E’ convocata per il giorno 12 aprile 2017, alle ore 9,30, presso l’aula E del Tribunale, l’assemblea degli iscritti alla Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena, con il seguente ordine del giorno:

1) astensione collettiva dalle udienze e da ogni attività giudiziaria per protestare contro il d.d.l. in materia di riforma del processo penale;

2) elezioni dei membri che competono all’assemblea di:

– osservatorio “carcere e magistrato di sorveglianza”;

– osservatorio “patrocinio a spese dello Stato”;

– osservatorio “Progetto M.I.U.R.-camera penale nelle scuole”.

L’assemblea dovrà eleggere due membri per ciascun osservatorio, sarebbe opportuno che le candidature venissero avanzate a mezzo mail da inviare alla mailing list: mailinglist@camerapenaledimodena.it. Ciò consentirebbe agli iscritti di meglio valutare le candidature.

3) nomina di un membro dell’organismo di controllo ai sensi dell’art. 14, comma 2, dello Statuto;

4) approvazione del programma di lavoro stabilito dal consiglio direttivo, art. 6, comma 2 lett. b) dello Statuto, così come esposto nel verbale dell’ultimo direttivo;

3) dibattito.

Il Senato della Repubblica ha approvato, in sostanziale assenza di dibattito parlamentare e mediante apposizione del voto di fiducia, il disegno di legge n.2067 che porta riforma del Codice Penale, del Codice di Procedura Penale
e della Legge d’Ordinamento Penitenziario.

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In occasione della astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria proclamata per i giorni 20-24 marzo 2017, la Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux sarà impegnata venerdì 24 marzo in diverse iniziative rivolte agli Iscritti ed altre rivolte ai Cittadini.
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L’Assemblea degli iscritti è convocata per il giorno 24 marzo 2017, ore 12 presso l’Aula E del Tribunale.

 

come a voi tutti è noto la Giunta dell’Unione ha deliberato l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale nei giorni 20, 21, 22, 23, 24 marzo 2017.

Il tema sotteso all’astensione è oltremodo spinoso e lesivo dei diritti fondamentali, posto che il disegno di legge su cui il Governo si appresta a porre la questione di fiducia avrà un fortissimo impatto sull’intero sistema del processo penale.

 

SI COMUNICA CHE IL TERMINE DI ISCRIZIONE AL CORSO PER LA FORMAZIONE ALL’ESERCIZIO DELLA FUNZIONE DIFENSIVA PENALE PER GLI ANNI 2017/2018 E’ PROROGATO

AL 13 MARZO 2017

E’ con estrema preoccupazione che la camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux registra la presenza sulla stampa locale di articoli dal titolo «Modena: boom di arresti, ma solo 1 su 4 resta in cella» (Gazzetta di Modena) e «Polizia, 38 arresti in due mesi. Ma solo dieci restano in carcere» (Il Resto del Carlino).
A prescindere dal merito delle singole vicende processuali ivi implicitamente menzionate – che la camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux non intende commentare né in chiave sostanziale né in chiave procedimentale -, non appare invero accettabile che illustri rappresentanti delle forze dell’ordine – e, in particolare, della polizia di Stato – parlino espressamente di «sistema nazionale troppo garantista» che «scarcer[erebbe]» ingiustamente chi viene tratto in arresto dagli agenti.
A dover essere stigmatizzato con forza, infatti, non può e non deve mai essere il (preteso) eccesso di garanzie, ma l’effettivo difetto delle stesse che, sovente, ancora oggi si registra a livello di diritto vivente.
Sotto altro profilo, va osservato che, nell’ambito d’un sistema processuale improntato alla presunzione d’innocenza prevista dall’art. 27 Cost., la regola, nelle more della celebrazione del processo penale, è la libertà e la custodia cautelare in carcere è (stretta) eccezione.
Rammarica constatare – non v’è dubbio in proposito – che la mancata tutela delle vittime di gravi delitti quali quelli implicitamente menzionati negli anzidetti articoli dipenda spesso dalla lentezza propria della giustizia italiana, sovente incapace di processare e punire, in tempi ragionevoli, chi di consimili gravi delitti si sia effettivamente macchiato.
Ma ciò non può e non deve autorizzare nessuno – men che meno illustri rappresentanti delle forze dell’ordine – ad abdicare a quella cultura garantista da sempre cara all’avvocatura associata che, sola, si pone a protezione dell’innocente, tutelando lo stesso dall’errore giudiziario.
E’ giusto che lo Stato processi e punisca gli autori dei reati; ma è doveroso che lo Stato ciò faccia rispettando regole di garanzia protese ad evitare che le porte della prigione s’aprano dinnanzi a chi non ha commesso reato alcuno.
S’infoltiscano i ranghi propri del personale amministrativo di segreteria e di cancelleria – è d’alcuni giorni fa il comunicato congiunto di procuratore capo della Repubblica, presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Modena e presidente della camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux avente ad oggetto le, qui giunti, intollerabili condizioni sulla base delle quali s’è quotidianamente costretti ad operare presso la locale procura della Repubblica -; s’assumano nuovi magistrati e/o si riveda, in senso critico, la posizione dei cosiddetti “magistrati fuori ruolo”; ma non si “tocchino” le garanzie a causa d’un (preteso) eccesso proprio delle stesse: le garanzie sono ciò che fa d’un Paese uno Stato di diritto.
Modena, lì 2 marzo 2017
(Il consiglio direttivo della camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux)
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E’ con estrema preoccupazione che la camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux registra la presenza sulla stampa locale di articoli dal titolo «Modena: boom di arresti, ma solo 1 su 4 resta in cella» (Gazzetta di Modena) e «Polizia, 38 arresti in due mesi. Ma solo dieci restano in carcere» (Il Resto del Carlino).nA prescindere dal merito delle singole vicende processuali ivi implicitamente menzionate – che la camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux non intende commentare né in chiave sostanziale né in chiave procedimentale -, non appare invero accettabile che illustri rappresentanti delle forze dell’ordine – e, in particolare, della polizia di Stato – parlino espressamente di «sistema nazionale troppo garantista» che «scarcer[erebbe]» ingiustamente chi viene tratto in arresto dagli agenti.nA dover essere stigmatizzato con forza, infatti, non può e non deve mai essere il (preteso) eccesso di garanzie, ma l’effettivo difetto delle stesse che, sovente, ancora oggi si registra a livello di diritto vivente.nSotto altro profilo, va osservato che, nell’ambito d’un sistema processuale improntato alla presunzione d’innocenza prevista dall’art. 27 Cost., la regola, nelle more della celebrazione del processo penale, è la libertà e la custodia cautelare in carcere è (stretta) eccezione.nRammarica constatare – non v’è dubbio in proposito – che la mancata tutela delle vittime di gravi delitti quali quelli implicitamente menzionati negli anzidetti articoli dipenda spesso dalla lentezza propria della giustizia italiana, sovente incapace di processare e punire, in tempi ragionevoli, chi di consimili gravi delitti si sia effettivamente macchiato.nMa ciò non può e non deve autorizzare nessuno – men che meno illustri rappresentanti delle forze dell’ordine – ad abdicare a quella cultura garantista da sempre cara all’avvocatura associata che, sola, si pone a protezione dell’innocente, tutelando lo stesso dall’errore giudiziario.

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E’ giusto che lo Stato processi e punisca gli autori dei reati; ma è doveroso che lo Stato ciò faccia rispettando regole di garanzia protese ad evitare che le porte della prigione s’aprano dinnanzi a chi non ha commesso reato alcuno.nS’infoltiscano i ranghi propri del personale amministrativo di segreteria e di cancelleria – è d’alcuni giorni fa il comunicato congiunto di procuratore capo della Repubblica, presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Modena e presidente della camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux avente ad oggetto le, qui giunti, intollerabili condizioni sulla base delle quali s’è quotidianamente costretti ad operare presso la locale procura della Repubblica -; s’assumano nuovi magistrati e/o si riveda, in senso critico, la posizione dei cosiddetti “magistrati fuori ruolo”; ma non si “tocchino” le garanzie a causa d’un (preteso) eccesso proprio delle stesse: le garanzie sono ciò che fa d’un Paese uno Stato di diritto.nModena, lì 2 marzo 2017n(Il consiglio direttivo della camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux)

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