Anche per quest’anno saremo lieti di collaborare al cartellone dell’importante evento internazionale Festivalfilosofia che si terrà a Modena dal 13 al 15 settembre 2019.
Il tema dell’anno sarà PERSONA.
Anche per quest’anno saremo lieti di collaborare al cartellone dell’importante evento internazionale Festivalfilosofia che si terrà a Modena dal 13 al 15 settembre 2019.
Il tema dell’anno sarà PERSONA.
Anche la Camera Penale di Modena (al minuto 2.47) a sostegno delle iniziative della giunta in vista del tavolo sulla riforma sul processo penale.
I
l week end inaugurale di mostra chiude con 2.855 visitatori.
Ciò che ci rende più orgogliosi è l’aver visto tante persone stupite dalla scoperta di un mondo nascosto e la maturazione in loro di una nuova consapevolezza.
La mostra prosegue fino al 7 ottobre con le sue tavole rotonde. Vi aspettiamo anche a questi importanti momenti ti di riflessione.

È mancato oggi l’Avvocato Vittorio Rossi, fondatore della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena.
Meno di due settimane fa, nel corso del ventennale della sua camera penale (intitolata al suo maestro) all’Avvocato Rossi ne era stata attribuita la carica di presidente onorario. L’avvocato Vittorio Rossi ha amato la sua toga in modo intransigente e ha fatto in modo che molti altri avvocati imparassero questo amore e questa passione. Il diritto di difesa era – per lui liberale convinto – inalienabile e non suscettibile di alcuna rinuncia da parte di chi indossava la nostra toga. La deontologia del penalista – di cui tante volte fu chiamato a parlare da altre Camere Penali – era la base, irrinunciabile, di ogni scelta difensiva.
Sorprendente la sua capacità di leggere i processi nella loro complessità, riuscendo a renderne semplice e mai banale la comprensione.
Sempre pronto a guidare i più giovani in decisioni difficili e ad avere con loro un confronto “alla pari”, anche se poi l’ultima parola era la sua.
Fortemente convinto delle proprie idee, non è mai stato uomo di compromessi, esprimendole con forza e talvolta con ruvidità, spesso con battute fulminanti.
Uomo di straordinaria curiosità e vivacità intellettuale, grande appassionato del rugby e dei cavalli, era figlio di Finale Emilia cui era stretto da un legame quasi viscerale.
Lascia la moglie Rossana e i figli Giovanni e Umberto, che lo ha seguito nella professione.
Lascia in tutti noi un vuoto incolmabile.
In occasione della festa per il ventesimo anniversario della fondazione della nostra Camera Penale, il Consiglio Direttivo ha inteso conferire all’Avv. Vittorio Rossi la Presidenza Onoraria della associazione per l’indipendenza, l’entusiasmo e la passione sempre profusi in difesa delle nostre idee di libertà.
Modena, 13 aprile 2018
Egr. Sig.
Paolo Bonacini
Egregio Signor Paolo Bonacini,
Le trasmetto la locandina dell’evento formativo organizzato dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Fondazione Giornalisti dell’Emilia Romagna in collaborazione con “Associazione Viceversa”, che si terrà il giorno 19 aprile prossimo, auspicando che possa e voglia partecipare.
La rassicuro: come potrà constatare non sono tra i relatori. Avevo dato la mia disponibilità ma ho ritenuto opportuno declinare l’invito, onde evitare imbarazzi agli organizzatori e spegnere le polemiche sorte all’interno delle associazioni e delle istituzioni dei giornalisti, dopo i Suoi articoli apparsi sul quotidiano on line “Il Fatto Quotidiano” il 30 gennaio e, con specifico riferimento alla mia partecipazione al convegno quale relatore, il 4 aprile.
Se parteciperà comprenderà le reali motivazioni dell’istituzione degli Osservatori sull’informazione giudiziaria da parte dell’Unione delle Camere Penali e di alcune Camere Penali, fra le quali quella modenese. Motivazioni ben diverse da quelle che Lei ed altri giornalisti aveTe fatto intendere ai Vostri lettori.
Nessuna intenzione di limitare il diritto di informazione che anzi noi avvocati delle Camere Penali abbiamo sempre difeso e continueremo a difendere.
Compito e finalità degli Osservatori sono lo studio, insieme con magistrati, giornalisti ed esperti, degli eventuali effetti distorsivi e dei condizionamenti che il processo penale può subire con l’anticipazione di atti d’indagine coperti dal segreto istruttorio e con la pubblicazione di articoli che quasi sempre enfatizzano le tesi accusatorie, ignorando la presunzione d’innocenza e trasformando l’informazione di garanzia in una anticipata condanna.
Non credo possa ignorare che Le distorsioni del cosiddetto “circo mediatico-giudiziario” sono da tempo oggetto di studi e di critiche anche da parte di illustri magistrati (penso al dottor Giovanni Canzio, già Presidente della Corte di Cassazione), da studiosi di altre discipline ed anche da Suoi colleghi.
Perché noi avvocati penalisti, che difendiamo quotidianamente i diritti degli imputati (aimè di tutti gli imputati anche quelli accusati per i più gravi reati), e per questo siamo testimoni dei danni che queste distorsioni provocano ai nostri assistiti ed al processo, non possiamo tentare di difendere la “cultura“ delle garanzie da coloro che violano le regole processuali e da chi preferisce celebrare i processi fuori dalle aule dei Tribunali ?
Veda, al Suo primo articolo ho ritenuto – forse a torto – di non replicare, per tentare di smorzare una polemica che ritenevo frutto di una consapevole manipolazione del contenuto di un comunicato con il quale ci si limitava a rendere noto la costituzione dell’Osservatorio. Il contenuto di quel comunicato non poteva lasciare dubbi sulle finalità dell’iniziativa e solo chi è prevenuto poteva interpretarlo così come lo ha interpretato Lei.
Ma leggendo il secondo articolo – quello del 4 aprile – mi è sorto il dubbio che Lei sia veramente convinto di ciò che scrive e cioè che il difensore debba essere identificato con l’imputato stesso, anche quando si toglie la toga, tanto da essere connotato come “il legale del boss”, così come mi ha etichettato un Suo collega.
E’ grave che un giornalista, che dovrebbe dare un’informazione corretta, libera ed indipendente, non condivida la cultura dei principi del “Giusto processo”, del diritto di difesa e della presunzione di innocenza.
Ritengo infatti che il Giornalista non solo debba fornire un’informazione corretta ma anche “fare cultura”.
Equiparare, come Lei ha fatto, la figura dell’imputato a quella dell’avvocato che lo assiste, incrementa un giustizialismo sempre più diffuso.
Identificare le funzioni dell’Osservatorio come un attacco alla libertà d’informazione, sottende una logica corporativa e lobbistica dove le parti sono necessariamente contrapposte.
Sarebbero piuttosto auspicabili – come noi avvocati auspichiamo – un confronto ed una collaborazione che permettano ad entrambe le categorie professionali un arricchimento, in modo tale che la libertà d’informazione ed il diritto di difesa non siano minacciati ma anzi rafforzati.
E’ con questo spirito costruttivo che avevo accettato di partecipare al convegno. Io, così come i miei colleghi siamo sempre disponibili ad un confronto sui temi che stanno a cuore ad entrambe le nostre professioni
Tanto ritenevo di doverLe far presente .
Le porgo i miei saluti
Avv. Alessandro Sivelli
La Camera Penale sui media.
Di seguito, l’articolo pubblicato oggi da Il resto del Carlino sull’evento di formazione dal titolo “Criminalità organizzata e terrorismo: tra prevenzione, repressione e diritti di libertà”, organizzato domani dalle ore 9 alle
ore 12 presso la Camera di Commercio di Modena, nel quale interverranno il Generale Mario Mori, il Colonnello Giuseppe De Donno, intervistati dall’Avvocato Giulia Merlo, giornalista de Il Dubbio.
E’ convocata per venerdì 2 marzo 2018, ore 9,30 presso l’aula 5 (ex aula E) del Tribunale, l’assemblea degli iscritti alla Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena, con all’ordine del giorno questioni di particolare rilevanza come le decisioni in merito allo stato di agitazione indetto in relazione alla gestione delle pratiche di gratuito patrocinio ed eventuale proclamazione di astensione locale, la presentazione delle iniziative per la celebrazione del ventennale della nostra camera penale oltre che gli altri temi.
A “Faccia a Faccia”, negli studi di TVQUI, l’intervista all’avv. Alessandro Sivelli, referente dell’Osservatorio sull’informazione giudiziaria della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena, il quale ha affrontato la tematica dell’equilibrio tra diritto di cronaca e garantismo.
Di seguito, il video dell’intervista integrale.