Ci troviamo in un momento di grandi cambiamenti politici, economici, e sociali, e chi si occupa della giustizia deve fare fronte a questi cercando di adattare l’approccio professionale ed etico ad ogni singolo caso. Noi penalisti ci stiamo ponendo delle domande sulla nostra professione e sul modo in cui operiamo, e sapere qual è la vostra opinione sui temi che affrontiamo ogni giorno, è un aiuto prezioso. Ecco il perché di questo nuovo format, #lexpopuli: vi faremo delle domande ed ascolteremo le vostre risposte, cercando, di capire dove la società ha virato o sta virando.
Sabato 9 novembre 2019, ore 10
Sala conferenze della Fondazione Collegio San Carlo
Via San Carlo, 5 – Modena
INTRODUCE
Avv. Guido Sola
Presidente della Camera Penale di Modena Cal’Alberto Perroux
MODERA
Francesco Dondi
Cronista de La Gazzetta di Modena
HANNO CONFERMATO LA LORO PARTECIPAZIONE
Sen. Enrico Aimi
Forza Italia – Componente Commissione Affari Esteri
Sen. Alberto Balboni
Fratelli d’Italia – Componente Commissione Giustizia
Sen. Giuseppe Luigi Salvatore Cucca
Italia Viva – Componente Commissione Giustizia
Sen. Luciano D’Alfonso
Partito Democratico – Componente Commissione Finanze
On. Vittorio Ferraresi
Movimento 5 Stelle – Sottosegretario Ministero Giustizia
Sen. Pietro Grasso
Liberi e Uguali – Componente Commissione Giustizia
On. Gianluca Vinci
Lega – Componente Commissione Affari Costituzionali
Avv. Simona Viola
Presidente +Europa
COMUNICATO STAMPA
I PENALISTI MODENESI SULLE DIMISSIONI DI MONSIGNOR FRANCESCO CAVINA E SUGLI EFFETTI DISTORSIVI DELLA PUBBLICAZIONE DI ATTI DI INDAGINE COPERTI DA SEGRETO INVESTIGATIVO.
Abbiamo letto con rammarico delle dimissioni annunciate dal Vescovo di Carpi Monsignor Francesco Cavina e – pur non volendo, ovviamente, entrare nel merito di decisioni sue personali e proprie delle istituzioni ecclesiali – riteniamo opportuno osservare come ancora una volta la pubblicazione di atti giudiziari coperti, in teoria, dal segreto investigativo abbia dispiegato effetti distorsivi e fortemente lesivi della dignità delle persone.
Monsignor Cavina, con un atto di coraggio, ha annunciato le proprie dimissioni evidenziando di essere stato oggetto di indebite violazioni istruttorie, lamentando come una “intera indagine si è contraddistinta per una diffusione mediatica, in tempo reale, di parte dell’attività degli inquirenti, anche quando si versava in pieno segreto istruttorio. Si è arrivati a pubblicare anche il contenuto di telefonate legate al mio ministero sacerdotale ed episcopale”.
Il riferimento è al profluvio di pubblicazioni di stralci di atti polizia giudiziaria e di conversazioni, nella maggior parte dei casi attinenti fatti irrilevanti a fini investigativi, apparse su organi di informazione locale e nazionale e riguardanti una indagine in corso su fatti avvenuti nel Comune di Carpi.
Monsignor Cavina, la cui posizione a quanto consta era stata prontamente archiviata dalla Autorità Giudiziaria per insussistenza del fatto, aveva dovuto essere sottoposto a quella che lui stesso definisce una vera e propria “gogna mediatica” anche dopo la archiviazione.
Sono dunque sotto gli occhi di tutti i gravi effetti della violazione del segreto istruttorio essendo stati oggetto di pubblicazione sui mezzi di informazione, atti relativi a fatti del tutto irrilevanti a fini istruttori con una evidente lesione dei diritti del Vescovo e, anche, dei fedeli che confidavano nel segreto delle conversazioni con il proprio riferimento religioso.
Ciò che davvero stupisce è che, ancora una volta, vi siano state violazioni del segreto istruttorio e che, ancora una volta, queste fughe di notizie abbiano coinvolto persone estranee alle indagini e che, comunque, abbiano riguardato atti investigativi che per loro natura avrebbero dovuto rimanere segreti anche e soprattutto a garanzia della presunzione di innocenza dovuta a tutti i soggetti coinvolti in tale fase procedimentale.
Da molto tempo gli avvocati penalisti denunciano la gravità di simili propalazioni, che incidono fortemente sulla vita dei diretti interessati, distorcendone l’immagine e determinando convinzioni che spesso si rivelano errate nella opinione pubblica.
Ancor peggio, si corre quotidianamente il rischio che le indagini possano essere adoperate per colpire persone in vista e che la stampa possa, anche inconsapevolmente, diventare il veicolo di simili aggressioni.
Il rischio è che le dimissioni di Monsignor Francesco Cavina rappresentino il frutto avvelenato della scarsa vigilanza sul mantenimento del segreto sugli atti di indagine e, proprio in tale ottica, ci auguriamo che l’autorità giudiziaria possa individuare i responsabili di tali gravi violazioni.
L’Osservatorio sulla informazione giudiziaria
della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux
Vi aspettiamo venerdì 31 maggio presso il Dipartimento di Giurisprudenza al convegno, patrocinato dalla Camera Penale, in tema di procreazione assistita. Porterà i saluti della nostra associazione il vicepresidente Nicoletta Cavani.
Interviste a:
Avv. Gian Domenico Caiazza
Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane
Avv. Guido Sola
Presidente della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perruox
Avv. Giulia Merlo
Giornalista de Il Dubbio
Avv. Luca Andrea Brezigar
Responsabile dell’Osservatorio UCPI sui media e sull’informazione giudiziaria
Anche per quest’anno saremo lieti di collaborare al cartellone dell’importante evento internazionale Festivalfilosofia che si terrà a Modena dal 13 al 15 settembre 2019.
Il tema dell’anno sarà PERSONA.
La Camera Penale nelle scuole.
Grazie mille ancora una volta a Silvia Silvestri, Nicoletta Cavani, Massimo Fiorillo e Barbara Righini.
Nelle giornate di mercoledì 19 e giovedì 20 dicembre l’osservatorio Miur della camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux ha incontrato i ragazzi delle scuole Luosi di Mirandola e Sigonio di Modena. Abbiamo parlato di giusto processo e abbiamo svolto una simulazione di un vero processo penale. I ragazzi hanno manifestato grande interesse verso i temi trattati, in particolare verso il diritto di difesa e le garanzie poste a tutela dell’imputato. Nella simulazione del processo penale è stato possibile mostrare loro come i principi e le garanzie si attuano in concreto nella dialettica processuale. Grazie ai professori che hanno aperto le aule al nostro progetto, ma soprattutto grazie ai ragazzi che hanno accolto con entusiasmo la nostra iniziativa dimostrando capacità di apprendimento e di improvvisazione davvero eccezionali.