Il comunicato stampa del Direttivo e dell’Osservatorio “Carcere ad Informazione Giudiziaria”
della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena sul mancato nulla osta da parte del DAP
alla seduta del Consiglio Comunale fissata per la data del 15/01/25 presso la Casa Circondariale
Sant’Anna di Modena.
La Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena manifesta preoccupazione in merito a quanto
recentemente appreso circa la mancata concessione del nulla osta allo svolgimento presso i locali
della Casa Circondariale Sant’Anna di Modena di seduta del Consiglio Comunale fissata per la data
del 15/01/26.
L’incontro (che comunque avrà luogo presso la sala consiliare del Municipio), alla presenza della
Garante Comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, avrebbe avuto ed avrà
quale tema centrale di dibattito le condizioni di detenzione riguardanti la popolazione carceraria
locale, oltre che lo stato attuale della Casa Circondariale di Modena, verosimilmente anche in
relazione alla composizione dell’organico in servizio presso l’area sanitaria e quella educativa,
nonché alle forze in uso alla polizia penitenziaria.
Il luogo di celebrazione della seduta era stato individuato quale spazio ideale dove affrontare la
discussione di tali tematiche (oltre che delle molteplici criticità ad esse correlate), in quanto
riguardanti la struttura carceraria locale.
La Camera Penale di Modena aveva accolto con assoluto favore la scelta consiliare, giacché
avrebbe favorito ancora una volta da parte dell’Amministrazione l’avvicinamento del massimo
consesso cittadino a problematiche, quali quelle afferenti la realtà carceraria, di difficile
assimilazione pubblica e di massa, con la possibilità di esprimere valutazioni e proposte costruttive
anche in merito a questioni impellenti quali il sovraffollamento intramurario ed il trend suicidario
che, ancora oggi, non pare essersi minimamente arrestato, se si considera che, anche nel 2025, il
numero di suicidi in carcere è ammontato a 79 decessi, di cui 5 presso la casa circondariale di
Modena.
A ciò si aggiunga che l’occasione sarebbe risultata assolutamente proficua per acquisire delucidazioni circa il contenuto della circolare del DAP del 22/12/25 (che in via sperimentale ha
autorizzato la polizia penitenziaria a dotarsi di spray al peperoncino) e comprendere se e quali
soluzioni saranno assunte al riguardo dal personale in servizio presso la Casa Circondariale di
Modena.
Proprio per tali ragioni, il diniego manifestato suscita particolare sconforto, anche perché si tratta di
una negazione che risulta allo stato immotivata ed in conflitto con quanto accaduto altrove, ossia
presso altre realtà cittadine, tra cui anche la vicina Reggio Emilia, dove, in data 05/05/2025, il
consiglio comunale si è regolarmente riunito in carcere.
Si auspica, pertanto, che il Dipartimento Amministrativo Penitenziario e il Provveditorato
Regionale vogliano fornire al più presto chiarificazioni sul punto e che sia ammessa una nuova e
prossima seduta consiliare presso la Casa Circondariale Sant’Anna di Modena.
Modena (MO), lì 14/01/2026
Il Direttivo e l’Osservatorio “Carcere ed Informazione Giudiziaria” della Camera Penale Carl’Alberto
Perroux di Modena

1. Parla Augusto Barbera, ex presidente della Corte costituzionale, ex ministro e senatore (PCI, PDS)

2. Parla Stefano Ceccanti, professore di diritto pubblico ed ex deputato (PD)


3. Parla Cuno Tarfusser, magistrato ed ex giudice della Corte penale internazionale

23. Parla Giuseppe Capoccia, magistrato e Procuratore della Repubblica di Lecce

22. Parla Pierluigi Battista, giornalista ex vicedirettore del Corriere della Sera

  

21. Parla Goffredo Bettini, ex senatore e deputato (PDS, DS, PD)

20. Parla Vitaliano Esposito, magistrato e Procuratore Generele emerito presso la Corte di Cassazione

19. Parla Giuliano Castiglia, magistrato

18. le parole (vere) di Giovanni Falcone, magistrato

17. Parla Carlo Calenda, ex ministro e senatore (Azione)

15. Parla Lamberto Dini, economista ed ex presidente del consiglio dei ministri

15. Parla Anna Paola Concia, ex deputata (PD)

14. Parla Nicola Saracino, magistrato e consigliere della Corte d’Appello di Roma

Il 20 e 21 Dicembre siamo stati in piazza con i cittadini per informare, ascoltare e confrontarci sul Referendum Giustizia. Abbiamo spiegato le ragioni del SÌ alla separazione delle carriere.

GIOVEDÌ 18 DICEMBRE 2025 ORE 15.00
SU GESTIOLEX.IT

SALUTI
AVV. ROBERTO MARIANI

Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena
AVV. GIANPAOLO RONSISVALLE
Presidente della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux
INTRODUCE
AVV. GIULIA MALACORTI

Segretario della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux
DOTT.SSA GIULIA MERLO
Giornalista de Il Domani
INTERVISTA
PROF. AVV. OLIVIERO MAZZA

Ordinario di Procedura penale

È stato chiesto l’accreditmento al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena
La partecipazione è soltanto da remoto tramite la piattaforma
www.gestiolex.it, previa registrazione di un proprio account
da https://www.gestiolex.it/registrati

LOCANDINA [PDF]

Il Direttivo della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena ed il relativo Osservatorio carcere ed informazione giudiziaria, preso atto dell’allontanamento dalla Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia di soggetto sottoposto a misura di sicurezza, ritiene doveroso esprimersi circa le conseguenti dichiarazioni rese dal sindacato di polizia penitenziaria SAPPE che, per il tramite del proprio segretario generale, avrebbe inteso rilevare, anzitutto, come sarebbe risultata scellerata ed intempestiva la decisione di chiudere gli OPG.
Pur nella consapevolezza delle numerose complessità che la Polizia Penitenziaria è chiamata ad affrontare nella gestione della sicurezza degli Istituti Penitenziari, anche alla luce della presenza al loro interno di profili sociali eterogenei e di difficile gestione, non può che affermarsi, senza entrare nel merito della vicenda che ha generato il comunicato del SAPPE, come il ritorno al passato, con la velata invocazione della reistituzione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, non possa essere la soluzione ai problemi evidenziati dal sindacato di Polizia Penitenziaria.
Invero, il superamento del modello degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, derivante – tra gli altri motivi- dalle condizioni disumane e di restrizione sine die, oltre che dalla mancanza di cure efficaci riscontrate al loro interno dalle indagini indette e documentate da commissioni d’inchiesta, ha significato la sostituzione dello stesso con un approccio terapeutico, basato sull’assistenza sanitaria, in uno con l’inclusione sociale, in linea con i principi della Legge Basaglia e, non da ultimo, con i precetti costituzionali.
Evidente appare la necessità di rafforzamento delle strutture esterne ed interne, delle REMS, così come dell’assistenza sanitaria in ambito detentivo e in relazione a soggetti con problematiche psichiatriche e non solo, che non può gravare sul personale di Polizia e sulla sicurezza degli Istituti.
Altrettanto evidente appare che l’auspicio del reinserimento nel nostro sistema giuridico di strutture arcaiche, dannose e profondamente disumane si ponga in aperta contrarietà ai principi costituzionali, non potendo dirsi soluzione efficace alla risoluzione di problematiche complesse.
Il raggiungimento degli obiettivi posti dalla L. 81/2014, e in particolare garantire un percorso di cura personalizzato ai soggetti con patologie psichiatriche, con un’enfasi terapeutica rispetto a quella custodiale, riformando l’assistenza agli autori di reato con disturbi psichici e spostando il focus dalla detenzione a un sistema più integrato tra salute mentale e servizi territoriali, passa evidentemente da un potenziamento delle strutture esistenti.
Tuttavia, nel contesto storico attuale che ha portato (e forse porterà) l’Italia ad essere condannata per ben due volte da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per violazione dell’art. 3 della CEDU non può che essere riaffermata la necessità di proseguire sulla strada di un modello di assistenza incentrato sulla persona, che si basi sulla riabilitazione e l’integrazione sociale attraverso strutture territoriali che, oltre a ristabilire la dignità della persona-paziente, non assicurata dagli OPG, tutelino i diritti garantiti anche ai portatori di patologie psichiatriche autori di reato.


Il comunicato stampa del Direttivo della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena
sull’episodio suicidario registrato nella serata del 24/09/25 presso la casa circondariale
Sant’Anna di Modena


L’Osservatorio carcere ed informazione giudiziaria ed il Direttivo della Camera Penale di Modena
Carl’Alberto Perroux apprendono con sgomento la notizia dell’ennesimo episodio suicidario
verificatosi nella serata di ieri presso la casa circondariale locale, dove un cittadino tunisino di anni
24, ormai giunto all’alba del suo venticinquesimo compleanno, si è drammaticamente tolto la vita.
Il gesto risulta particolarmente turbante, non solo perché l’atto che è stato compiuto lascia
fisiologicamente impietriti gli animi di ognuno, ma anche in ragione del fatto che si è trattato di
un’azione che si inserisce nell’ambito di un trend shockante che, allo stato, appare inarrestabile,
laddove si consideri il numero di decessi intramurari registrati dall’inizio dell’anno (già ammontanti
a 62 a livello nazionale e a 5, per quanto concerne la casa circondariale di Modena), oltre a quello
risalente all’anno appena trascorso, in cui hanno perso la vita 91 detenuti.
La risposta non può risiedere, come prospettato dall’attuale Governo, nell’incremento del numero
degli istituti di pena ovvero nell’ampliamento della capienza di essi, non solo perché la
progettazione e la realizzazione di nuove strutture detentive (piuttosto che di nuovi padiglioni),
richiederebbe risorse temporali eccessivamente lunghe e, conseguentemente, incompatibili con
l’urgenza di rispondere fattivamente all’emergenza sociale che sta colpendo l’intero sistema
penitenziario, ma anche in considerazione del fatto che il fenomeno del sovraffollamento e le
tragiche conseguenze ad esso correlabili (stante gli eventi suicidari tuttora protraentisi),
rischierebbero di riproporsi secondo una spirale perversa.
Urge l’avviamento di percorsi assistenziali e di supporto che siano in grado di fornire l’apporto

pedagogico ed il sostegno terapeutico occorrenti a chi risulta ristretto, anche mediante rinforzi di
professionalità umane in grado di scongiurare il protrarsi di episodi tragici dello stesso tipo di
quello verificatosi ieri presso la casa circondariale di Modena.
Anche in ragione di ciò e per spronare ulteriormente un intervento riformatore che sia capace di
arrestare l’ondata infausta che sta abbattendosi feroce sulle carceri italiane e sulla popolazione
detenuta, la Camera Penale di Modena ribadisce le ragioni di protesta già divulgate tramite la
delibera di astensione locale da ogni attività giudiziaria attinente il settore penale (indetta ad inizio
dell’anno corrente), riservandosi sin da ora il ricorso ad analoghe azioni di protesta in cui rilevare,
ancora una volta, la necessità di adozione di politiche legislative che garantiscano l’assunzione di
scelte strutturali di ripensamento dell’intera esecuzione penale, nell’ottica di garantire l’effettività
del principio rieducativo della pena.

Modena (MO), lì 25/09/25
L’Osservatorio carcere ed informazione giudiziaria
Il Direttivo della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena

VENERDÌ 17 OTTOBRE 2025 ORE 15.30

ACCADEMIA NAZIONALE DI SCIENZE LETTERE E ARTI DI MODENA
Corso Vittorio Emanuele II n. 59 –  Modena


SALUTI ISTITUZIONALI
AVV. ROBERTO MARIANI
Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena


AVV. GIANPAOLO RONSISVALLE
Presidente della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux


INTRODUCE E MODERA
PROF. AVV. GIORGIO PIGHI
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti


INTERVENTI
IL MOVENTE TRA STORIA E ATTUALITÀ
PROF. FRANCESCO DIAMANTI
Università di Modena e Reggio Emilia


MOTIVI A DELINQUERE E FEMMINICIDIO
PROF. AVV. PAOLO VENEZIANI
Università di Parma


IL MOVENTE DICHIARATO. QUANTO ACCURATO È IL RICORDO DEL MOVENTE?
DOTT. ANDREA ZANGROSSI

Università di Padova

CONCLUDE
AVV. GUIDO SOLA
già Presidente della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux


il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena ha riconosciuto n. 3 crediti per la formazione continua degli avvocati

 

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Il Consiglio Direttivo e l’Osservatorio Carcere ed Informazione Giudiziaria della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux esprimono profonda preoccupazione per il mancato rispetto dei principi fondamentali della presunzione di innocenza e del giusto processo nell’informazione giudiziaria.
Già nel comunicato del 9 maggio u.s., la Camera Penale di Modena – intervenendo sul comunicato stampa diffuso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena in data 8 maggio 2025 sul caso delle due educatrici sospese dal servizio presso una scuola dell’infanzia di Carpi (rectius Soliera), – ha sostenuto con fermezza che il processo mediatico rappresenta una grave distorsione del sistema giustizia, evidenziando come, attraverso la semplificazione dei fatti, l’amplificazione emotiva e la spettacolarizzazione della notizia, si genera un giudizio pubblico che prescinde dalle garanzie del giusto processo.
Già in quella sede, è stato ribadito che la corretta informazione giudiziaria deve rispettare il delicato equilibrio tra il diritto di cronaca e la tutela della dignità e dei diritti fondamentali delle persone coinvolte nelle indagini, titolari del diritto a vedere la propria posizione valutata nelle sedi opportune, con tutte le garanzie previste dalla legge.
Tuttavia, a distanza di poco tempo, prendendo atto di quanto avvenuto sulla stampa in riferimento alla diffusione della notizia sulla presunta aggressione e violenza sessuale denunciata a Vignola, ci si trova costretti a ritenere che a nulla forse è valso quel comunicato.
Ancora una volta la necessità della stilizzazione della notizia ha avuto la meglio: una denuncia è stata trasformata dai media subito in un fatto storico certo e accertato, non solo prima di una sentenza definitiva ma, ciò che ancora più sorprende, prima ancora forse dell’inizio stesso delle indagini.
La vicenda ha visto coinvolti emotivamente centinaia di cittadini, tanto da spingere, per dichiarate esigenze di interesse pubblico, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena a rendere nota, con un proprio comunicato stampa, la presentazione della richiesta di archiviazione della notizia di reato.
Con la stessa “leggerezza” iniziale, dalla “certa e accertata” aggressione e violenza sessuale, la stampa è così passata a parlare di caso archiviato e di falsa denuncia prima ancora che un Giudice per le Indagini Preliminari si sia espresso sulla vicenda, scatenando una nuova e “ribaltata” gogna mediatica.
Davanti a questo tipo di informazione giudiziaria, la Camera Penale di Modena “Carl’Alberto Perroux”, pur comprendendo l’esigenza di informare la cittadinanza sull’evolversi dell’attività investigativa, non può non rilevare come tali modalità di diffusione delle notizie finiscano, inevitabilmente, per ledere la dignità e la reputazione delle persone coinvolte nelle indagini.
Inoltre, si ritiene opportuno evidenziare come “giocare” con l’emotività collettiva possa, potenzialmente, rappresentare un grave pericolo anche per l’incolumità di tali persone.
Si ritiene, quindi, necessario ricordare che dietro le notizie ci sono persone e che il danno alla reputazione e alla dignità personale, una volta consumato attraverso la diffusione mediatica, difficilmente può essere riparato.
Per questi motivi, si ribadiscono la necessità e l’urgenza di adottare protocolli comunicativi più rispettosi dei diritti fondamentali della persona, che trovino il giusto equilibrio tra il diritto all’informazione e la tutela della dignità individuale, nel pieno rispetto dei principi costituzionali che reggono il nostro sistema penale e nell’ottica di stigmatizzare qualsiasi forma di spettacolarizzazione dei fatti oggetto di cronaca giudiziaria, al fine di evitare che la ricerca della verità processuale si trasformi in un processo mediatico dalle conseguenze irreparabili.


Il Consiglio Direttivo e l’Osservatorio Carcere ed Informazione Giudiziaria
della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux