Il Consiglio Direttivo e l’Osservatorio Carcere ed Informazione Giudiziaria della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux esprimono profonda preoccupazione per il mancato rispetto dei principi fondamentali della presunzione di innocenza e del giusto processo nell’informazione giudiziaria.
Già nel comunicato del 9 maggio u.s., la Camera Penale di Modena – intervenendo sul comunicato stampa diffuso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena in data 8 maggio 2025 sul caso delle due educatrici sospese dal servizio presso una scuola dell’infanzia di Carpi (rectius Soliera), – ha sostenuto con fermezza che il processo mediatico rappresenta una grave distorsione del sistema giustizia, evidenziando come, attraverso la semplificazione dei fatti, l’amplificazione emotiva e la spettacolarizzazione della notizia, si genera un giudizio pubblico che prescinde dalle garanzie del giusto processo.
Già in quella sede, è stato ribadito che la corretta informazione giudiziaria deve rispettare il delicato equilibrio tra il diritto di cronaca e la tutela della dignità e dei diritti fondamentali delle persone coinvolte nelle indagini, titolari del diritto a vedere la propria posizione valutata nelle sedi opportune, con tutte le garanzie previste dalla legge.
Tuttavia, a distanza di poco tempo, prendendo atto di quanto avvenuto sulla stampa in riferimento alla diffusione della notizia sulla presunta aggressione e violenza sessuale denunciata a Vignola, ci si trova costretti a ritenere che a nulla forse è valso quel comunicato.
Ancora una volta la necessità della stilizzazione della notizia ha avuto la meglio: una denuncia è stata trasformata dai media subito in un fatto storico certo e accertato, non solo prima di una sentenza definitiva ma, ciò che ancora più sorprende, prima ancora forse dell’inizio stesso delle indagini.
La vicenda ha visto coinvolti emotivamente centinaia di cittadini, tanto da spingere, per dichiarate esigenze di interesse pubblico, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena a rendere nota, con un proprio comunicato stampa, la presentazione della richiesta di archiviazione della notizia di reato.
Con la stessa “leggerezza” iniziale, dalla “certa e accertata” aggressione e violenza sessuale, la stampa è così passata a parlare di caso archiviato e di falsa denuncia prima ancora che un Giudice per le Indagini Preliminari si sia espresso sulla vicenda, scatenando una nuova e “ribaltata” gogna mediatica.
Davanti a questo tipo di informazione giudiziaria, la Camera Penale di Modena “Carl’Alberto Perroux”, pur comprendendo l’esigenza di informare la cittadinanza sull’evolversi dell’attività investigativa, non può non rilevare come tali modalità di diffusione delle notizie finiscano, inevitabilmente, per ledere la dignità e la reputazione delle persone coinvolte nelle indagini.
Inoltre, si ritiene opportuno evidenziare come “giocare” con l’emotività collettiva possa, potenzialmente, rappresentare un grave pericolo anche per l’incolumità di tali persone.
Si ritiene, quindi, necessario ricordare che dietro le notizie ci sono persone e che il danno alla reputazione e alla dignità personale, una volta consumato attraverso la diffusione mediatica, difficilmente può essere riparato.
Per questi motivi, si ribadiscono la necessità e l’urgenza di adottare protocolli comunicativi più rispettosi dei diritti fondamentali della persona, che trovino il giusto equilibrio tra il diritto all’informazione e la tutela della dignità individuale, nel pieno rispetto dei principi costituzionali che reggono il nostro sistema penale e nell’ottica di stigmatizzare qualsiasi forma di spettacolarizzazione dei fatti oggetto di cronaca giudiziaria, al fine di evitare che la ricerca della verità processuale si trasformi in un processo mediatico dalle conseguenze irreparabili.
Il Consiglio Direttivo e l’Osservatorio Carcere ed Informazione Giudiziaria
della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux
