Il Consiglio Direttivo della Camera Penale ha incontrato questa mattina il Comandante della Polizia Penitenziaria.
È stato ripristinato il controllo dell’Istituto ed è pienamente garantita l’assistenza sanitaria a tutti i detenuti ancora presenti in loco.
Continuano i trasferimenti dei detenuti presso altri Istituti. Degli stessi continuerà ad essere dato atto in tempo reale presso il DAP affinché i relativi difensori possano conoscere i nuovi luoghi di detenzione.
È data ai detenuti ancora presenti in loco la possibilità di colloquiare via filo con i familiari, con l’unica limitazione data dall’impossibilità tecnica relativa ad un unico reparto.
È confermato un unico caso di Coronavirus già accettato nella giornata di domenica mattina allorquando la Direzione dell’Istituto e la competente Autorità Sanitaria sono state tempestivamente informate da parte del Comandante della Polizia Penitenziaria. Il detenuto risultato positivo al tampone – già in isolamento precauzionale da alcuni giorni – è stato prontamente ricoverato presso il Reparto di Malattie Infettive del locale Policlinico e le Autorità Sanitarie hanno tempestivamente iniziato la ricostruzione della catena – ciò fin da prima del l’anzidetto ricovero -.

Consiglio Direttivo e Osservatorio Carcere e Magistrato di Sorveglianza hanno appena incontrato i Magistrati di Sorveglianza e il Comandante della Polizia Penitenziaria.

Allo stato i detenuti deceduti in conseguenza degli accadimenti risultano essere sei. Le visite mediche espletate nell’immediatezza escludono ferite da arma da taglio. Non si possono escludere episodi di colluttazione tra detenuti. Sono stati sottratti alle strutture infermieristiche ingenti quantitativi di farmaci stupefacenti e psicotropi che potrebbero avere causato i decessi.

Allo stato non risultano feriti gravi tra gli agenti della Polizia Penitenziaria e tutte le persone che, in conseguenza degli accadimenti, necessitavano di cure sono state prontamente trasferite all’esterno onde assicurare le stesse. E’ stato ristabilito il controllo delle aree strategiche dell’istituto penitenziario. L’attuale situazione di sostanziale inservibilità di tutti i servizi essenziali propri della struttura imporrà l’immediato trasferimento presso altri istituti di tutti i detenuti già nelle prossime ore.
I trasferimenti, una volta completati, saranno comunicati dal locale Consiglio dell’ordine degli Avvocati direttamente ai difensori di tutti gli interessati, che alla luce dell’intervenuta dispersione della documentazione matricolare, sono fin d’ora invitati a confermare/formalizzare la nomina del proprio difensore all’atto dell’ingresso presso le nuove strutture penitenziarie.

L’impossibilità di ricostruire documentalmente i rapporti familiari per l’essere stato incendiato l’ufficio matricola e con esso la documentazione ivi contenuta, farà sì che tutte le notizie saranno date direttamente ai difensori dei diretti interessati.

La Polizia Penitenziaria rappresenta la ferma volontà di ricondurre a totale normalità la situazione tramite assoluta ragionevolezza e senza uso della forza.

Pubblichiamo lettera aperta del Presidente a seguito della pubblicazione degli articoli di stampa in tema di proclamazione dello stato di agitazione.
 
Gentili Colleghi,
letti i giornali, anche a seguito di richieste di chiarimento pervenutemi in queste ore, anche da parte di soggetti istituzionali e anche da parte di colleghi non soci, sono con la presente a significare quanto segue.
La linea politica della camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux – soggetto non istituzionale -, così come pubblicata da parte del consiglio direttivo della stessa, è unicamente quella compendiata nei documenti ufficiali a firma camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux così come notificati alle competenti autorità e comunicati ai soci.
 
Questo, in sintesi, il concetto: premesso che la camera penale opera in difesa dei diritti dell’avvocatura e, dunque, anche in difesa del diritto alla salute d’ogni singolo professionista, il tema è: siamo esercenti una professione di pubblica necessità.
Se, previa verifica dell’effettiva sussistenza delle necessarie condizioni igienico-sanitarie proprie delle strutture – abbiamo già iniziato a ragionare anche su questo primario tema -, l’ospedale del diritto deve restare aperto, resti aperto.
 
Ma, finché si celebrano i processi, li si celebri secondo le regole e sulla base di tutte le garanzie proprie del codice di procedura penale, nonché nella piena operatività di segreterie e cancellerie. In difetto, si sospendano le attività e le si riassumano unicamente allorquando vi saranno tutte – tutte – le condizioni necessarie affinché le stesse possano essere esperite garantendo la salute di tutti gli operatori del settore – avvocati compresi -, nonché in modo corretto. Di qui il proclamato stato d’agitazione e le conseguenti, eventuali e ulteriori iniziative di protesta già anticipate. Ogni altra dichiarazione/posizione/iniziativa si deve intendere assunta a mero titolo personale.
Tanto sarà mia cura rappresentare agli anzidetti soggetti istituzionali e agli organi di stampa tutti.
Cordiali saluti.
Guido Sola

Pubblichiamo la delibera di proclamazione dello stato di agitazione.

Appare evidente il contrasto tra disposizioni volte alla ordinaria prosecuzione della attività di udienza nel Tribunale di Modena e le disposizioni volte a limitare gli accessi alle cancellerie.

Se il Tribunale è luogo sicuro, allora riprendano regolarmente TUTTE le attività, comprese quelle di cancelleria, pena la compressione del diritto di difesa.

Pubblichiamo per opportuna conoscenza l’istanza che il Consiglio Direttivo della Camera Penale ha appena inoltrato al Presidente del Tribunale di Modena , chiedendo di sospendere le attività giudiziarie non urgenti per contenere i rischi degli operatori connessi all’emergenza coronavirus.