A “Faccia a Faccia”, negli studi di TVQUI, l’intervista all’avv. Alessandro Sivelli, referente dell’Osservatorio sull’informazione giudiziaria della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena, il quale ha affrontato la tematica dell’equilibrio tra diritto di cronaca e garantismo.

Di seguito, il video dell’intervista integrale.

intervista

Si terrà il giorno 09 Marzo 2018 dalle ore 14.00, presso la Camera di Commercio di Modena, il seminario di formazione dal titolo “Imputato o paziente: visioni inconciliabili? Profili legislativi e applicativi delle misure di sicurezza personali”, promosso e organizzato dall’Osservatorio Carcere e dall’ufficio di sorveglianza della Camera Penale Carl’Alberto Perroux.


 

A breve la riforma penitenziaria che prevede misure alternative al carcere per coloro che hanno avuto pene fino a 4 anni potrà diventare legge. Si attende solo il via libera del Consiglio dei Ministri, ma la riforma ha già avuto parere positivo delle commissioni.

Se arriverà il sì definitivo, pertanto, il condannato in via definitiva per una pena fino a 4 anni e/o il detenuto con pena residua di 4 anni ancora da scontare, potranno richiedere una misura alternativa alla detenzione intramuraria.

I reati che sicuramente non saranno coinvolti da questa legge sono quelli considerati più gravi, come terrorismo e associazione per delinquere di tipo mafioso.

Nel video le interviste a:
– Avv. Guido Sola, Presidente Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena
– Avv. Gianpaolo Ronsisvalle, Delegato dal Direttivo all’interno del locale Osservatorio Carcere

Vedi il Servizio TV QUI

Mercoledi 24 e Sabato 27 Gennaio si è concluso il primo ciclo di appuntamenti dei relatori dell’Osservatorio MIUR della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena con gli studenti del Liceo Scientifico “A. Tassoni”.

Sia in occasione del primo incontro, con le classi 4^D e 4^S, che del secondo, con le classi 3^D e 5^C, si è registrato un particolare interesse per l’argomento relativo ai danni prodotti dal processo mediatico nonché una particolare curiosità per il ruolo del difensore.

In particolare, la giornata del 27 Gennaio è stata l’occasione per ricordare, nel giorno della memoria, quanto la difesa ed il difensore siano espressione dei più alti principi costituzionali.

Dunque, un particolare ringraziamento ai ragazzi delle classi 4^D, 4^S, 3^D e 5^C del Liceo Scientifico “A. Tassoni” di Modena per l’attenzione che ci hanno riservato e la partecipazione attiva, nonché al Dirigente, ai Professori tutti che ci hanno voluti. Un ringraziamento particolare alla Prof. Adele Corradini che ha coordinato il nostro intervento.

La polemica tra avvocati e giornalisti prosegue, oltre quello che la Camera Penale di Modena aveva definito un «fraintendimento della notizia, che si colloca tra la colpa grave e il dolo eventuale». La ragione rimane la stessa, il processo Aemilia ( un’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna).

La vicenda, già raccontata su questo giornale, è della settimana scorsa: la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Ordine dei Giornalisti nazionale e locale hanno attaccato pesantemente l’istituzione, presso la Camera Penale di Modena, di un Osservatorio sull’informazione giudiziaria ( sulla scia di un’iniziativa tra l’altro giù esistente a livello nazionale da parte dell’Unione Camere Penali, che ogni anno pubblica il Libro Bianco sull’informazione giudiziaria). I penalisti modenesi, nell’annuncio dell’istituzione dell’Osservatorio, avevano spiegato che «l’informazione spesso diventa strumento dell’accusa per ottenere consensi e così inevitabilmente condizionare l’opinione pubblica e di conseguenza il giudicante: pensiamo ad esempio a quanto accaduto nel processo “Aemilia” allorché, pochi giorni dopo gli arresti, prima ancora delle decisioni del tribunale del riesame, è stato pubblicato e diffuso un libro che riportava fedelmente, quasi integralmente, il contenuto della misura cautelare con atti che dovevano rimanere segretati». proprio questo passaggio, definito dal pre- sidente dei penalisti modenesi Guido Sola «esemplificativo di una patologia, ma è scontato che l’Osservatorio non nasce certo per monitorare singoli processi, per di più se ancora in corso», aveva mandato su tutte le furie i giornalisti, che hanno definito «inquietante» e «dal sapore intimidatorio» l’iniziativa, perchè annunciata «in concomitanza con un’udienza dello stesso processo in cui un pentito ha rivelato che, tra i progetti degli ‘ ndranghetisti in Emilia, c’era anche quello di uccidere un giornalista scomodo. Del resto, non è la prima volta che sindacato e Ordine dei giornalisti sono costretti a occuparsi di intimidazioni, esplicite o velate, fatte a chi si occupa di informare i cittadini sul processo “Aemilia”». La Camera Penale modenese, che ha incassato il sostegno dell’Unione Camere Penali, dell’ordine degli avvocati di Modena e della Camera Penale di Reggio Emilia, ha risposto sul punto, sottolineando come «alla nostra iniziativa è stata associata una difesa ideologica da noi mai espressa alla criminalità organizzata, identificando il difensore con l’imputato». Il presidente della Camera Penale di Reggio Emilia, Nicola Tria, ha inoltre fatto sapere che anche il suo direttivo istituirà un Osservatorio locale sull’informazione giudiziaria, «non per intimidire chiccessia, ma semplicemente per monitorare i meccanismi della comunicazione e misurarli alla luce dei principi costituzionali» e ha offerto di organizzare a reggio Emilia un convegno con avvocati, magistrati e giornalisti, per «ragionare insieme sulle criticità».

La polemica ha infiammato la discussione per alcuni giorni e si è arricchita di un ulteriore tassello proprio ieri, quando è andato in onda sul Tg3 locale un servizio sul processo Aemilia. Nel servizio, è stata data notizia del fermo di un indagato e, dalle pagine del decreto di fermo della Dda di Bologna è emerso che, attraverso un avvocato, l’uomo avrebbe introdotto in carcere due chiavette usb a fini intimidatori. Nella chiosa, però, è stato fatto chiaro riferimento all’Osservatorio delle Camere Penali: «Proprio in questi giorni la Camera Penale di Modena e quella di Reggio Emilia hanno annunciato di voler monitorare l’informazione giudiziaria, in particolare sul processo Aemilia e, alla luce di quando indicato nel decreto della procura di Bologna, ci sarebbe quasi da sorridere, ma a far riflettere è il fatto che con le informazioni ricevute in cella gli imputati siano poi riusciti a condizionare alcune testimonianze».

Immediata la reazione degli avvocati. «Fare giornalismo non significa approfittarsi del potere mediatico per travisare le notizie. Ironizzare sull’iniziativa dell’avvocatura significa gratuitamente offendere l’intera categoria», hanno dichiarato Sola, Tria e il responsabile dell’Osservatorio, Alessandro Sivelli. I tre hanno ribadito come l’Osservatorio sull’informazione giudiziaria non nasca affatto in relazione all’inchiesta Aemilia ma, soprattutto, come sia assurdo collegare l’iniziativa con un fatto di reato ( «e gli avvocati, ammesso che siano indagati, sarebbero comunque presunti innocenti» ) che nulla ha a che vedere con l’attività delle Camere Penali.

In effetti, questo lascerebbero intuire le parole del giornalista. Come se l’Osservatorio nascesse per intimidire i giornalisti, in concomitanza con l’ipotesi di reato di un avvocato. Tuttavia, gli avvocati hanno deciso di non sporgere querela per diffamazione nè di chiedere rettifiche, «perchè anni di professione hanno insegnato che chiedere la rettifica di notizie diffamatorie non provoca altro che ulteriore diffamazione» . «Non abbiamo alcuna intenzione di rinfocolare una polemica», ha commentato Sola, il quale ha anticipato di aver già invitato, in accordo con la Camera Penale di Reggio Emilia, il presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna, Giovanni Rossi, ad un confronto pubblico su quanto sta accadendo, «per urlare con forza che l’informazione va difesa, ma che la stessa non consente di ingiuriare chiunque e di svolgere processi mediatici senza contraddittorio».

Di seguito, il link all’articolo originale.

http://ildubbio.news/ildubbio/2018/01/26/polemica-penalisti-giornalisti-critica-diventa-amico-dei-boss/

  • La Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena ha costituito l’osservatorio sull’informazione giudiziaria composto da quattro colleghi: l’Avv. Alessandro Sivelli, l’Avv. Roberto Ricco, l’Avv. Umberto Rossi e l’Avv. Riccardo Caricati.

I colleghi hanno ricevuto mandato dal consiglio direttivo e dall’assemblea degli iscritti di verificare le modalità con le quali vengono riportate dagli organi di stampa le notizie di cronaca giudiziaria e di politica giudiziaria che attengono al circondario del nostro tribunale.

Come noto, la cronaca giudiziaria ed i temi della Giustizia hanno assunto negli ultimi tempi un interesse sempre maggiore da parte dell’opinione pubblica, tanto che da alcuni anni gli addetti ai lavori ed anche esperti di psicologia e sociologia si stanno interrogando sugli effetti distorsivi dei cosiddetti “processi mediatici”.

Dal 2015 l’osservatorio nazionale dell’Unione Camere Penali Italiane – con la collaborazione del Prof. Michele Sapignoli della facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Bologna – ha svolto una approfondita indagine sugli aspetti e sugli effetti dell’informazione giudiziaria, monitorando per sei mesi, tutti i giorni, le notizie di cronaca e politica giudiziaria riportate da diciassette dei più diffusi quotidiani nazionali.

L’osservatorio nazionale ha anche organizzato convegni con magistrati e professori universitari di diverse materie, per un confronto sui dati emersi ed in particolare sui condizionamenti che la cronaca giudiziaria (è stato accertato che viene dato più risalto alla fase delle indagini ed alle tesi accusatorie) e le seguenti violazioni del segreto istruttorio possono arrecare all’imparzialità del giudice. Il lavoro dell’osservatorio nazionale è stato raccolto in un libro pubblicato e diffuso in occasione del congresso straordinario dell’Unione delle Camere Penali Italiane che si è tenuto a Roma il 7 e 8 Ottobre scorsi.

Le conclusioni alle quali è pervenuto il lavoro svolto dall’osservatorio nazionale hanno confermato quello che l’avvocatura aveva da tempo avvertito e cioè un’informazione che spesso diventa strumento dell’accusa per ottenere consensi e così inevitabilmente condizionare l’opinione pubblica e di conseguenza il giudicante: pensiamo ad esempio a quanto accaduto nel processo “Aemilia” allorché, pochi giorni dopo gli arresti, prima ancora delle decisioni del tribunale del riesame, è stato pubblicato e diffuso un libro che riportava fedelmente, quasi integralmente, il contenuto della misura cautelare con atti che dovevano rimanere segretati.

Il diritto di informazione e la tutela del processo e delle garanzie del processo vanno entrambi garantiti. I cittadini hanno il diritto di essere informati e l’informazione deve essere libera, senza alcuna censura, ma chi informa ha il dovere di una corretta informazione e formazione dell’opinione pubblica sui temi della Giustizia.

La Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux ha dunque ritenuto opportuno compiere un monitoraggio a livello locale onde verificare quali siano le modalità con le quali vengono riportate le notizie in materia di cronaca giudiziaria e politica giudiziaria.

Riteniamo infatti necessario diffondere la cultura delle garanzie che si fonda sulla presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, su di un processo che deve essere celebrato in tempi ragionevoli nel contraddittorio delle parti, in condizioni di parità davanti ad un giudice imparziale.

La Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena, con la costituzione dell’osservatorio locale sull’informazione giudiziaria, si pone questo ambizioso obiettivo, non certo per tutelare interessi della categoria ma per dare un contributo alla corretta informazione e formazione sui temi della Giustizia.

Modena, lì 10 Gennaio 2018

Avv. Guido Sola (presidente della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux)

Avv. Alessandro Sivelli (referente dell’osservatorio sull’informazione giudiziaria)

Comunicato ufficiale

 

Il 2 Febbraio p.v., dalle ore 15 alle ore 18 presso la Camera di Commercio di Modena, la Camera Penale ha organizzato un seminario con ospiti di attualità e sicuro interesse: la giornalista Annalisa Chirico, penna de “Il Foglio”, autrice del libro “Fino a prova contraria – Tra gogna e impunità, l’Italia della giustizia sommaria”, di cui si parlerà; il Procuratore della Repubblica, Dr.ssa Lucia Musti e il Prof. Avv. Giulio Garuti.

Nell’occasione, visto il tema e la presenza congiunta di esponenti della Procura della Repubblica e dell’Avvocatura, modererà le relazioni ed il successivo confronto Ettore Tazzioli, Direttore di TRC.

Il tema, tratto dal titolo del libro di Annalisa Chirico, pubblicato nel 2018 da Marsilio Editori, ha risvolti giudiziari, politici e sociali. L’autrice ha affrontato, secondo il proprio punto di vista, le crescenti interazioni tra politica e giustizia, le criticità del sistema di amministrazione della giustizia, il dilagante “populismo penale”, cercando di individuare le ricadute di questa trasformazione sociale sulla libertà dei cittadini e sulla competitività del nostro Paese.

 

Di seguito, l’articolo de “Il Resto del Carlino” in cui si affronta il tema della gravissima e perdurante carenza di personale amministrativo ed organico dell’Ufficio del Magistrato di Sorveglianza di Modena, che crea una situazione di disagi oramai divenuta insostenibile per gli avvocati, ripercuotendosi – inevitabilmente – sui detenuti.

Nell’articolo de “La Pressa” si riporta l’appello della Camera Penale Carl’ Alberto Perroux sui forti disagi, conseguenza delle gravissime carenze organiche dell’Ufficio di Sorveglianza.

Di seguito, l’articolo completo su “LaPressa.it“.

articoloLaPressa

Negli studi di TV QUI, l’Avv. Andrea Stefani e l’Avv. Roberto Ricco, membri del consiglio direttivo della Camera Penale Carl’Alberto Perroux, spiegano ai cittadini i temi principali e le ragioni a sostegno della separazione delle carriere.

Di seguito il link dell’intervista integrale.

intervistaTVQUI