MOSTRA FOTOGRAFICA E DIBATTITI
EX OSPEDALE SANT’AGOSTINO – MODENA

14 SETTEMBRE – 7 OTTOBRE 2018 | ORARI VEN 16.30-20 | SAB 10-20 | DOM 10-20

[ORARI FESTIVALFILOSOFIA VEN 14/9 10-23 SAB 15/9 10-24 DOM 16/9 10-21 ]

INAUGURAZIONE: VENERDI’ 14 SETTEMBRE, ORE 16 | INGRESSO LIBERO

iniziativa della Camera Penale di Modena e della Associazione Porta Aperta

con il patrocinio del Comune di Modena, in occasione del Festvalfilosofia, in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

La Camera Penale di Modena, proprio nell’anno che ha voluto dedicare al tema dell’abuso della custodia cautelare, ha recentemente ottenuto – grazie alla cortesia di Francesco Cocco, fotografo di fama internazionale – la disponibilità di circa 80 stampe fotografiche tratte dal progetto fotografico “Prisons” realizzato a cavallo degli anni 2002-2006, già esposto in contesti di assoluto prestigio ed oggetto di una pubblicazione edita da Logos nell’anno 2006.

Il progetto fotografico risulta tuttavia, ancora oggi, di grande attualità ed offre la opportunità di coniugare l’esigenza di un serio dibattito attorno ai temi del carcere con la potenza visiva di frammenti di vita dimenticata, o semplicemente nascosta agli occhi della società. Di qui la decisione di costruire insieme alla Associazione Porta Aperta un percorso che accompagnasse le immagini struggenti di questo mondo dimenticato a momenti di riflessione e dibattito su diversi aspetti della vita dei detenuti e sui loro diritti. Il tema a cui è dedicato il Festivalfilosofia di quest’anno, quello della verità, ha poi offerto l’opportunità di declinarlo nel modo più naturale possibile.

Le fotografie di Cocco accompagnano il visitatore in un percorso doloroso, quasi incredibile, per chi non abbia mai varcato le soglie di un istituto di pena: una verità inconfessabile, che attraverso gli scatti esposti genera sgomento ed incredulità. Per realizzare il proprio lavoro, il fotografo aveva potuto toccare con mano la realtà di molti istituti penitenziari italiani, immortalando le prigioni di Torino (Lorusso e Cutugno), Milano (Opera – San Vittore), Modena (Sant’Anna), Bologna (Dozza), Prato, Pisa, Trani, Roma (Rebibbia), Palermo (Ucciardone) Messina (Gazzi) Cagliari (Buoncammino) e Alghero. Un lavoro fatto di comprensione, attesa e condivisione di ambienti ristretti e tempi dilatati. Un lungo viaggio che invita a scoprire una condizione umana di privazione, dolore, sofferenza, disagio, ma anche di affetti e speranza.

Le immagini portano il visitatore ad aprire porte inaccessibili, scoprire interminabili e rumorosi corridoi e celle ricolme di oggetti personali che raccontano le vite di persone dimenticate, in attesa. Mostrano ore interminabili e vuote, mostrano nuove amicizie e la forza straordinaria di sottili raggi di sole che alimentano l’anima nei rari sprazzi all’aperto. Stracciano un velo sulla condizione dei bambini che accompagnano le madri nelle loro esperienze detentive e su quella dei detenuti malati. Un vero pugno allo stomaco, che colpisce chi quotidianamente opera nei nostri istituti penitenziari e che, oggi, colpirà il visitatore della esposizione fotografica. Un pugno allo stomaco che doveva offrire l’occasione di discutere di diritti dei detenuti, in tutte le loro declinazioni, con tavole rotonde pensate per parlare a tutti e non solo agli operatori giudiziari e penitenziari.

Ad una manciata di mesi dalla (ennesima) sfumata possibilità di una importante riforma dell’ordinamento penitenziario, tanto attesa, questa mostra offre l’opportunità di riprendere un difficile percorso culturale, con la forza delle parole, certo, ma soprattutto con quella di immagini crude che di parole non hanno alcun bisogno.

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI CULTURALI

VEN 14/9 ore 16 | INAUGURAZIONE

presenta
ROBERTO RICCO | Avvocato – Camera Penale di Modena

VEN 14/9 ore 17 | TAVOLA ROTONDA: “I DIRITTI DEI DETENUTI”

modera
GIANPAOLO RONSISVALLE | Avvocato – Camera Penale di Modena

ne discutono
MAURO PALMA | Garante nazionale dei detenuti
CARLO FIORIO | Ordinario di Procedura Penale – Università di Perugia
CARMELO MUSUMECI | Scrittore

VEN 21/9 ore 17 | TAVOLA ROTONDA: “IL DIRITTO ALLA SALUTE”

modera
NICOLA TRIA | Avvocato – Presidente della Camera Penale di Reggio Emilia

ne discutono
MARCO PELISSERO | Ordinario di Diritto Penale – Università di Torino
MASSIMO RUARO | Docente di Diritto Penitenziario – Università di Genova

VEN 28/9 ore 17 | TAVOLA ROTONDA: “IL DIRITTO ALLA AFFETTIVITA’”

modera
MASSIMO BRIGATI | Avvocato – Presidente della Camera Penale di Piacenza

ne discutono
FABIO GIANFILIPPI | Magistrato di Sorveglianza – Spoleto
MICHELE PASSIONE | Avvocato – Camera Penale di Firenze

VEN 5/10 ore 17 | TAVOLA ROTONDA: “I COSTI SOCIALI DELLA DETENZIONE”

modera
VALENTINA TUCCARI | Avvocato – Presidente della Camera Penale di Parma

ne discutono
FRANCESCA PESCE | Assegnista di ricerca di Diritto Penale – Università di Trento
LUCA BARBARI | Presidente dell’Associazione Porta Aperta

DOM 7/10 ore 10 | DIBATTITO DI CHIUSURA: “L’IMPORTANZA DEL VOLONTARIATO IN CARCERE”

con la partecipazione di
FRANCESCO COCCO | Fotografo

e delle associazioni
CARCERE CITTA’ • C.S.I. • U.I.S.P. • KALIPE
MOVIMENTO PER IL RINNOVAMENTO DELLO SPIRITO

TUTTI I VENERDì, AL TERMINE DELLE TAVOLE ROTONDE,
SEGUIRà L’APERITIVO IN COLLABORAZIONE CON JUTA

L’Osservatorio carcere e magistrato di sorveglianza della Camera penale di Modena auspica che le forze politiche si adoperino efficacemente affinché il provvedimento sulla riforma dell’ordinamento penitenziario sia assegnato alle Commissioni speciali di Camera e Senato.
La riforma dell’ordinamento penitenziario costituisce un atto di civiltà che non può essere vanificato da mere diatribe politiche che fanno leva sul dilagante populismo che cavalca l’onda dell’insicurezza sociale.
La riforma dell’ordinamento non può essere definita come una legge “svuota carceri” o, peggio, “salva ladri”: i decreti sono il frutto del lavoro di illustri giuristi che ad essa, a partire dall’istituzione, nel 2015, degli Stati Generali sull’esecuzione penale, hanno dedicato tempo e risorse; dev’essere, inoltre, evidenziato che la riforma dell’ordinamento penitenziario è stata sollecitata anche dalle istituzioni europee e, quindi, affossarla costituirebbe un atto politico irresponsabile.
Tale riforma costituisce un primo passo verso l’attuazione dell’art. 27 della nostra Costituzione; la pena per essere effettiva dev’essere anche essenzialmente rieducativa, mirare al reinserimento sociale del condannato e, di conseguenza, se tale principio venisse disatteso ne conseguirebbe un grave pregiudizio per la società.
Il detenuto è una persona e, in quanto tale, titolare di diritti inviolabili; è, quindi, un preciso dovere delle istituzioni impedire che i detenuti subiscano trattamenti disumani
e degradanti vivendo la detenzione in situazioni di sovraffollamento, nell’ozio più completo e senza poter svolgere attività lavorative, rieducative e risocializzanti.
La riforma prevede, peraltro, l’eliminazione di automatismi ostativi all’applicazione delle misure alternative alla detenzione, ponendo il detenuto al centro del percorso risocializzante e valorizzando al contempo il ruolo del magistrato di sorveglianza, nonché, inoltre, ha per oggetto obiettivi altrettanto importanti quali la tutela della salute, la socialità, la disciplina interna, i rapporti con la famiglia e l’isolamento.
Va fermamente ribadito, contrariamente a quanto sostenuto da più parti, che più misure alternative alla detenzione comportano più sicurezza per il cittadino e non il contrario!
Le misure alternative alla detenzione costituiscono, infatti, un percorso articolato attraverso il quale il condannato espia la propria pena, restando sottoposto ad una serie di prescrizioni e obblighi e, contrariamente a quanto ritenuto dai non addetti ai lavori, non costituisce mera rimessione in libertà ma permette al condannato un reinserimento graduale nel contesto sociale.
Infatti, costituisce dato statisticamente provato che un più ampio ricorso alle misure alternative alla detenzione garantisce la società dal pericolo di ricaduta nel delitto.
Dev’essere, inoltre, ricordato che anche nella realtà modenese si registrano problematiche di sovraffollamento carcerario: alla data del 31 marzo 2018 il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha registrato 462 presenze a fronte di una capienza regolamentare di 369 posti.
Ormai è prossima la scadenza della legge delega, ragion per cui l’osservatorio della Camera Penale di Modena chiede con grande determinazione che i decreti inviati dal Governo al Parlamento siano posti con urgenza all’esame delle Commissioni speciali e che l’iter legislativo si conclusa prima della scadenza del termine di legge.
L’Osservatorio, con questa prima giornata di astensione, intende, non solo sollecitare ulteriormente le forze politiche affinché la riforma dell’ordinamento penitenziario sia approvata, ma anche sensibilizzare la cittadinanza in ordine all’effettiva positiva portata della riforma.
A tal fine il 2 maggio 2018 dalle 10 alle 13 la Camera Penale di Modena sarà presente in piazza Mazzini a Modena, unitamente ai rappresentanti delle associazioni locali di volontari che si occupano della realtà carceraria.
Modena, li 30 aprile 2018
Osservatorio carcere e magistrato di sorveglianza della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

L’Osservatorio “carcere e magistrato di sorveglianza” in essere presso la Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena manifesta preoccupazione in relazione al ritardo riscontrato nella emanazione del decreto legislativo di riforma dell’attuale ordinamento penitenziario.
La riforma è esito di un percorso lungo, articolato, importante che parte dal 2009 quando l’Italia fu condannata dalla Corte di Strasburgo nel caso Sulejmanovic ed arriva al 2016 agli Stati generali sull’esecuzione della pena – diciotto tavoli di discussione con la partecipazione di operatori penitenziari, accademici, esperti, componenti di associazioni.
Il nuovo testo legislativo, che non risulta ancora definitivamente approvato, reca in sé disposizioni che, almeno in parte, mirano a dare attuazione al principio costituzionale che attribuisce alla pena la funzione rieducativa, con lo scopo di garantire il reinserimento sociale del condannato ed evitarne la reiterazione criminosa.
E’ a tale finalità che risulta ispirata la riforma penitenziaria che ha ampliato le possibilità di accesso alle misure alternative alla detenzione,  esemplificandone le procedure di applicazione ed mutando in parte il testo dell’art. 4 bis dell’ordinamento penitenziario nella parte in cui vieta la concessione dei benefici ad una ampia categoria di detenuti autori di determinati reati.
Doveroso ricordare che il testo del decreto, come previsto dalla legge delega, ha mantenuto inalterato il divieto di concessione delle misure alternative al carcere ai condannati per delitti di particolare allarme sociale quali quelli di in materia di terrorismo e di criminalità organizzata di stampo mafioso.
Le commissioni giustizia di Camera e Senato hanno sollevato numerose osservazioni ed avanzato molteplici richieste di modifica che, qualora  ricevessero accoglimento, snaturerebbero il nuovo impianto legislativo, distaccandone il contenuto dai principi regolatori di natura costituzionale che ne hanno ispirato la redazione.
Il Governo, secondo quanto disposto dalla legge delega, non è obbligato a recepire le osservazioni formulate delle commissioni parlamentari dovendo, in tal caso, trasmettere i testi alle Camere con le proprie motivazioni. Entro il termine di dieci giorni dovranno essere espressi i pareri delle Commissioni parlamentari, decorso tale termine il Governo potrà emanare il decreto.
Si tratta di uno slittamento temporale tutt’altro che irrilevante, in quanto rischia in concreto di escludere la definitiva approvazione del decreto legislativo prima delle prossime elezioni politiche.
Se ciò accadesse, risulterebbero del tutto vani il lavoro e l’impegno per anni profusi per l’attuazione della riforma penitenziaria, a cui tanta abnegazione hanno dedicato gli addetti ai lavori.
Per tali ragioni, l’Osservatorio “carcere e magistrato di sorveglianza” in essere presso la Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena condivide gli appelli già sollevati da più parti, finalizzati alla immediata approvazione del decreto legislativo di riforma dell’ordinamento penitenziario senza l’apposizione di ulteriori modifiche.
L’Osservatorio aderisce pertanto alle iniziative che la Giunta dell’Unione intenderà intraprendere per richiedere al Governo la sollecita approvazione definitiva della riforma nel suo testo già posto al vaglio del Consiglio dei Ministri, cercando in tal modo di porre un immediato freno al fenomeno del sovraffollamento carcerario.
Anche nella realtà modenese si registra un sovrannumero di detenuti, 482 presenze al 31.1.2018, a fronte di una capienza regolamentare di 369 posti.
Il sistema penitenziario italiano ha bisogno di questa riforma per poter rispondere in maniera più adeguata ai cambiamenti occorsi nella società negli ultimi decenni e mettere in risalto la risocializzazione del condannato. È infatti noto che l’applicazione dei benefici penitenziari abbatte la percentuale di recidiva.
Investire nelle misure alternative – rieducando, non castigando- vuol dire prevenire la commissione di ulteriori reati.

Osservatorio “carcere e magistrato di sorveglianza”
della Camera Penale di Modena “Carl’Alberto Perroux”

Di seguito, l’articolo de “Il Resto del Carlino” in cui si affronta il tema della gravissima e perdurante carenza di personale amministrativo ed organico dell’Ufficio del Magistrato di Sorveglianza di Modena, che crea una situazione di disagi oramai divenuta insostenibile per gli avvocati, ripercuotendosi – inevitabilmente – sui detenuti.

Nell’articolo de “La Pressa” si riporta l’appello della Camera Penale Carl’ Alberto Perroux sui forti disagi, conseguenza delle gravissime carenze organiche dell’Ufficio di Sorveglianza.

Di seguito, l’articolo completo su “LaPressa.it“.

articoloLaPressa