I romanzi postumi di Vittorio Rossi saranno presentati domenica 13 ottobre 2019, alle ore 16 presso Palazzo Borsari a Finale Emilia.

Una bella iniziativa del Comune di Finale Emilia, alla quale la Camera Penale di Modena parteciperà donando copie dei volumi ai partecipanti.

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La Camera Penale sui media.
Il servizio del Resto del Carlino sulla visita alla Casa Circondariale di Modena.
La Camera Penale di Modena aderisce all’iniziativa “Ferragosto in carcere”, promossa dal Partito Radicale, Radio Radicale e dall’Unione delle Camere Penali con il proprio Osservatorio Carcere.
Domani mattina, dunque, una delegazione farà visita alla Casa Circondariale di Modena per sensibilizzare la cittadinanza sulle difficili condizioni di vita dei detenuti: sovraffollamento, precarietà delle condizioni igienico-sanitarie, inadeguatezza dei locali adibiti ai colloqui con i familiari, difficoltà nell’accesso al lavoro.
Ancora una volta intendiamo riportare l’attenzione sulla necessità di una svolta in materia di esecuzione penale, sulla inadeguatezza dell’attuale sistema esecutivo e delle strutture ad esso adibite.
Anche la Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux aderisce alla giornata di astensione indetta dall’unione delle camere penali italiane.
A livello locale il problema del sovraffollamento può definirsi cronico: alla data del 30.6.2019 presso la Casa Circondariale di Modena vi erano 492 detenuti su 369 posti regolamentari, un sovraffollamento pari al 33,3%.
Vi aspettiamo per l’evento di mezz’estate.
Venerdì 12 luglio nella stupenda cornice del museo Enzo Ferrari MEF di Modena.
 
PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
AISM MODENA 059.393093 – aismmodena@aism.it
CAMERA PENALE DI MODENA CARL’ALBERTO PERROUX 351.9977793 – info@camerapenaledimodena.it

COMUNICATO STAMPA

I PENALISTI MODENESI SULLE DIMISSIONI DI MONSIGNOR FRANCESCO CAVINA E SUGLI EFFETTI DISTORSIVI DELLA PUBBLICAZIONE DI ATTI DI INDAGINE COPERTI DA SEGRETO INVESTIGATIVO.

Abbiamo letto con rammarico delle dimissioni annunciate dal Vescovo di Carpi Monsignor Francesco Cavina e – pur non volendo, ovviamente, entrare nel merito di decisioni sue personali e proprie delle istituzioni ecclesiali – riteniamo opportuno osservare come ancora una volta la pubblicazione di atti giudiziari coperti, in teoria, dal segreto investigativo abbia dispiegato effetti distorsivi e fortemente lesivi della dignità delle persone.
Monsignor Cavina, con un atto di coraggio, ha annunciato le proprie dimissioni evidenziando di essere stato oggetto di indebite violazioni istruttorie, lamentando come una “intera indagine si è contraddistinta per una diffusione mediatica, in tempo reale, di parte dell’attività degli inquirenti, anche quando si versava in pieno segreto istruttorio. Si è arrivati a pubblicare anche il contenuto di telefonate legate al mio ministero sacerdotale ed episcopale.
Il riferimento è al profluvio di pubblicazioni di stralci di atti polizia giudiziaria e di conversazioni, nella maggior parte dei casi attinenti fatti irrilevanti a fini investigativi, apparse su organi di informazione locale e nazionale e riguardanti una indagine in corso su fatti avvenuti nel Comune di Carpi.
Monsignor Cavina, la cui posizione a quanto consta era stata prontamente archiviata dalla Autorità Giudiziaria per insussistenza del fatto, aveva dovuto essere sottoposto a quella che lui stesso definisce una vera e propria “gogna mediatica” anche dopo la archiviazione.
Sono dunque sotto gli occhi di tutti i gravi effetti della violazione del segreto istruttorio essendo stati oggetto di pubblicazione sui mezzi di informazione, atti relativi a fatti del tutto irrilevanti a fini istruttori con una evidente lesione dei diritti del Vescovo e, anche, dei fedeli che confidavano nel segreto delle conversazioni con il proprio riferimento religioso.
Ciò che davvero stupisce è che, ancora una volta, vi siano state violazioni del segreto istruttorio e che, ancora una volta, queste fughe di notizie abbiano coinvolto persone estranee alle indagini e che, comunque, abbiano riguardato atti investigativi che per loro natura avrebbero dovuto rimanere segreti anche e soprattutto a garanzia della presunzione di innocenza dovuta a tutti i soggetti coinvolti in tale fase procedimentale.
Da molto tempo gli avvocati penalisti denunciano la gravità di simili propalazioni, che incidono fortemente sulla vita dei diretti interessati, distorcendone l’immagine e determinando convinzioni che spesso si rivelano errate nella opinione pubblica.
Ancor peggio, si corre quotidianamente il rischio che le indagini possano essere adoperate per colpire persone in vista e che la stampa possa, anche inconsapevolmente, diventare il veicolo di simili aggressioni.

Il rischio è che le dimissioni di Monsignor Francesco Cavina rappresentino il frutto avvelenato della scarsa vigilanza sul mantenimento del segreto sugli atti di indagine e, proprio in tale ottica, ci auguriamo che l’autorità giudiziaria possa individuare i responsabili di tali gravi violazioni.

L’Osservatorio sulla informazione giudiziaria
della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

In occasione del termine dell’anno scolastico per i ragazzi delle scuole medie superiori, proponiamo la clip relativa all’iniziativa “Lo spettacolo della Giustizia” tenutasi lo scorso sabato 25 maggio.