Avv. Beniamino Migliucci, Presidente UCPI
Avv. Beniamino Migliucci, Presidente UCPI
Pillole dal Ventennale. Avv. Nicola Tria, Presidente Camera Penale di Reggio Emilia
Pillole dal Ventennale. L’Avv. Guido Sola, Presidente Camera Penale di Modena
Pillole dal Ventennale. Avv. Claudio Avesani, Presidente Camera di Penale Verona
Pillole dal Ventennale. L’Avv. Eustacchio Porreca, Presidente Camera Penale della Lombardia Orientale
Sabato 26 maggio p.v. ricorrerà il ventennale della fondazione della nostra Camera Penale.
Per l’occasione il Consiglio Direttivo ha deciso di organizzare un convegno dal titolo “L’Avvocato di domani” che si terrà a Villa Cesi nel corso della mattina del 26 maggio e a cui parteciperanno gli Avvocati Renato Borzone e Emanuele Fragasso Jr.
E’ stato invitato anche l’Avv. Beniamino Migliucci, Presidente UCPI.
In quella occasione verrà altresì presentato il volume “Carl’Alberto Perroux e la Scuola Modenese”, realizzato con il Contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Interverrà il Prof. Carmelo Elio Tavilla, Ordinario di Storia del Diritto Medioevale e Moderno presso l’Università di Modena e Reggio Emilia.
A seguire – anche grazie contributo di BPER Banca – i soci sono invitati ad un pranzo a partecipazione gratuita.
Di seguito, la locandina dell’evento.
La campagna di raccolta firme a sostegno della proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare in materia di separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri che si è conclusa lo scorso 4 novembre, è stata, senza dubbio alcuno, una campagna importante anche per la nostra camera penale.
E’ stata una campagna importante dal punto di vista politico.
Quando, quest’estate, il Presidente Migliucci è stato nostro ospite a Modena in occasione della presentazione del libro dal titolo Lettere a Francesca, non abbiamo avuto remore a fargli i nostri più sinceri complimenti per il coraggio che innegabilmente ha connotato l’anzidetta campagna. Perché è vero che di separazione delle carriere in Italia si parla da anni.
Ma è altrettanto vero che di separazione delle carriere in Italia non si parlava più da anni.
In quest’ottica, se di separazione delle carriere, oggi, si è tornati a parlare – si è tornati a parlarne in televisione, sui giornali, nei congressi, nei convegni e nei seminari -, ciò è sicuramente frutto della coraggiosa scommessa che il presidente Migliucci e la sua giunta hanno inteso fare in occasione del congresso di Bologna.
E’ stata una campagna importante dal punto di vista giuridico.
Perché – ce lo ha insegnato il Professor Dominioni – la separazione delle carriere è la madre di tutte le riforme.
E perché è un fatto che, finché giudice e pubblico ministero saranno colleghi – e, dunque, contigui anche solo dal punto di vista culturale -, le architetture concettuali proprie del codice di procedura penale del 1988 saranno sempre e ineluttabilmente destinate a flettere, nella misura in cui un processo penale di matrice tendenzialmente accusatoria può funzionare unicamente laddove il giudice sia davvero terzo e davvero imparziale.
E’ stata una campagna importante dal punto di vista culturale.
Come il Presidente Migliucci ci ha ricordato in più occasioni, infatti, separare giudici e pubblici ministeri non significa unicamente risolvere un problema ordinamentale, che pure esiste.
Significa anche e soprattutto recuperare il giudice a quella cultura del limite che gli è (o che gli dovrebbe essere) sempre propria.
In Italia, come noto, impera da anni una malintesa concezione etica della magistratura inquirente che tende ad orientare l’opinione pubblica verso lidi culturali sempre più improntati a populismo e giustizialismo.
L'(unico) antidoto a tutto ciò può e deve essere individuato nel giudice.
Ma il giudice, per essere davvero tale, deve essere davvero terzo e davvero imparziale.
Perché solo un giudice davvero terzo e davvero imparziale è un giudice equilibrato.
E perché solo un giudice davvero terzo e davvero imparziale può essere garante delle garanzie.
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La scommessa politica è stata vinta.
Lo hanno attestato i numeri di una campagna che ha condotto l’avvocatura italiana a raccogliere più di 72.000 firme su scala nazionale e l’avvocatura modenese a raccogliere ben 2.727 firme su scala locale.
Ma è stata vinta – ed è cosa più importante ancora, a nostro avviso – anche la scommessa culturale.
Perché raccogliere firme a sostegno della proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare in materia di separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri ha consentito all’avvocatura di stare tra la gente, nelle strade e nelle piazze, a parlare, non solo di separazione delle carriere, ma anche di giusto processo e, più in generale, di legalità.
Ha consentito all’avvocatura di aprire se stessa alla società complessivamente considerata.
Ha consentito all’avvocatura di superare l’autoreferenzialità che sovente le è propria e che, senza dubbio alcuno, ne limita fortemente l’azione politica.
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Esiste – ha recentemente scritto il professor Donini – un livello minimale che può e deve essere perseguito per contrastare il populismo giudiziario.
Questo livello minimale si articola in un’azione strettamente informativa, che miri a contrastare il populismo giudiziario reindirizzando l’opinione pubblica verso lidi più rispettosi della legalità e – ci permettiamo di aggiungere – della cultura della difesa.
E’ fondamentale che l’avvocatura contribuisca attivamente a fare ciò.
Tanto più in un’epoca nell’ambito della quale il processo penale è sempre più visto come uno strumento di controllo sociale, come una macchina moralizzatrice ovvero come un mezzo per realizzare lo stato etico caro ad una certa magistratura anche giudicante.
Sono scenari inquietanti questi.
Ma sono, purtroppo, anche scenari assolutamente attuali, con i quali, volente o nolente, l’avvocatura si deve confrontare.
Basti considerare, in proposito, quanto recentemente emerso nell’ambito di un interessante convegno di studi, dal titolo Giudici senza limiti, organizzato dal centro studi Livatino.
In quell’occasione, si è parlato di «vittoria della giuristocrazia» e di «patologico gigantismo della giurisdizione ammantato di aspettative etiche ed extra-giudiziarie».
Sempre in quell’occasione, si è parlato altresì di «sistema multi-livello integrato di diritti», perché sullo sfondo alligna, come noto, anche il problema delle corti sovrannazionali.
Di corti sovrannazionali – ha criticamente posto in luce il dottor Borrego Borego (già giudice presso la corte europea dei diritti dell’uomo) – sovente composte da giudici progressisti che accusano i colleghi di essere «statici», che “stiracchiano” le norme e che giungono finanche a crearne “di sana pianta” di nuove.
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Esistono vere e proprie sfide culturali.
Che attendono l’avvocatura e che l’avvocatura potrà affrontare unicamente se sarà capace di comprendere – sono, ancora una volta, parole del professor Donini – che il diritto penale di uno stato pluralista può e deve essere un opera collettiva alla quale l’avvocatura stessa deve essere capace di partecipare unitamente alla magistratura, contribuendo con ciò alla costruzione/ricostruzione del sistema penale.
E’ di fondamentale importanza, a nostro avviso, che l’avvocatura – e, con essa, la nostra camera penale – comprenda ciò e faccia ciò.
Continuando a combattere battaglie di avanguardia – come anche la nostra camera penale ha fatto in questi mesi raccogliendo firme a sostegno della proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare in materia di separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri -.
Producendo politica.
Producendo cultura.
E continuando a riversare, in modo strutturale e organizzato, verso l’esterno le proprie idee ed i propri ideali.
Modena, lì 6 dicembre 2017
(Il consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux)
nnSabato 26 maggio ricorrerà il ventesimo anniversario della fondazione della nostra Camera Penale.nnPer l’occasione, il Consiglio Direttivo ha deciso di organizzare un convegno dal titolo “L’Avvocato di domani” che si terrà a Villa Cesi nel corso della mattina del 26 maggio e a cui hanno parteciperanno gli Avvocati Renato Borzone e Emanuele Fragasso Jr. E’ stato invitato anche l’Avv. Beniamino Migliucci, Presidente UCPI.nnIn quella occasione verrà altresì presentato il volume “Carl’Alberto Perroux e la Scuola Modenese” (SCARICA IL PDF). Interverrà il Prof. Carmelo Elio Tavilla, Ordinario di Storia del Diritto Medioevale e Moderno presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.nnA seguire – anche grazie all’interesse crescente di alcuni sponsor ed enti del territorio – si terrà un pranzo per i soci a partecipazione gratuita.nnPer evidenti ragioni organizzative vi preghiamo di voler confermare fin d’ora la vostra presenza dandone comunicazione a:nn– Gianpaolo Ronsisvalle (g.ronsisvalle@studiopenale.eu)nn– Roberto Ricco (avv.robertoricco@hotmail.it)nn
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La Camera Penale di Modena, intitolata all’indimenticato Carl’Alberto Perroux, è una associazione tra avvocati iscritti nell’albo professionale presso il Tribunale di Modena che esercitano prevalentemente il patrocinio penale e condividono i valori propri dell’Unione delle Camere Penali Italiane.
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Fondata nel maggio del 1998, celebrerà quest’anno i primi vent’anni di attività, caratterizzata dal perseguimento di diversi scopi:n• di promuovere la conoscenza, la diffusione e la concreta realizzazione dei valori fondamentali del diritto penale e del giusto processo penale in una società democratica;n• di affermare che il diritto di difesa è inviolabile e deve trovare adeguato riconoscimento in ogni stato e grado del procedimento;n• di operare affinché i diritti dell’avvocatura siano garantiti conformemente alle norme costituzionali ed internazionali;n• di tutelare il rispetto e la funzione del difensore, nonché gli interessi professionali dell’avvocatura, anche attraverso la elaborazione di proposte di riforma;n• di promuovere iniziative a tutela dei diritti delle persone private della libertà personale;n• di vigilare sul corretto funzionamento del servizio di patrocinio a spese dello Stato;n• di elaborare e divulgare idee in materia di diritto penale e di diritto processuale penale.
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LE INIZIATIVEnIn occasione del ventennale, la associazione intende realizzare diverse iniziative sul finire del mese di maggio, tenendo insieme la necessità di volgere uno sguardo approfondito alle proprie radici storiche e culturali, ragionare sulla complessità dettata dalle nuove dinamiche sociali e normative oltre che sulle sfide che la avvocatura sarà chiamata ad accettare, negli anni a venire, in un contesto globalizzato nel quale i diritti di libertà paiono sempre meno garantiti. Non mancherà un momento di vera e propria “festa” per celebrare questo ventesimo “compleanno”.
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PUBBLICAZIONEnSarà realizzata una pubblicazione che descriverà importanti figure che hanno illustrato in passato la avvocatura penalista modenese e nel cui ambito saranno dati alle stampe gli atti del convegno realizzato nel 1998 dal titolo “Ricordando Carl’Alberto Perroux”;
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CONVEGNO DI STUDInSabato 26 maggio si terrà il convegno di studi dal titolo “L’Avvocato di domani”, aperto alle Autorità Civili, alle Autorità Militari, alle professioni e alla cittadinanza. Interverranno quali relatori l’Avvocato Renato Borzone e l’Avvocato Gian Domenico Caiazza per ragionare sulle prossime sfide, politiche e culturali, dell’avvocatura anche in vista della tutela di fondamentali diritti di libertà, quali il giusto processo, il diritto di difesa e la presunzione di innocenza. Sarà presente il Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane, Avvocato Beniamino Migliucci.
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CELEBRAZIONEnPer la medesima giornata è in corso di organizzazione un momento conviviale nella prestigiosa cornice di Villa Cesi per la celebrazione del ventennale della associazione.
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PATROCINI E PARTNERSHIPnLa associazione sarà lieta di valutare la partecipazione di partner pubblici o privati che, condividendone i valori, intendano patrocinare la pubblicazione in corso di realizzazione e le iniziative di studio e strettamente celebrative, anche a titolo oneroso.nPotranno essere concordate le modalità con le quali dare evidenza, anche mediante strumenti di comunicazione, della partecipazione o del patrocinio di enti o sponsor.
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| Brochure informativa | Scarica PDF |
Proiezione del DOCUFILMn“Avvocato !” Fulvio Croce. Il coraggio del dovere.nVenerdì, 24 novembre 2017 – ore 15.00nCamera di Commercio di Modena – Via Ganaceto, 134 Modena
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Presentazione e salutinAvv. Daniela DondinPresidente Consiglio dell’Ordine degli avvocati di ModenanAvv. Andrea StefaninVice presidente Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux
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PresiedenAvv. Mario NapolinGià presidente Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torino
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RelatorinAvv. Gianpaolo ZancannGià presidente Consiglio dell’Ordine degli avvocati di TorinonSenatore della Repubblica nella IV legislaturanGià vice presidente della Commissione Giustizia e della Commissione antimafianAvv. Giorgio PighinProfessore associato di diritto penale presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia
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La partecipazione totale al convegno darà diritto a n.3 crediti formativi in etica, ai sensi del Regolamento per la formazione continua degli Avvocati.nPer motivi organizzativi è necessario effettuare l’iscrizione dal sito dell’Ordine Forense www.ordineavvocatimodena.it – cliccare su “Riconosco”.nSi avverte che non verranno riconosciuti crediti formativi a coloro i quali, pur apponendo la propria firma all’ingresso, si assentino dal locale ove si svolge l’evento formativo per un periodo superiore a minuti 30.