GLI AVVOCATI PENALISTI IN ASTENSIONE DALLE UDIENZE E DA OGNI ALTRA ATTIVITA’ GIUDIZIARIA NELLE GIORNATE DEL 4, 5 E 6 NOVEMBRE PER PROTESTARE CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA
ALL’ESAME DEL PARLAMENTO.

L’Unione delle Camere Penali Italiane ha deliberato l’astensione degli avvocati dalle udienze penali e da ogni attività giudiziaria per la grande preoccupazione destata dal testo del “pacchetto sicurezza” all’esame del Parlamento, che manifesta una matrice securitaria sostanzialmente populista, profondamente illiberale e
autoritaria, caratterizzata da uno sproporzionato e ingiustificato rigore punitivo nei confronti dei fenomeni devianti meno gravi ed ai danni dei soggetti più deboli, con l’introduzione di una iniqua scala valoriale, in relazione alla quale taluni beni risultano meritevoli di maggior tutela rispetto ad altri di eguale natura, in violazione del principio di ragionevolezza, di eguaglianza e di proporzionalità che dovrebbe
conformare il sistema penale.
L’Unione delle Camere Penali Italiane ha dunque deliberato l’astensione di tutti gli avvocati penalisti per sollecitare il Parlamento ad adottare tutte le opportune modifiche alle norme del pacchetto sicurezza in senso conforme alla Costituzione ed ai principi del diritto penale liberale ed al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul pericolo che simili legislazioni securitarie e illiberali possano incidere irreversibilmente sulla tenuta democratica dell’intero sistema penale.


La Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux ha dunque ritenuto fondamentale organizzare un momento di confronto libero ed aperto al pubblico, che si terrà mercoledì 6 novembre 2024 alle ore 15.30 presso l’ Accademia Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti in Corso Vittorio Emanuele II n. 59.
L’incontro vedrà la partecipazione di esponenti del mondo accademico, dell’avvocatura e della magistratura per riflettere proprio sulle tensioni tra nuove spinte punitive e limiti costituzionali.


Il Consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

Abbiamo letto, come tutti e con sgomento, la notizia della morte violenta di un’anziana donna avvenuta nei giorni scorsi nella nostra provincia.
Il tragico decesso sarebbe avvenuto in ambiente domestico per mano del figlio, la cui confessione è stata tristemente appresa in mondovisione ed in diretta, nel corso di una nota trasmissione televisiva della striscia pomeridiana, e ciò – a leggere le dichiarazioni della conduttrice apparse sul Corriere della Sera – previa autorizzazione della polizia giudiziaria.

Le indagini ed il processo saranno le uniche sedi nelle quali verificare l’attendibilità di quella confessione oltre che, ovviamente, ogni altro aspetto utile alla corretta ricostruzione dei fatti ed alla loro imputabilità all’attuale indagato.
Non siamo noi a dover ricordare ai media che il garantismo è una pietra angolare del sistema giuridico democratico, rappresentando il principio cardine secondo cui ad ogni individuo, anche in casi di crimini efferati, devono essere riconosciuti i diritti fondamentali.

Siamo consapevoli del dovere di informare il pubblico in modo obiettivo e trasparente in ogni caso in cui sussista un interesse collettivo, ma di fronte ad un indiziato di un reato che mostra, per di più, evidenti segni di disagio psicologico e stress emotivo, il giornalista – e con lui la redazione – si sono trovati, tuttavia, dinanzi a ben altri principi, interessi e diritti da bilanciare.
Tra questi, certamente, il principio di non colpevolezza e, più in generale, la tutela della dignità della persona.

Ci chiediamo dunque se non sarebbe stato più opportuno, pur a discapito degli indici di share, comunicare quanto appreso direttamente dall’indagato senza mostrarne le immagini: l’informazione sarebbe stata di certo completa ed esaustiva, ma altrettanto certamente meno sensazionalistica e pregiudizievole per tutte le persone coinvolte.

Il Consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

L’IMPEGNO DEI PENALISTI MODENESI NELLE SCUOLE: 3.619 STUDENTI INCONTRATI NEL CORSO DELL’ULTIMO ANNO PER DIFFONDERE LA CULTURA DELLA LEGALITA’ E DEL GIUSTO PROCESSO.
SABATO 11 MAGGIO SI TERRA’ L’INCONTRO CONCLUSIVO DAL TITOLO “LA GIUSTIZIA IMPERFETTA”.


Da oltre sette anni, l’Osservatorio Progetto Scuole UCPI della Camera Penale di Modena, entra nelle scuole della Provincia per diffondere i principi costituzionali che governano il processo penale e per promuovere una reale cultura della legalità.
Le proposte dell’Osservatorio sono tutte articolate tramite incontri che non si risolvono in lezioni frontali: gli studenti sono sollecitati ad interagire con i relatori, non solo proponendo domande ma esprimendo il proprio pensiero e argomentandolo
Non di rado nascono veri e propri dibattiti che hanno tre importanti scopi: capire cosa pensano le nuove generazioni, permettergli di esprimere il loro pensiero, incentivarle ad argomentare le loro tesi.
Nel corso degli anni l’Osservatorio ha ampliato la propria offerta formativa proponendo oltre agli incontri sul “Giusto processo”, fiore all’occhiello dell’offerta, incontri su “Carcere e pena”, su “Bullismo, Cyberbullismo e revenge porn”, su “Processo penale minorile” e l’ormai famoso “Processo penale simulato”.
La novità di quest’anno è stata quella di entrare anche nelle scuole medie, proponendo alle classi terze un format sul bullismo e cyberbullismo ideato dall’osservatorio e studiato appunto per ragazzi e ragazze di quell’età.
Nel tempo sono stati sempre di più gli Istituti scolastici che hanno chiesto di aderire ai nostri incontri, solo nell’anno scolastico 2023/2024 sono stati svolti 75 incontri in 17 Istituti scolastici, 12 scuole secondarie di secondo grado e 5 scuole secondarie di primo grado, il numero totale degli studenti incontrati è stato di 3.619 per 148 ore di incontri.

Ogni anno la Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena indice poi un bando in memoria dell’Avv. Marco Favini per l’assegnazione di tre premi alle classi che abbiano prodotto i migliori elaborati in forma libera sull’argomento prescelto: quest’anno il tema è “La Giustizia imperfetta”, ossia quello dell’errore giudiziario e dell’ingiusta detenzione.
Sabato 11 maggio dalle 8,30 alle 13,00 presso la Sala Leonelli della Camera di Commercio di Modena si svolgerà l’evento conclusivo di questo percorso, alla presenza degli studenti che potranno ascoltare l’esperienza del Giudice Dott. Domenico Truppa, dei giornalisti e fondatori di Errorigiudiziari.com Valentino Maimone e Benedetto Lattanzi con la preziosa presenza di Angelo Massaro, vittima di errore giudiziario a causa del quale ha trascorso 21 anni in carcere per un omicidio che non aveva mai commesso.
Al termine dell’evento verranno presentati gli elaborati delle classi che partecipano al bando e si procederà alla premiazione delle tre classi vincitrici.
L’evento è gratuito e aperto a tutti.

L’Osservatorio Scuola della Camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux

Lo scorso mercoledì 8 maggio, una delegazione della Camera Penale di Modena ha incontrato il Direttore della Casa Circondariale Sant’anna di Modena, Dott. Orazio Sorrentini, e con lui gli educatori e la Polizia Penitenziaria.
Risulta confermata la sofferenza legata al sovraffollamento della struttura: su una capienza di 372 posti regolamentari, s’è appreso che al 30 aprile 2024 i detenuti presenti erano 550, circa due terzi dei quali cittadini stranieri.
Di questi 360 risultano essere stati raggiunti da sentenza di condanna definitiva, senza contare coloro a cui carico risulta emessa anche misura cautelare custodiale. La sezione femminile risulta popolata da 30 detenute, 21 a titolo definitivo, su una capienza di 18 posti.
Si registra un più che positivo risultato in tema di collaborazioni esterne, essendo stato attivato un rapporto di fornitura di ortaggi nei confronti di un’i portante attività di ristorazione del territorio.
Risultano poi finanziati otto progetti di formazione professionale, per i profili lavorativi di sarta ed acconciatrice per le donne ed in ambito ristorazione, agricoltura, edilizia e calzoleria per gli uomini.
A questi fini risultano essere stati finalmente riqualificati parte degli ambienti interni della struttura, in particolare il laboratorio di ristorazione per la produzione di pasta fresca sulla scorta di una convenzione stipulata con la cooperativa sociale della provincia. Il progetto, “Laboratorio gastronomico Sant’Anna”, è coordinato da uno chef professionista e punta alla produzione ed alla rivendita all’esterno e potrà consentire l’impiego di vari detenuti oltre quelli già attualmente assunti.
Oggetto di riqualificazione anche il laboratorio tessile femminile, per il momento destinato soltanto alla formazione professionale delle detenute – libere di muoversi in autonomia all’interno del laboratorio negli orari di apertura – ma relativamente al quale è già stato avviato l’iter per la stipula della convenzione volta ad avviare le detenute alla vera e propria attività lavorativa; così come anche il salone da parrucchiere, in questo caso grazie anche alla donazione delle necessarie attrezzature da parte di impresa esterna alla struttura.
E’ già stato inoltre predisposto un nuovo ambiente da dedicare all’attività lavorativa ove sarà collocato un servizio di call center che impiegherà altri reclusi.
Risulta invece già in funzione nell’area dell’ex falegnameria un servizio di assemblaggio di componenti plastiche che occupa diversi detenuti in collaborazione con una società cooperativa esterna.
Tre i detenuti che si sono iscritti ai corsi universitari di UNIMORE, in geologia, marketing e finanza e scienze dell’educazione.
Lo spazio dedicato alle attività teatrali e musicali risulta essere stato recentemente oggetto di ristrutturazione.
Le passate carenze di personale nell’area educativa risultano rientrate.
La Camera Penale ha poi ricevuto rassicurazioni anche in vista delle probabili alte temperature estive, essendo stata prevista la predisposizione all’installazione di un ventilatore a corrente per cella, che potrà essere richiesto dal singolo detenuto a proprie spese.
Sono state purtroppo registrate molte criticità relativamente all’evasione delle richieste di liberazione anticipata ed ai permessi premio da parte della magistratura di sorveglianza, come già riscontrato nell’ultimo periodo dagli avvocati penalisti, motivo per il quale la Camera Penale terrà monitorata la situazione riservandosi, ove necessario, ogni manifestazione di protesta.


Il Consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux
L’Osservatorio Carcere e Magistrato di Sorveglianza della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

Gli avvocati penalisti modenesi aderiscono all’astensione da ogni attività in materia giudiziaria penale indetta dall’Unione delle Camere Penali Italiane per i giorni 7, 8 e 9 febbraio, esprimendo tutta la propria preoccupazione per le politiche della maggioranza di governo.

L’Unione delle Camere Penali Italiane ha deliberato l’astensione degli avvocati dalle udienze penali e da ogni attività giudiziaria per la grande preoccupazione destata dalle politiche della maggioranza di governo: la pretesa di affidare al sistema penale e alla carcerazione la soluzione di ogni situazione di conflitto sociale, ha come conseguenza quella di avere il carcere come unico destino dell’intero sistema giudiziario, nonostante il drammatico fenomeno dei suicidi in carcere, nella totale assenza, da parte del Governo, di iniziative volte alla decompressione ed alla salvaguardia della dignità dei detenuti.

Inoltre, l’auspicata soppressione dei limiti interposti dalla Riforma c.d. Cartabia all’appello dei difensori, oggetto di una reiterata richiesta di intervento al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, è rimasta lettera morta nuocendo gravemente soprattutto ai soggetti più deboli che usufruiscono dell’istituto della difesa d’ufficio.

Pur prendendo atto di importanti segnali di attenzione del Governo verso alcuni obiettivi storicamente propugnati dall’Unione delle Camere Penali, in assenza di risposte positive in ordine alla soppressione di norme inique che comprimono inammissibilmente il potere di impugnazione del difensore, prerogativa fondamentale dello stesso inviolabile diritto di difesa, e di misure tecniche immediate per rimediare all’ingravescente fenomeno del sovraffollamento carcerario e al terribile fenomeno dei sucidi, i penalisti italiani hanno pertanto deciso di porre in essere ogni iniziativa politica a presidio dei principi costituzionali e convenzionali per ristabilire la centralità del diritto di difesa, che si articola anche e soprattutto nel potere di impugnare, e della finalità rieducativa delle pene che escluda il carcere quale luogo di esercizio di tale finalità.

L’Unione ha pertanto deliberato l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 7, 8, 9 febbraio 2024 e i penalisti modenesi hanno risposto all’appello aderendo alla protesta ed organizzando una iniziativa di informazione dei cittadini per il giorno venerdì 9 febbraio 2024 alle ore 15 presso la Camera di Commercio in Via Ganaceto.

L’iniziativa, intitolata La giustizia penale all’epoca del giustizialismo. La dignità calpestata”, sarà liberamente accessibile a tutti i cittadini.

Giovedì 8 febbraio, alle ore 12 le SSVV sono invitate presso la sede pro tempore dell’Associazione, in Via Emilia Centro n. 75 per un incontro con la stampa.

Il consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux)

GLI AVVOCATI PENALISTI SODDISFATTI PER L’ELEZIONE A LARGHISSIMA MAGGIORANZA DELLA CRIMINOLOGA MODENESE E PER IL PASSAGGIO ALLA FASE OPERATIVA DI QUESTA IMPORTANTE FIGURA DI GARANZIA.


Gli Avvocati Penalisti hanno seguito con il massimo interesse il percorso istituzionale che ha finalmente dato concreta attuazione alla necessità di dotare anche il nostro territorio di una figura di fondamentale importanza per la salvaguardia dei diritti delle persone private della libertà personale e per la diffusione di una cultura orientata alla rieducazione delle persone condannate.
La partecipazione di diversi autorevoli candidati al ruolo di Garante e la trasversalità delle decisioni assunte dal Consiglio Comunale dimostrano in modo evidente come il tema fosse avvertito in Città e come esista una sensibilità che deve essere il motore dei futuri interventi in materia.
Auguriamo buon lavoro alla Professoressa Giovanna Laura De Fazio, con la convinzione che le sue competenze potranno essere un utile punto di riferimento anche per il mondo associativo che in Città si occupa quotidianamente di carcere.
La Camera Penale è a disposizione per un dialogo finalizzato al superamento, grazie all’intervento del Garante, di alcune criticità del percorso intramurario che abbiamo riscontrato nel corso degli anni.


Il Consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

La Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux apprende con vivo dolore la notizia del recente ed improvviso decesso di un uomo ristretto all’interno della Casa Circondariale Sant’Anna di Modena.
Confidando nel solerte impegno della magistratura requirente nello svolgimento dei necessari approfondimenti investigativi volti all’accertamento delle cause e delle ragioni del decesso, suscita tuttavia particolare preoccupazione la circostanza che la tragedia, ancora una volta, abbia riguardato un soggetto in attesa di giudizio ed in stato di custodia cautelare.

In attesa di certezze, vengono purtroppo alla mente gli 84 casi di suicidio che nell’anno 2022 hanno funestato le realtà carcerarie nazionali ed, ancora una volta, si pone in rilievo la preminente necessità di tutela dei diritti fondamentali della persona all’interno dei luoghi di reclusione comunque denominati, valorizzandone al contempo la missione rieducativa e risocializzante, costituzionalmente prevista.

Da tale punto di vista la Camera Penale di Modena rimarca la propria soddisfazione per l’avvenuta istituzione ad opera del Consiglio Comunale di Modena del Garante comunale dei diritti delle persone private o limitate della libertà personale.

Si tratta infatti di una fondamentale figura di raccordo tra tutti i soggetti a vario titoli privati della libertà personale ed in ogni sede ristretti e la società civile con il compito di promuovere ogni possibile iniziativa volta al reintegro sociale dei predetti, in modo da superare, in continuo dialogo e cooperazione con le istituzioni carcerarie, la visione carcero-centrica della giustizia penale italiana.

 

(Il consiglio direttivo e l’osservatorio carcere della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux)

Il consiglio direttivo della Camera Penale di Modena esprime la massima preoccupazione per le notizie apparse sulla stampa locale in relazione alle condizioni dei detenuti e degli operatori del Carcere di Sant’Anna in questo periodo caratterizzato da un caldo estremo.

La cronica inadeguatezza dell’edilizia penitenziaria finisce troppo spesso per infliggere una “doppia pena” ai detenuti e condizioni di lavoro insopportabili per gli agenti della Polizia Penitenziaria.

In seguito alla tristemente nota rivolta nel carcere modenese, seppure vi sia stato uno sforzo per ripristinare la funzionalità dell’istituto, sono mancati interventi mirati – come purtroppo avviene nella maggior parte delle strutture del paese – per rendere ancor più vivibile la struttura.

In attesa della definitiva creazione della figura del Garante comunale dei detenuti, gli avvocati penalisti modenesi avanzeranno alla direzione del carcere la richiesta di aprire un tavolo di confronto, aperto anche alle associazioni dei volontari, per verificare la situazione attuale e individuare le possibili soluzioni, con la consapevolezza della necessità di evitare che la pur minima situazione di carattere eccezionale possa nuocere alla salute dei detenuti.

Il prossimo 12 giugno, in un surreale ed inedito silenzio generale, gli Italiani saranno chiamati votare su cinque quesiti referendari in materia di giustizia.

I temi sul tappeto sono al centro del dibattito pubblico da moltissimi anni e questa tornata referendaria si inserisce di certo in un contesto di straordinaria crisi di fiducia nel rapporto tra cittadini e sistema giudiziario, come ha dimostrato la reazione sdegnata del Paese di fronte ai recenti scandali che hanno travolto il sistema correntizio che domina il Consiglio Superiore della Magistratura.

Lo scandalo Palamara d’altra parte ha squarciato un velo di ipocrisia, mostrando a tutti ciò che molti già sapevano e rendendo non più rinviabile un intervento normativo capace di riequilibrare il CSM, di garantire maggiore trasparenza e verificabilità sulle decisioni che riguardano le carriere dei magistrati, di rafforzare la terzietà dei giudici e i diritti di garanzia dei cittadini.

Seppure i quesiti siano il frutto di criticabili scelte tecniche che i promotori non avevano condiviso con i penalisti italiani, rappresentano comunque una occasione irripetibile per indirizzare il Parlamento a compiere riforme troppo a lungo rimandate e necessarie.

I cinque quesiti sottoposti al corpo elettorale rispondono infatti ad esigenze molto avvertite:

Quesito 1 sulle modalità di presentazione delle candidature al CSM: i proponenti mirano a porre un freno alla sistema delle correnti che influenza le nomine e la progressione di carriera dei magistrati, consentendo maggiore libertà dei singoli magistrati nella candidatura a componenti del Consiglio Superiore della Magistratura;

 

Quesito 2 sulla valutazione dei magistrati: i proponenti mirano a consentire anche ad Avvocati e Professori Universitari, che già partecipano ai Consigli Giudiziari senza diritto di voto, di poter concorrere alla valutazione periodica dei magistrati;

 

Quesito 3 sulla separazione delle funzioni: i proponenti mirano ad introdurre la netta distinzione delle funzioni tra magistratura giudicante e magistratura requirente. Si tratterebbe di un primo importante traguardo in vista della più volte invocata separazione delle carriere, scardinando l’attuale sistema che da sempre consente al singolo magistrato di passare dal ruolo di accusatore a quello di giudicante, così indebolendo la terzietà del giudice;

 

Quesito 4. sui presupposti della custodia cautelare: i proponenti mirano a ridurre il ricorso alle misure di privazione della libertà personale in attesa di giudizio, per tentare di porre un freno all’abuso di tali misure;

 

Quesito 5 sulla “Legge Severino”: i proponenti mirano ad abrogare le norme che impongono un sistema di incandidabilità e decadenza automatiche per chi riveste incarichi elettivi a fronte di determinate sentenze anche non definitive di condanna.

Siamo ovviamente consapevoli delle difficoltà che lo strumento referendario manifesta da molti anni e la coltre di silenzio che avvolge questa importante votazione dimostra una preoccupante disaffezione dei cittadini da fondamentali strumenti di partecipazione.

Invitiamo però i modenesi a recarsi al voto perché i temi oggetto dei quesiti riguardano aspetti fondamentali delle loro vite e della vita democratica.

Votando Sì avranno l’occasione irripetibile di lanciare un messaggio forte e chiaro alla politica perché metta mano, senza più infingimenti, alla riforma della Giustizia.

Il Consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux


Al Direttore della Gazzetta di Modena

 
L’Osservatorio dell’Informazione Giudiziaria della Camera Penale di Modena rileva quanto segue: ieri 27 marzo 2022 sulla Gazzetta di Modena nella sezione cronaca è stato pubblicato un articolo relativo all’arresto di un cittadino extracomunitario per un furto di scatolette di tonno presso un supermercato di Castelfranco Emilia (MO).


La pubblicazione dell’articolo on line (e questa mattina nell’edizione cartacea) era corredata di una fotografia che ritraeva la persona in stato di arresto presso il Tribunale con il volto scoperto perfettamente riconoscibile e ciò in palese inosservanza del divieto di diffusione di immagini o fotografie di persone con manette ai polsi in stato di detenzione previsto dalla normativa vigente, oltre che dall’art. 8 del codice Deontologico dei Giornalisti.
Stigmatizziamo questa modalità di speculazione giornalistica finalizzata esclusivamente alla spettacolarizzazione della notizia in violazione della dignità delle persone e, in particolare, di chi si trova
in uno stato di debolezza in quanto privata della libertà personale.


L’Osservatorio, deplorando simili modalità di diffusione di notizie di carattere giudiziario, auspica che in futuro non vengano nuovamente pubblicate fotografie di persone private della libertà personale.


L’Osservatorio sull’informazione giudiziaria della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux