1. Parla Augusto Barbera, ex presidente della Corte costituzionale, ex ministro e senatore (PCI, PDS)

2. Parla Stefano Ceccanti, professore di diritto pubblico ed ex deputato (PD)


3. Parla Cuno Tarfusser, magistrato ed ex giudice della Corte penale internazionale

23. Parla Giuseppe Capoccia, magistrato e Procuratore della Repubblica di Lecce

22. Parla Pierluigi Battista, giornalista ex vicedirettore del Corriere della Sera

  

21. Parla Goffredo Bettini, ex senatore e deputato (PDS, DS, PD)

20. Parla Vitaliano Esposito, magistrato e Procuratore Generele emerito presso la Corte di Cassazione

19. Parla Giuliano Castiglia, magistrato

18. le parole (vere) di Giovanni Falcone, magistrato

17. Parla Carlo Calenda, ex ministro e senatore (Azione)

15. Parla Lamberto Dini, economista ed ex presidente del consiglio dei ministri

15. Parla Anna Paola Concia, ex deputata (PD)

14. Parla Nicola Saracino, magistrato e consigliere della Corte d’Appello di Roma

Il 20 e 21 Dicembre siamo stati in piazza con i cittadini per informare, ascoltare e confrontarci sul Referendum Giustizia. Abbiamo spiegato le ragioni del SÌ alla separazione delle carriere.

GIOVEDÌ 18 DICEMBRE 2025 ORE 15.00
SU GESTIOLEX.IT

SALUTI
AVV. ROBERTO MARIANI

Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena
AVV. GIANPAOLO RONSISVALLE
Presidente della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux
INTRODUCE
AVV. GIULIA MALACORTI

Segretario della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux
DOTT.SSA GIULIA MERLO
Giornalista de Il Domani
INTERVISTA
PROF. AVV. OLIVIERO MAZZA

Ordinario di Procedura penale

È stato chiesto l’accreditmento al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena
La partecipazione è soltanto da remoto tramite la piattaforma
www.gestiolex.it, previa registrazione di un proprio account
da https://www.gestiolex.it/registrati

LOCANDINA [PDF]

LUNEDì 24 MARZO 2025
ORE 15
SALA CONVEGNI
DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA
Via S. Geminiano n. 3, Modena

INTRODUCE
AVV. GIANPAOLO RONSISVALLE

Presidente della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux


MODERA
AVV. NICOLA ELMO

Consigliere della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux


SI CONFRONTANO
PROF. GIORGIO SPANGHER

Professore Emerito di procedura penale
presso la “Sapienza” Università degli Studi di Roma


DOTT. GIUSEPPE AMARA
Sostituto procuratore
presso la Procura della Repubblica di Modena

è stato chiesto l’accreditamento all’Unione delle Camere Penali Italiane

LOCANDINA [PDF]

EVENTO GRATUITO ED APERTO AL PUBBLICO
prenotazioni: segretario@camerapenaledimodena.it
informazioni www.camerapenaledimodena.it

Gli avvocati penalisti presenti a Modena in Piazza Mazzini giovedì 24 e venerdì 25 per spiegare ai Cittadini modenesi le ragioni della astensione dalle attività giudiziarie proclamata a livello nazionale per la difesa dell’indipendenza della funzione giudicante e per rilanciare la battaglia per la separazione delle carriere dei magistrati.

L’Unione delle Camere Penali Italiane ha deliberato l’astensione degli avvocati dalle udienze penali e da ogni attività giudiziaria per la grande preoccupazione destata dalla vicenda della sostituzione del giudice di Verbania che aveva deciso di non convalidare per mancanza dei presupposti di legge i fermi disposti nelle indagini relative alla tragedia della funivia “Mottarone”.
La sostituzione di quel giudice da parte del presidente del Tribunale di Verbania – formalmente motivato da incerte ragioni burocratiche, un unicum – era infatti, anche, avvenuta in seguito all’improvvido attacco mediatico della procuratrice della repubblica.
Il caso è emblematico e ha destato fortissima preoccupazione tra i penalisti italiani perché sintomatico della necessità, non più rinviabile, di separare le carriere dei magistrati inquirenti da quelle dei magistrati giudicanti.

Il tema è dibattuto ormai da decenni e nel 2017 era stata depositata una proposta di legge di riforma costituzionale di iniziativa popolare, sostenuta da oltre 70.000 cittadini, compresi moltissimi modenesi.
I penalisti intendono oggi riportare all’attenzione del Parlamento la necessità di approvare quella proposta di riforma, tanto più dinanzi all’avvio di una nuova campagna referendaria che – seppure con orizzonti diversi – perseguirebbe lo stesso fine: rafforzare l’indipendenza dei giudici dalle procure.
Come rilevato dall’U.C.P.I., la comune appartenenza di Pubblici Ministeri e Giudici al medesimo ordine, al medesimo organo di autogoverno, alla medesima rappresentanza associativa, ai medesimi percorsi professionali, consente ai primi di esercitare, anche grazie alla natura eminentemente politica e fortemente mediatica dell’attività inquirente, una supremazia ed una forza di condizionamento degli uffici giudicanti non più tollerabili.

Stupisce dunque la posizione espressa in questi giorni dell’ANM emiliano-romagnola laddove ha affermato che questa astensione degli avvocati rappresenterebbe un attacco all’unità ed alla indipendenza della magistratura.
É infatti vero il contrario: da sempre le camere penali conducono una battaglia democratica per ottenere la separazione delle carriere, il cui primo risultato sarebbe il rafforzamento della indipendenza e della terzietà del giudice che costituisce il presupposto necessario per assicurare l’imparzialità della decisione.
Stupisce ancor di più – e preoccupa – l’accusa di disonestà intellettuale e di mancanza di collaborazione lanciata dall’associazione dei magistrati all’avvocatura.
In un sistema democratico degno di questo nome occorre infatti coltivare l’idea di un potere giurisdizionale che sia garante dei diritti di libertà dei cittadini di fronte all’autorità dello Stato, all’azione dei pubblici ministeri, agli atti investigativi della polizia giudiziaria che ai pubblici ministeri risponde.
L’attuale momento storico, caratterizzato dalla estrema fragilità dell’organo di governo della magistratura, il CSM, impone di certo uno sforzo comune per consentire il recupero di credibilità del sistema della giustizia penale, ma con la consapevolezza che nulla potrà più essere come prima.

Il Consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux


Allegati:
Volantino
Delibera locale di solidarietà alle Camere Penali piemontesi
Comunicato stampa distrettuale
Delibera distrettuale di solidarietà alle Camere Penali piemontesi
Delibera UCPI di proclamazione di astensione

Comunicato stampa [PDF]

Coordinamento delle Camere Penali dell’Emilia-Romagna
Astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria per i giorni 24 e 25 giugno 2021
Comunicato del 23 giugno 2021


Le Camere Penali dell’Emilia-Romagna aderiscono all’astensione dalle udienze e da ogni attività
giudiziaria proclamata dalla Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane con delibera del 11 giugno
2021.
La decisione assunta dal Presidente del Tribunale di Verbania (riassegnazione del procedimento c.d.
“Funivia Mottarone” ad altro GIP, diverso da quello che – incaricato della convalida del fermo di alcune
persone ritenute indiziate di reato – assumeva provvedimenti di diniego, scarcerando gli arrestati),
riservata, crediamo non a caso, unicamente a quel procedimento e non ad altri assegnati a quello stesso
GIP, è, proprio per questo, un “implausibile formalismo burocratico” di straordinaria gravità.
Quanto accaduto a Verbania, rende necessario riportare al centro del dibattito politicoil tema della
“separazione delle carriere”.
Si tratta di un obiettivo – quello della separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri – la cui
realizzazione non è più prorogabile perché è scritto nella nostra costituzione, ed è quello proclamato
dall’art. 111 il quale – come noto – impone che il giudice sia non solo imparziale ma anche terzo. E
terzietà non può che significare appartenenza del giudice ad un ordine diverso da quello del pubblico
ministero.
Crediamo – oggi più che mai – che la terzietà possa essere perseguita solo attraverso una separazione
degli ambiti ordinamentali, organizzativi e disciplinari cui appartengono il giudice e il pubblico ministero.
Non si tratta – come scrive l’ANM Giunta distrettuale Emilia Romagna in un comunicato di pochi giorni
fa – di un attacco all’unità e all’indipendenza della Magistratura; non si tratta di mettere in discussione
provvedimenti di tipo organizzativo che, laddove rispondenti ai criteri tabellari, rappresentano – questo
si – uno strumento a tutela e garanzia dell’applicazione del principio del giudice naturale precostituito
per legge; né si tratta di creare propagandistiche contrapposizioni con la magistratura.
Al contrario.
Proprio perché i temi della giurisdizione coinvolgono i diritti di tutti, riteniamo che il “controllore” (il
giudice) e il controllato (il pubblico ministero) non possano appartenere ad un unico ordine, non possano
essere sottoposti al potere disciplinare di un unico organo, non possano condividere i medesimi
meccanismi di selezione elettorale della loro classe dirigente.
In un sistema democratico degno di questo nome – proprio in nome di quella onestà intellettuale e lealtà
auspicate dalla ANM in quello stesso comunicato – occorre coltivare l’idea di un potere giurisdizionale
che sia garante dei diritti di libertà dei cittadini di fronte all’autorità dello Stato, all’azione dei pubblici
ministeri, agli atti investigativi della polizia giudiziaria che ai pubblici ministeri risponde.
Occorre quindi ribadire – e le giornate di astensione saranno una buona occasione per farlo – che al
fine di dare piena attuazione alla scelta in senso accusatorio del processo penale è necessario
intervenire per rendere effettiva la terzietà del giudice che costituisce, appunto, il presupposto
dell’imparzialità della decisione.
Il Coordinamento delle Camere Penali dell’Emilia-Romagna

Penalisti modenesi in astensione dalle udienze per il giudice indipendente, per la separazione delle carriere.

24 e 25 giugno 2021

“Prendevamo insieme il caffè, per un po’ lo berrò da sola”

Queste le parole con cui lo scorso 31 maggio la procuratrice
di Verbania aveva commentato con la stampa la decisione
del giudice di non convalidare il fermo disposto nei confronti
di due indagati nelle indagini relative alla tragedia della funivia “Mottarone”, perché non sussistevano i presupposti previsti dalla legge.

Una frase sintomatica della eccessiva vicinanza spesso avvertita tra soggetti processuali che dovrebbero avere carriere distinte per garantire la terzietà del giudice rispetto ad entrambe le parti, accusa e difesa.
A ciò si era anche aggiunta una sorprendente presa di posizione da parte della magistratura associata che (pur rappresentando sia i magistrati inquirenti che quelli giudicanti…) prendendo le difese dell’operato della procura della repubblica, aveva sostanzialmente delegittimato la decisione del giudice sulle scarcerazioni appena disposte.

Come se non bastasse, nel breve volgere di pochi giorni, quel giudice era stata addirittura “spogliata” di quel fascicolo poche ore prima che depositasse un’altra importante decisione sulla assunzione di una prova richiesta da un difensore, pur contro il parere dell’accusa.

Come rilevato dalla Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane

la comune appartenenza di Pubblici Ministeri e Giudici al medesimo ordine,
al medesimo organo di autogoverno, alla medesima rappresentanza associativa, ai medesimi percorsi professionali, consente ai primi di esercitare, grazie alla natura eminentemente politica e fortemente mediatica dell’attività inquirente, una supremazia ed una forza di condizionamento degli uffici giudicanti scandalose e non più oltre tollerabili.
Un Paese nel quale può accadere ciò che accade a Verbania, e cioè che un Giudice che adotta decisioni sgradite all’Accusa venga bruscamente eliminato dallo scenario processuale, è un Paese che calpesta la Costituzione, con una protervia ed un sentimento di impunità che lascia sbalorditi

I penalisti hanno dunque deciso di astenersi dalle udienze e da ogni altra attività nei giorni 24 e 25 giugno 2021, per manifestare la propria preoccupazione per quanto sta accadendo a Verbania e per rilaccendere i riflettori sulla proposta di riforma costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati sottoscritta da quasi 75.000
italiani e che giace in parlamento dal 2017.

I diritti dei cittadini sono più importanti di una pausa caffé

VOLANTINO [PDF]