Il servizio di Sky Tg24 sull’iniziativa realizzata dalla Camera Penale di Modena in occasione della IV Edizione del Festival Giustizia Penale
Il servizio di Sky Tg24 sull’iniziativa realizzata dalla Camera Penale di Modena in occasione della IV Edizione del Festival Giustizia Penale
La Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux apprende con vivo dolore la notizia del recente ed improvviso decesso di un uomo ristretto all’interno della Casa Circondariale Sant’Anna di Modena.
Confidando nel solerte impegno della magistratura requirente nello svolgimento dei necessari approfondimenti investigativi volti all’accertamento delle cause e delle ragioni del decesso, suscita tuttavia particolare preoccupazione la circostanza che la tragedia, ancora una volta, abbia riguardato un soggetto in attesa di giudizio ed in stato di custodia cautelare.
In attesa di certezze, vengono purtroppo alla mente gli 84 casi di suicidio che nell’anno 2022 hanno funestato le realtà carcerarie nazionali ed, ancora una volta, si pone in rilievo la preminente necessità di tutela dei diritti fondamentali della persona all’interno dei luoghi di reclusione comunque denominati, valorizzandone al contempo la missione rieducativa e risocializzante, costituzionalmente prevista.
Da tale punto di vista la Camera Penale di Modena rimarca la propria soddisfazione per l’avvenuta istituzione ad opera del Consiglio Comunale di Modena del Garante comunale dei diritti delle persone private o limitate della libertà personale.
Si tratta infatti di una fondamentale figura di raccordo tra tutti i soggetti a vario titoli privati della libertà personale ed in ogni sede ristretti e la società civile con il compito di promuovere ogni possibile iniziativa volta al reintegro sociale dei predetti, in modo da superare, in continuo dialogo e cooperazione con le istituzioni carcerarie, la visione carcero-centrica della giustizia penale italiana.
(Il consiglio direttivo e l’osservatorio carcere della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux)
Il consiglio direttivo della Camera Penale di Modena esprime la massima preoccupazione per le notizie apparse sulla stampa locale in relazione alle condizioni dei detenuti e degli operatori del Carcere di Sant’Anna in questo periodo caratterizzato da un caldo estremo.
La cronica inadeguatezza dell’edilizia penitenziaria finisce troppo spesso per infliggere una “doppia pena” ai detenuti e condizioni di lavoro insopportabili per gli agenti della Polizia Penitenziaria.
In seguito alla tristemente nota rivolta nel carcere modenese, seppure vi sia stato uno sforzo per ripristinare la funzionalità dell’istituto, sono mancati interventi mirati – come purtroppo avviene nella maggior parte delle strutture del paese – per rendere ancor più vivibile la struttura.
In attesa della definitiva creazione della figura del Garante comunale dei detenuti, gli avvocati penalisti modenesi avanzeranno alla direzione del carcere la richiesta di aprire un tavolo di confronto, aperto anche alle associazioni dei volontari, per verificare la situazione attuale e individuare le possibili soluzioni, con la consapevolezza della necessità di evitare che la pur minima situazione di carattere eccezionale possa nuocere alla salute dei detenuti.
Al Direttore della Gazzetta di Modena
L’Osservatorio dell’Informazione Giudiziaria della Camera Penale di Modena rileva quanto segue: ieri 27 marzo 2022 sulla Gazzetta di Modena nella sezione cronaca è stato pubblicato un articolo relativo all’arresto di un cittadino extracomunitario per un furto di scatolette di tonno presso un supermercato di Castelfranco Emilia (MO).
La pubblicazione dell’articolo on line (e questa mattina nell’edizione cartacea) era corredata di una fotografia che ritraeva la persona in stato di arresto presso il Tribunale con il volto scoperto perfettamente riconoscibile e ciò in palese inosservanza del divieto di diffusione di immagini o fotografie di persone con manette ai polsi in stato di detenzione previsto dalla normativa vigente, oltre che dall’art. 8 del codice Deontologico dei Giornalisti.
Stigmatizziamo questa modalità di speculazione giornalistica finalizzata esclusivamente alla spettacolarizzazione della notizia in violazione della dignità delle persone e, in particolare, di chi si trova
in uno stato di debolezza in quanto privata della libertà personale.
L’Osservatorio, deplorando simili modalità di diffusione di notizie di carattere giudiziario, auspica che in futuro non vengano nuovamente pubblicate fotografie di persone private della libertà personale.
L’Osservatorio sull’informazione giudiziaria della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux
GLI AVVOCATI ESPRIMONO GRANDE PREOCCUPAZIONE PER LE GRAVI CARENZE ORGANICHE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, CHE DEVONO ESSERE REINTEGRATE PER GARANTIRE LO SVOLGIMENTO DEI PROCEDIMENTI PENALI IN TEMPI RAGIONEVOLI.
Gli Avvocati modenesi esprimono la massima preoccupazione per l’attuale situazione della Procura della Repubblica, le cui già note carenze organiche sono ulteriormente aggravate a seguito del pensionamento della Dott.ssa Maria Angela Sighicelli.
Ad oggi, dunque, il numero di Sostituti Procuratori della Procura della Repubblica risulta gravemente ridotto, risultandone effettivamente in servizio solo sette su dodici, con una scopertura di organico che ha ormai superato largamente il 40%.
Al contrario di quanto trapelato sui quotidiani pochi giorni orsono, la soluzione è tuttavia ancora lontana: il previsto trasferimento a Modena di due sostituti procuratori, infatti, è stato congelato dal Consiglio Superiore della Magistratura per almeno sei mesi. L’arrivo dei nuovi magistrati non basterebbe comunque a coprire la pianta organica che è già di per sé insufficiente.
Come se non bastasse, la situazione è ulteriormente aggravata dalla recente riduzione a soli otto contro i sedici previsti del numero dei Vice Procuratori onorari in servizio e l’altrettanto grave scopertura del personale amministrativo che oggi vede ben undici posti vacanti a fronte dei 45 previsti.
Ogni anno a Modena vengono iscritte ben oltre diecimila notizie di reato contro soggetti noti, che si aggiungono alle altre relative a soggetti ignoti ed alle notizie di fatti non costituenti reato: solo questo dato è sufficiente a spiegare plasticamente la assoluta necessità di ripristinare rapidamente l’organico della Procura.
La situazione allarma gli Avvocati perché rischia di comprimere gravemente il diritto dei cittadini – che siano sottoposti ad indagini preliminari o che siano vittime di reati – di ottenere una rapida definizione dei procedimenti penali che li riguardano in ossequio al principio costituzionale della ragionevole durata del processo.
Il rischio tangibile è quello di disperdere i risultati che la virtuosa ed efficace collaborazione fra avvocatura e magistratura hanno permesso di conseguire per il “sistema giustizia” modenese nel periodo di emergenza pandemica, che stiamo faticosamente lasciando alle spalle.
Il pieno recupero dell’efficienza dei servizi e il recupero dei tempi del processo sono la migliore garanzia di tutela dei diritti del cittadino, parte del processo, ma l’obiettivo non è raggiungibile se la Procura della Repubblica, primo motore dell’indagine penale, non è in grado di sostenerne lo sforzo, per la grave carenza di organico dei ruoli degli inquirenti, Sostituti Procuratori e Vice Procuratori onorari, e personale di segreteria.
Da tempo la Camera Penale di Modena, sostenuta dal COA, insieme alle altre dell’Emilia-Romagna aveva peraltro segnalato al CSM la necessità di integrare le piante organiche della Procura per garantire il regolare corso della giustizia, senza tuttavia ricevere risposte significative.
Gli Avvocati tutti auspicano dunque che il CSM provveda quanto prima al ripristino delle piante organiche attualmente previste, quantomeno disponendo l’immediato trasferimento dei due magistrati vincitori di concorso per il ruolo di sostituti procuratori modenesi.
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena
Il Consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux
GLI AVVOCATI PENALISTI SODDISFATTI PER L’APPROVAZIONE A LARGHISSIMA MAGGIORANZA DELL’ORDINE DEL GIORNO PER L’ISTITUZIONE DEL GARANTE DELLE PERSONE PRIVATE DELLA LIBERTA’ PERSONALE IN CONSIGLIO COMUNALE A MODENA.
Gli Avvocati Penalisti hanno seguito con il massimo interesse il dibattito che si è svolto nella giornata di ieri in Consiglio Comunale a Modena ed esprimono la massima soddisfazione per l’approvazione dell’Ordine del giorno che impegna la Giunta alla creazione della figura del Garante delle persone private della libertà personale anche a livello locale.
La circostanza che l’Ordine del giorno abbia raccolto un consenso trasversale e pressoché unanime, rappresenta senza ombra di dubbio il segno di una scelta di campo della Città di Modena a tutela di soggetti deboli, che di certo meritano attenzione da parte delle istituzioni e della cittadinanza.
Allo stesso modo, l’individuazione di un percorso partecipato, con tempi definiti, che vedrà coinvolto il mondo associazionistico che opera in carcere sarà di certo l’occasione per raccogliere i contributi necessari alla definizione dei confini di intervento e delle dotazioni necessarie a dare la massima concretezza a questa importante e tanto attesa figura.
Il Consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux
Gli Avvocati Penalisti soddisfatti dall’avvio del dibattito sulla figura del Garante delle persone private della libertà personale in Consiglio Comunale a Modena e auspicano un percorso rapido e condiviso.
Gli Avvocati Penalisti apprendono con soddisfazione che si stia finalmente avviando un concreto dibattito in seno al Consiglio Comunale di Modena per l’istituzione della figura del Garante delle persone private della libertà personale.
Ad appena due giorni di distanza dal loro accorato appello per l’istituzione di una importante figura di vigilanza sul rispetto dei diritti delle persone ristrette, i penalisti hanno infatti appreso della presentazione di un apprezzabile ordine del giorno volto a dare risposta a questa esigenza.
Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Modena auspica che il percorso consiliare possa portare rapidamente a questo importante risultato con un’ampia convergenza da parte di tutti i gruppi politici, perché la tutela di soggetti deboli possa essere patrimonio di tutta la cittadinanza che ha potuto conoscere il difficile mondo del carcere anche grazie ad importanti iniziative realizzate in Città nel corso degli anni.
Il Consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux