Si terrà il giorno 09 Marzo 2018 dalle ore 14.00, presso la Camera di Commercio di Modena, il seminario di formazione dal titolo “Imputato o paziente: visioni inconciliabili? Profili legislativi e applicativi delle misure di sicurezza personali”, promosso e organizzato dall’Osservatorio Carcere e dall’ufficio di sorveglianza della Camera Penale Carl’Alberto Perroux.


a cura di Avv. Stefano Termanini – Dott. Massimiliano Baroni

Quella istitutiva della responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato è una normativa, come noto, risalente al 2001 ma che sin dalla propria comparsa nell’ordinamento ha scontato, di fatto, una applicazione – da parte delle Procure d’Italia – ridotta ai minimi termini. E ciò a causa, probabilmente, dello stravolgimento dei classici principi radicati nel diritto penale sostanziale – e di conseguenza processuale – fondati sul disposto dell’art. 27 Cost. (è solo il caso, a proposito, di ricordare il principio per cui societas delinquere non potest”); del ritardo – anche fisiologico – nella applicazione di criteri così innovativi sul piano dello schema delle responsabilità (ritardo che, invero, sembra a volte assumere, nel nostro ordinamento, caratteri patologici); delle incertezze sulla vera natura della responsabilità degli enti, con i riflessi da ciò derivanti sulla costituzionalità stessa del corpo normativo, sulle modalità applicative, sulle garanzie processuali e sulle sanzioni (e ciò, si noti bene, nonostante tale incertezza sia stata oggi in gran parte fugata dalla prevalenza della tesi – sostanziale – per una responsabilità di tipo penale); nonché della iniziale operatività della normativa, all’origine circoscritta solo ai reati di corruzione e truffa in danno dello Stato (e rivolta, quindi, solo alle grandi imprese operanti prevalentemente con enti pubblici).
Oggi, invece, anche sul nostro territorio – e nel solco tracciato dalla Procura di Milano – la responsabilità derivante dal D.Lgs. 231/2001 conosce una nuova primavera o, comunque, un notevole ampliamento. Nello specifico, tale responsabilità viene oggi contestata in particolare con riguardo agli infortuni sul lavoro, ai delitti contro l’industria ed il commercio, ai reati ambientali.
Ciò premesso, non essendo questa la sede in cui si richiede una trattazione prettamente “espositiva” del tema (anche, e soprattutto, per la sicura esperienza, in materia, di chi legge), vale invece la pena evidenziare, pur brevemente, la stretta relazione esistente (rectius: necessariamente esistente) tra l’ente ed il Modello generale che, una volta strutturato, avrà la precipua funzione di renderlo esente dalla già descritta responsabilità da reato.
In particolare, chiunque abbia avuto modo – nel corso della propria esperienza – di approfondire il tema, ben saprà come quello appena evidenziato costituisca uno degli aspetti maggiormente problematici della citata normativa e, ancor più, della relativa applicazione giurisprudenziale. Preme evidenziare, a proposito, come la stessa Giurisprudenza abbia sino ad ora mostrato notevoli difficoltà nell’enucleazione di criteri, specifici e determinati, sulla base dei quali valutare l’adeguatezza – o meno – del Modello e, quindi, la sua efficacia e validità. Ad oggi, infatti, rimane un nodo ancora irrisolto quello relativo al percorso interpretativo-valutativo che l’organo giudicante debba, in tal valutazione, seguire. E ciò, si noti bene, anche a fronte di alcuni precedenti giurisprudenziali che (seppur ancora insufficienti, quantomeno dal punto di vista strettamente quantitativo) hanno comunque avuto il merito di soffermarsi su alcuni punti fermi (tra i quali, esemplificativamente, la necessità di una valutazione “nel merito” in ordine all’applicazione del modello all’interno dell’ente; ovvero l’interpretazione – “debole” o “forte” – del requisito dell’elusione fraudolenta dello stesso).
Nella persistenza – o, quantomeno, esistenza – di siffatta situazione, quindi, si rende evidente, per chiunque si avvicini alla redazione di tali modelli ovvero alla difesa degli stessi in sede giudiziale, l’importanza rivestita dalle metodologie applicate in sede di composizione ed applicazione di detto modello.
In particolare, onde fuggire per quanto possibile il rischio di una valutazione negativa in sede processuale, si rivelerà essenziale il poter attribuire al Modello un carattere di oggettiva conformità alla normativa di settore cui viene attribuito un vero e proprio potere conformativo: si pensi alla normativa sul lavoro di cui al D. L.vo 81/08, che ha previsto, ex art. 30, la attuazione di modelli organizzativi (che non si sovrappongono con quelli previsti dalla 231, ma che con essi devono coordinarsi) la cui adozione secondo determinate linee guida (UNI INAIL o BRITISH OHSAS) costituisce una vera e propria presunzione di conformità dei sistemi gestionali della sicurezza. Si pensi, ancora, ai meccanismi di adozione delle procedure HACCP, riguardanti la tracciabilità, la qualità e la sicurezza in generale nell’ambito delle attività di produzione alimentare.
Nondimeno, ed in conclusione, il Modello dovrà essere un modello “sartoriale”, specificatamente studiato, disegnato e costruito per quella determinata realtà, aziendale e societaria. In un’ottica, quindi, di un adeguamento in sede aziendale ormai sostanzialmente obbligato (e si noti come da tali meccanismi di adeguamento normativo le PMI siano rimaste certamente più estranee, sia perché strutturalmente meno complesse, sia perché spesso si tratta di aziende a struttura familiare, sia perché l’adeguamento normativo costituisce un costo proporzionatamente molto più rilevante rispetto all’attività di impresa), nonché di una sempre crescente specializzazione del professionista che, solo potendo vantare una pregressa esperienza nel settore, sarà in grado di offrire adeguato riscontro alle peculiarità insite tanto nella redazione del Modello come atto complesso quanto, in definitiva, della tenuta dello stesso in sede processuale.

In occasione de “I giovedì del tinello letterario, tre mesi di incontri per conoscere il mondo del lavoro e l’impatto ambientale sul territorio”, iniziativa della Commissione per le pari opportunità del Comitato Unitario delle professioni della provincia di Modena, la Camera Penale Carl’Alberto Perroux sarà impegnata quale attrice istituzionale in materia di diritto penale del lavoro e dell’ambiente.

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La Camera Penale partecipa all’incontro “Le discriminazioni nel lavoro: tutele” nell’ambito degli incontri del Tinello Letterario con un intervento dal titolo “Reati in materia di infortuni sul lavoro e di sfruttamento dei/le lavoratori/ci”.
Grazie all’Avv. Cosimo Zaccaria

In occasione de “I giovedì del tinello letterario, tre mesi di incontri per conoscere il mondo del lavoro e l’impatto ambientale sul territorio”, iniziativa della Commissione per le pari opportunità del Comitato Unitario delle professioni della provincia di Modena, la Camera Penale Carl’Alberto Perroux sarà impegnata quale attrice istituzionale in materia di diritto penale del lavoro e dell’ambiente.

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CONGRESSO NAZIONALEnLa “materia penale” tra diritto nazionale ed europeo

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30, 31 marzo, 1 aprile 2017 Dipartimento di GiurisprudenzanVia San Geminiano 3, 41121 Modena

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GIOVEDÌ 30 MARZOn15.00 Saluti introduttivinProf. Angelo Oreste Andrisano – Rettore Università di Modena e Reggio EmilianAvv. Daniela Dondi – Presidente Ordine degli Avvocati di ModenanAvv. Guido Sola – Presidente Camera Penale di Modenan15.10 Presiede e introducenProf. Mario Romano – Università Cattolica del Sacro Cuore – Milanon15.30 – 16.00nIl limite della political question fra Corte costituzionale e Corti europee. Che cosa è “sostanzialmente penale”?nProf. Francesco Palazzo – Università di FirenzenSessione I – L’estensione della “materia penale” nel diritto internazionale dei diritti umani e nellanCostituzione italianan16.00 – 16,30nConvenzione europea dei diritti umani e determinazione della materia penalenProf. Vladimiro Zagrebelsky – Corte europea dei diritti dell’uomon16.30 – 17.00nGiurisprudenza costituzionale e afflittività delle sanzioninProf. Nicolò Zanon – Corte Costituzionalen17.00-17.30 Coffee breakn17.30 – 17.50nUna tutela a cerchi concentrici?nProf. Francesco Viganò – Università commerciale “LuiginBocconi” – Milanon17.50 – 18.20nGiusto processo e materia punitivanProf. Lorena Bachmaier Winter – Universidad Complutense – Madridn18.20 – 18.40nPrincipio di proporzionalità e mezzi d’indaginenProf. Michele Caianiello – Università di Bolognan18.40 – 19.00nDiscussione

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VENERDÌ 31 MARZOnSessione II – Il peso della moltiplicazione delle sanzioni e la leggerezza della depenalizzazionenPresiedenProf. Paola Severino – Presidente Gruppo italiano AIDP – Rettore Università LUISS “Guido Carli”n9.30 –10.00nIl costo “di sistema” delle opzioni europee sulle sanzioni punitivenProf. Alessandro Bernardi – Università di Ferraran10.00 – 10.20nLa sanzione amministrativa punitivanProf. Pasquale Cerbo – Università Cattolica del SacronCuore – Piacenzan10.20 – 10.40nIl ne bis in idem nella giurisprudenza della Corte EDU e i riflessi all’interno del nostro ordinamentonProf. Serena Quattrocolo – Università del Piemonte Orientalen10.40 – 11.00nProfili e confini dell’illecito para-penalenProf. Vittorio Manes – Università di BolognanDiscussionen11.00 – 11.20 Coffee breaknSessione III – I nuovi illeciti civili come alternativa al penale?n11.20 – 11.50nQuale futuro per i danni punitivinProf. Giulio Ponzanelli – Università Cattolica del Sacro Cuore – Milanon11.50 – 12.10nLa riparazione e il risarcimento come castigo?nProf. Luciano Eusebi – Università Cattolica del Sacro Cuore – Milanon12.10 – 12.30nColpa e causalità civilistiche come alternativa alla responsabilità penalenDott. Rocco Blaiotta – Presidente di Sezione della Corte di Cassazionen12.30 – 13.00nDiscussionenSessione IV – Sanzione amministrativa e sanzione penale. Dall’illecito amministrativo come illecito “minore” all’illecito amministrativo come alternativa punitiva all’illecito penalenPresiedenProf. Emilio Dolcini – Università Statale di Milanon15.00 – 15.30nLa sanzione amministrativa tra pena criminale e garanzie processualinProf. Carlo Enrico Paliero – Università Statale di Milanon15.30 – 15.50nL’espansione delle forme di non punibilità tra extrema ratio e depenalizzazione “di sistema”nProf. Massimo Donini – Università di Modena e ReggionEmilian15.50 – 16.10nVerso un modello amministrativo di illecito e sanzione d’impresa “iper-punitivo” e fungibile alla sanzione penale?nProf. Luigi Foffani – Università di Modena e ReggionEmilian16.10 – 16.30nLa prova tra procedimento amministrativo e procedimento penalenDott. Andrea Venegoni – Ufficio del Massimario della Corte di Cassazionen16.30 – 16.50nDiscussionen16.50 – 17.10 Coffee breaknSessione V – (Tavola Rotonda) – L’osservatorio della parte speciale fra illecito penale e amministrativo: quali criteri di ripartizione?nPresiedenProf. Sergio Moccia – Università Federico II – Napolin17.10 – 17.30nLa tutela dei mercati finanziari alla luce della direttiva 57/2014 e del regolamento 596/2014nProf. Francesco Mucciarelli – Università commerciale “Luigi Bocconi” – Milanon17.30 – 17.50nGli illeciti tributarinProf. Cecilia Fregni – Università di Modena e Reggio Emilian17.50 – 18.10nLa concorrenza. Le sanzioni antitrust dopo la sentenza MenarininProf. Mario Midiri – Università di Modena e Reggio Emilian18.10 – 18.30nIl settore alimentare: depenalizzazioni, duplicazioni di sanzioni, sovrapposizione di competenzenProf. Paolo Borghi – Università di Ferraran18.30 – 18.50nSicurezza e igiene del lavoro: il ruolo della soft lawnProf. Donato Castronuovo – Università di Ferrara

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SABATO 1 APRILEnSessione VI – Le confischenPresiedenProf. Alfonso Maria Stile – Università “La Sapienza” – Roman9.00 – 9.30nTra confisca penale, confisca di prevenzione e confisca amministrativanProf. Giovanni Fiandaca – Università di Palermon9.30 – 9.50nLa coercizione realenProf. Gianluca Varraso – Università Cattolica del Sacro Cuore – Milanon9.50 – 10.10nI risvolti processuali della confisca nel processo agli entinProf. Giulio Garuti – Università di Modena e Reggio Emilian10.10 – 10.30 Discussionen10.30 – 11.00 – Coffee breaknSessione VII – La prescrizione del reatonPresiedenProf. Luigi Stortoni – Università di Bolognan11.00 – 11.30nLa riforma della prescrizione, tra processo e retroattivitànProf. Domenico Pulitanò – Università di Milano-Bicoccan11.30 – 11.50 Prescrizione e controlimitinProf. Stefano Manacorda – Università della Campanian11.50 – 12.10 Prescrizione, legalità e diritto giurisprudenziale: la “crisi” del diritto penale tra le CortinDott. Tomaso Epidendio – Assistente di studio Corte Costituzionalen12.10 – 12.30 Discussionen12.30 – 13.30 Assemblea

n nnConvegno (30 marzo-31 marzo-1 aprile 2017)nn 

“L’AUTORICICLAGGIO TRA ONERI DI COLLABORAZIONE, CONFISCA DEL PROFITTO E RADDOPPIO DELLE SANZIONI”nnlocandina_6_maggio

SEMINARIO DI FORMAZIONE PROFESSIONALEnLe recenti riforme penal-tributarie

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PresiedenAvv. Enrico FontananAvvocato in ModenanPresidente Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena

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IntervengononAvv. Prof. Paolo AldrovandinAvvocato in MantovanAssociato di diritto penale presso l’Università degli Studi di Milano-BicoccanAvv. Alessandro TraversinAvvocato in FirenzenDocente di diritto penale tributario presso la scuola di Polizia Tributaria-Guardia di Finanza di Firenze

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Venerdì, 8 aprile 2016,nore 15.00nCamera di Commercio di Modena – Via Ganaceto, 134 (Modena)

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La partecipazione totale al convegno darà diritto a n. 3 crediti formativi, ai sensi del Regolamento per la formazione continua degli Avvocati.nSi avverte che non verranno riconosciuti crediti formativi a coloro i quali non parteciperanno a tutto il convegno.nL’assenza non può essere superiore a 30 minuti.nPer motivi organizzativi è necessario effettuare l’iscrizione dal sito dell’Ordine Forense www.ordineavvocatimodena.it – cliccare su “Riconosco”.

nLocandina