatti avvenuti presso il Carcere di Sant’Anna avevano perso la vita nove detenuti;
    – tali decessi seguono poi lo straziante stillicidio di suicidi che aveva colpito il sistema penitenziario nazionale nel corso dell’anno 2023, giunto alla drammatica cifra di novanta decessi in un singolo anno – mai così elevato in passato –, portando le Camere Penali territoriali ad organizzare una capillare serie di maratone oratorie, che avevano coinvolto anche il mondo della politica, e ad un’astensione dalle udienze e da ogni altra attività giudiziaria proclamata dalla Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane per i giorni 10, 11 e 12 luglio 2024;
    – l’Unione delle Camere Penali Italiane aveva voluto denunciare pubblicamente sia “la mancanza di un programma di serie riforme strutturali e di ripensamento dell’intera esecuzione penale”, sia pure “l’irresponsabile indifferenza della politica di fronte al dramma del sovraffollamento ed alla tragedia dei fenomeni suicidiari, concretizzatasi nel perdurante rifiuto di porre in essere con immediatezza e urgenza qualsivoglia concreto strumento deflattivo, da quello dell’adozione di possibili procedimenti di clemenza generalizzata, a quelli oggetto di proposta di legge già pendente davanti al Parlamento” osservando come, peraltro, “la stessa magistratura non è disposta a fare ricorso solo in casi veramente eccezionali alla misura della custodia cautelare in carcere, ad applicare in modo esteso le pene sostitutive introdotte dalla riforma Cartabia ed a riconoscere benefici penitenziari sulla base di criteri che tengano conto delle condizioni inumane di detenzione, continuando così a contribuire all’aggravarsi della condizione dei detenuti” ;
    – il Decreto n. 92 del luglio 2024, recante, tra le altre, “Misure urgenti in materia penitenziaria” non ha sortito alcun risultato concreto in ordine alle condizioni degradanti in cui versano gli istituti di pena e neppure in ordine al sovraffollamento cronico degli istituti penitenziari;
    – appare significativo che il Presidente della Repubblica abbia voluto rompere il silenzio della politica in occasione del discorso di fine anno, richiamando la massima attenzione delle Istituzioni al rispetto dei principi costituzionali e della dignità delle persone ristrette in carcere, osservando come l’alto numero di suicidi sia indice di “condizioni inammissibili” e che “i detenuti devono potere respirare un’aria diversa da quella che li ha condotti alla illegalità e al crimine”;
    – il messaggio del Presidente della Repubblica era significativamente seguito di pochi giorni all’apertura della Porta Santa nel Carcere di Rebibbia da parte di Papa Francesco, che aveva ancora una volta affermato la necessità di un trattamento conforme ai più elementari sentimenti di umanità;
    – tali ultime richiamate dichiarazioni paiono in stridente contrasto con l’affermazione del Sottosegretario alla giustizia che di recente aveva spericolatamente affermato, in una manifestazione istituzionale, “non lasciamo respirare chi è dietro quel vetro”;

    PRESO ATTO CHE


    – i recenti drammatici decessi presso la Casa Circondariale Sant’Anna di Modena rappresentano solamente il picco delle condizioni inumane e degradanti in cui versano gli istituti di pena italiani ed il frutto di politiche carcerocentriche che paiono purtroppo insuperabili nell’attuale assetto parlamentare;
    – simili fatti non possono lasciare indifferente l’Avvocatura, che deve anzi farsi promotrice dei principi costituzionali del giusto processo e della tutela della vita e della dignità delle persone, ancorché ristrette, tanto più dinanzi al clima di populismo giudiziario che ancora troppo spesso anima il dibattito pubblico;
    – ciò a maggior ragione considerando gli ulteriori episodi suicidiari, almeno 3 nel fin troppo breve corso dell’anno 2025, già verificatisi negli istituti penitenziari di Paola e di Firenze;

    tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio Direttivo

    PROCLAMA


    l’astensione collettiva dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale degli avvocati impegnati innanzi al Tribunale di Modena, agli Uffici giudiziari circondariali di Modena (GIP-GUP, Magistrato di Sorveglianza) e l’Ufficio del Giudice di Pace di Modena, e la programmazione di manifestazioni e iniziative politiche nella giornata del 24 gennaio 2025.
    Il servizio pubblico essenziale della celebrazione dei processi penali con imputati detenuti sarà garantito alle condizioni previste dagli artt. 420-ter comma 4 e 306 comma 5 c.p.p.

    IN OSSEQUIO


    alle disposizioni di legge e del Codice di Autoregolamentazione delle astensioni dall’attività giudiziaria degli avvocati adottato da OUA, UCPI, AIGA, UNCC, che – ai sensi della legge 146/1990 come modificata dalla legge 83/2000 – è stato valutato come idoneo e dunque operante dalla Commissione di Garanzia dell’Attuazione della legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici essenziali mediante la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2008 ai sensi della legge 146/1990 come modificata dalla legge 83/2000,

    COMUNICA


    ai sensi dell’Articolo 2 del detto Codice che
    a) l’astensione dalle attività giudiziarie ha la durata di giorni 1 e si terrà il giorno 24 gennaio 2025;
    b) è stata e sarà assicurata la comunicazione al pubblico della astensione con modalità tali da determinare il minimo disagio per i cittadini, fra l’altro dando tempestiva comunicazione dell’iniziativa mediante pubblicazione sul sito Internet dell’Unione delle Camere Penali Italiane www.camerepenali.it e della Camera Penale di Modena www.camerapenaledimodena.it, mediante comunicazione agli organi di stampa nonché con altri mezzi di comunicazione anche all’interno degli uffici giudiziari (manifesti; volantini etc.)
    d) la già menzionata astensione viene comunicata nei termini prescritti alle Autorità indicate nell’articolo 2 del Codice di Autoregolamentazione sopra indicato;
    d) tra la proclamazione e l’effettuazione dell’astensione non intercorre un periodo di tempo superiore a sessanta giorni;
    e) l’astensione in questione non rientra tra i casi di cui all’art. 2 comma 7 della legge 146/1990 come modificata dalla legge 83/2000;
    f) sono rispettate le condizioni di cui all’art. 2, comma IV del Codice di Autoregolamentazione predetto.

     

    Delibera del 10.01.2025 [PDF]

     


    Gli avvocati penalisti modenesi intervengono sull’ennesimo decesso e suicidio intramurario e sull’imprescindibile necessità di riforme di risoluzione nazionale.


    Il Consiglio Direttivo della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena ha appreso con sconcerto, la notizia del decesso di un detenuto, non ancora trentenne, di origine marocchina, che si trovava ristretto presso la locale casa circondariale.
    Il fatto, già fisiologicamente triste di per sé, desta una allarmante preoccupazione, in quanto la morte è conseguita ad un gesto suicida compiuto nel mese di dicembre u.s. all’interno del carcere di Modena, in conseguenza del quale il detenuto era stato ricoverato in gravissime e precarie condizioni di vita, presso il reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Baggiovara, dove, nella serata di ieri, è stato annunciato il decesso.
    Si tratta di un episodio che lascia sgomenti, non solo perché è accaduto a distanza di poche ore dalla morte di un altro detenuto
    ______________
    Camera Penale di
    Modena
    Carl’Alberto Perroux
    Sede pro tempore
    Via Emilia Centro, 75
    41121 Modena
    Tel. 059 9781242
    Fax 059 9781094
    presidente@camerapenaledimodena.it
    (la cui vita si è spenta agli albori del nuovo anno presso la casa circondariale Rocco D’Amato di Bologna), ma anche in considerazione del fatto che il tragico evento si pone lungo una scia di suicidi (91 per quanto concerne il 2024), che appare inarrestabile.
    La notizia giunge peraltro a pochi giorni dall’annuncio di un altro decesso avvenuto presso la casa circondariale.
    È di tutta evidenza che ci si trovi di fronte ad una emergenza sociale che, ad oggi, costituisce una emorragia sistematica che non è stata tamponata neppure in minima parte, ancorché un intervento strutturale, che sia volto ad arginare concretamente la crisi che da tempo affligge il sistema carcerario nazionale, non sia più rinviabile.
    Le recenti parole pronunciate dal Presidente della Repubblica, sulla necessità di trattare con dignità ed umanità i detenuti tutti, oltre che il gesto simbolico compiuto dal Pontefice di apertura della Porta Santa presso il carcere di Rebibbia, devono cogliere nel segno e non rimanere unicamente nell’etere.
    Occorre, ora più che mai, che siano adottate ed attuate scelte risolutive che pongano freno alla catena di decessi intramurari che continuano inesorabilmente ad essere registrati e che, contestualmente, mirino a reperire le risorse umane ed economiche, necessarie per alimentare efficacemente e per favorire il ricorso a misure alternative alla detenzione.
    Hinc et nunc.
    (Il consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux)