In occasione della ricorrenza della IV giornata dei braccialetti elettronici, indetta dalla Camera penale di Firenze, la Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux intende denunciare la parziale e minima applicazione del braccialetto elettronico per il controllo a distanza dei detenuti agli arresti domiciliari e in detenzione domiciliare.
La richiesta di braccialetti elettronici per i soggetti sottoposti al regime cautelare degli arresti domiciliari e che versano in stato di detenzione domiciliare ha ormai superato, da tempo, la disponibilità dei dispositivi.
Nonostante sia già stato aggiudicato il bando di gara per la fornitura, l’installazione e l’attivazione mensile, di 1.000 braccialetti – per un arco temporale di ventisette mesi -ciò già a partire, per quanto detto dall’azienda aggiudicataria, da Maggio 2018 -non si hanno ancora notizie in merito ai
tempi di messa a disposizione di tali dispositivi.
A seguito della carenza di braccialetti elettronici detenuti e ristretti restano in carcere in attesa che possa darsi concreta applicazione ai provvedimenti giurisdizionali.
La Camera Penale stigmatizza tale situazione che comporta, di fatto, la disapplicazione dell’art. 275 bis cpp e dell’art. 58 quinquies dell’Ordinamento Penitenziario e chiede conto al Governo di tale ritardo.

In particolare, nel circondario di Modena, continua a registrarsi una grave situazione di sovraffollamento carcerario, situazione rimasta invariata rispetto all’anno precedente: al 31.10.2018 presso la Casa Circondariale, a fronte di una capienza regolamentare di 369 posti, erano presenti 489 detenuti.

Si rappresenta, inoltre, che l’utilizzo dei braccialetti elettronici, oltre a risolvere i cronici problemi di sovraffollamento carcerario, consentirebbe un miglior impiego delle forze dell’ordine che, non essendo oberate dal controllo diretto delle persone sottoposte a misura cautelare o ammesse a misure alternative, potrebbero svolgere maggior attività di prevenzione, così garantendo ulteriormente la tutela della collettività.

Da ultimo si vuole ricordare, che tali dispositivi, se messi a disposizione, potrebbero essere utilizzati in caso di applicazione della misura cautelare dell’allontanamento dal nucleo familiare, assicurando, in tal caso, un’ulteriore tutela nei confronti delle vittime di reati quali, solo per citarne alcuni, quelli contro l’assistenza familiare e contro la libertà individuale, contenendo, altresì, ilpericolo di gravi episodi di violenza che purtroppo, come i fatti di cronaca ci ricordano, a volte sfociano in vere tragedie familiari.

Proprio in ragione di una più ampia tutela dei legami familiari e di un’umanizzazione della pena, la Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux , prendendo spunto dalla Carta dei figli dei genitori detenuti che riconosce formalmente il diritto di questi minorenni alla continuità del proprio legame
affettivo con il genitore detenuto e, al contempo, ribadisce il diritto alla genitorialità, si è posta l’impegno, attraverso una raccolta fondi, di poter solidificare il legame che di fatto esiste tra il carcere e la comunità esterna.

Domani 30 novembre 2018 presso la Mensa Ghirlandina la Camera Penale di Modena terrà una cena di raccolta fondi per il progetto “PETER PAN – ESSERE GENITORI IN CARCERE” , fondi che serviranno per ammodernare lo spazio di accoglienza dei figli all’interno della locale casa
circondariale.

I penalisti modenesi hanno organizzato un importante dibattito con il mondo politico sulla recente riforma, sostenuta dal Ministro Bonafede, di modifica delle norme in materia di prescrizione dei reati.

La Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux ha organizzato per sabato mattina un importante momento di confronto con il mondo politico sul tema della prescrizione dei reati, oggetto di una recente proposta di modifica avanzata dal M5S e sostenuta dal Ministro della Giustizia Bonafede.
Tale proposta, che tende ad introdurre un meccanismo di sospensione perenne dei termini di prescrizione dei reati in seguito alla pronuncia della sentenza di primo grado, ha già determinato l’Unione delle Camere Penali a proclamare lo stato di agitazione per denunciare la gravità di tale emendamento.

I penalisti modenesi hanno pertanto fortemente voluto organizzare un incontro con la politica per dibattere sul tema e per comprendere l’orientamento dei gruppi parlamentari in merito a tale proposta.

La tavola rotonda “Prescrizione e durata del processo penale: l’eterno dibattito tra garanzie ed inefficienze”, si svolgerà sabato 10 novembre a partire dalle ore 10 presso la sala conferenze del Quartiere Centro Storico in Piazzale Redecocca.

Hanno già confermato la propria partecipazione il Senatore Enrico Aimi (Forza Italia), l’Onorevole Ciro Maschio (Fratelli d’Italia – Componente Commissione Giustizia), l’Onorevole Walter Verini (Partito Democratico – Componente Commissione Giustizia)
e Dott. Andrea Bosi (Liberi e Uguali – Assessore Comune di Modena).

L’invito è stato ovviamente rivolto anche a parlamentari della Lega e del Movimento Cinque Stelle.

L’incontro è aperto al pubblico e alla stampa e i cittadini interessati ad approfondire il tema, di grande attualità, sono invitati a partecipare.

(Il consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux)

SABATO 11 NOVEMBRE 2018, ORE 10.30

SALA REDECOCCA | Piazza Redecocca, 1 Modena

INTRODUCE
Avv. Guido Sola
Presidente Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

MODERA
Avv. Roberto Ricco
Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

HANNO CONFERMATO LA LORO PARTECIPAZIONE
Sen. Enrico Aimi
Forza Italia
On. Ciro Maschio
Fratelli d’Italia - Componente Commissione Giustizia
On. Walter Verini
Partito Democratico - Componente Commissione Giustizia
Dott. Andrea Bosi
Liberi e Uguali - Assessore Comune di Modena

SONO STATI INVITATI A PARTECIPARE
Esponenti della Lega e del Movimento 5 Stelle

Locandina (PDF)

 

Anche i penalisti modenesi aderiscono allo stato di agitazione proclamato dall’Unione delle Camere Penali Italiane in seguito alla presentazione da parte di esponenti del M5S di un emendamento alla Camera dei Deputati in materia di prescrizione dei reati, la cui approvazione porterebbe alla celebrazione di processi penali eterni.
Gli avvocati esprimono estrema preoccupazione per la violazione di principi costituzionali in materia di giusto processo.

La Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux, aderisce allo stato di agitazione proclamato dall’Unione delle Camere Penali per denunciare la gravità dell’emendamento presentato alla Camera dei Deputati da esponenti del M5S in materia di prescrizione dei reati, rilevando la gravità della riforma che con esso si vorrebbe introdurre nel nostro codice penale.

Tale proposta – pubblicamente sostenuta dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede – sancirebbe la sospensione del decorso dei termini di prescrizione dei reati con la pronuncia della sentenza di primo grado sino al “giudicato definitivo”, senza peraltro operare alcuna distinzione tra sentenza di condanna o di assoluzione.

Simile riforma determinerebbe, nei fatti, la celebrazione di procedimenti penali potenzialmente infiniti con grave danno sia per gli imputati, presunti innocenti sino alla pronuncia di una condanna in via definitiva, sia delle vittime dei reati che vedrebbero frustrate le proprie aspettative di giustizia a causa di tempi processuali oltremodo irragionevoli.
I processi penali, dunque, potrebbero costringere cittadini innocenti a rimanere imputati per tempi indefiniti e potenzialmente in eterno determinando, di contro, l’inflizione delle più gravi sanzioni previste dal nostro ordinamento ad enorme distanza di tempo dalla commissione del reato, con buona pace di qualsiasi utilità della pena sia in termini rieducativi sia pure nei termini di quella “difesa sociale” tanto sbandierata dall’attuale maggioranza di governo.

Ancora una volta lo Stato – che da poco più di un anno aveva “allungato” i termini di prescrizione con provvedimenti duramente criticati dalla avvocatura e dalla gran parte dei massimi scienziati del diritto penale italiano – scaricherebbe le conseguenze delle proprie inefficienze sui cittadini, così frustrando i più elementari diritti scolpiti nell’art. 111 della nostra Costituzione con cui si è stabilito che il processo, per essere giusto, debba essere definito in tempi ragionevoli.

Simile proposta appare, purtroppo, la evidente manifestazione di una cultura intrisa di populismo giudiziario, lontana dai principi liberali propri dei paesi democratici, che vede nell’imputato un colpevole da punire a prescindere dalla celebrazione di un equo processo, senza tener conto del fatto che il numero più elevato di prescrizioni dei reati si registra nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, la proposta di modifica del sistema attuale non comporterebbe alcun significativo risultato in termini di “efficienza”

Modena, lì 2 novembre 2018
(Il consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux)

 

MOSTRA FOTOGRAFICA E DIBATTITI
EX OSPEDALE SANT’AGOSTINO – MODENA

14 SETTEMBRE – 7 OTTOBRE 2018 | ORARI VEN 16.30-20 | SAB 10-20 | DOM 10-20

[ORARI FESTIVALFILOSOFIA VEN 14/9 10-23 SAB 15/9 10-24 DOM 16/9 10-21 ]

INAUGURAZIONE: VENERDI’ 14 SETTEMBRE, ORE 16 | INGRESSO LIBERO

iniziativa della Camera Penale di Modena e della Associazione Porta Aperta

con il patrocinio del Comune di Modena, in occasione del Festvalfilosofia, in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

La Camera Penale di Modena, proprio nell’anno che ha voluto dedicare al tema dell’abuso della custodia cautelare, ha recentemente ottenuto – grazie alla cortesia di Francesco Cocco, fotografo di fama internazionale – la disponibilità di circa 80 stampe fotografiche tratte dal progetto fotografico “Prisons” realizzato a cavallo degli anni 2002-2006, già esposto in contesti di assoluto prestigio ed oggetto di una pubblicazione edita da Logos nell’anno 2006.

Il progetto fotografico risulta tuttavia, ancora oggi, di grande attualità ed offre la opportunità di coniugare l’esigenza di un serio dibattito attorno ai temi del carcere con la potenza visiva di frammenti di vita dimenticata, o semplicemente nascosta agli occhi della società. Di qui la decisione di costruire insieme alla Associazione Porta Aperta un percorso che accompagnasse le immagini struggenti di questo mondo dimenticato a momenti di riflessione e dibattito su diversi aspetti della vita dei detenuti e sui loro diritti. Il tema a cui è dedicato il Festivalfilosofia di quest’anno, quello della verità, ha poi offerto l’opportunità di declinarlo nel modo più naturale possibile.

Le fotografie di Cocco accompagnano il visitatore in un percorso doloroso, quasi incredibile, per chi non abbia mai varcato le soglie di un istituto di pena: una verità inconfessabile, che attraverso gli scatti esposti genera sgomento ed incredulità. Per realizzare il proprio lavoro, il fotografo aveva potuto toccare con mano la realtà di molti istituti penitenziari italiani, immortalando le prigioni di Torino (Lorusso e Cutugno), Milano (Opera – San Vittore), Modena (Sant’Anna), Bologna (Dozza), Prato, Pisa, Trani, Roma (Rebibbia), Palermo (Ucciardone) Messina (Gazzi) Cagliari (Buoncammino) e Alghero. Un lavoro fatto di comprensione, attesa e condivisione di ambienti ristretti e tempi dilatati. Un lungo viaggio che invita a scoprire una condizione umana di privazione, dolore, sofferenza, disagio, ma anche di affetti e speranza.

Le immagini portano il visitatore ad aprire porte inaccessibili, scoprire interminabili e rumorosi corridoi e celle ricolme di oggetti personali che raccontano le vite di persone dimenticate, in attesa. Mostrano ore interminabili e vuote, mostrano nuove amicizie e la forza straordinaria di sottili raggi di sole che alimentano l’anima nei rari sprazzi all’aperto. Stracciano un velo sulla condizione dei bambini che accompagnano le madri nelle loro esperienze detentive e su quella dei detenuti malati. Un vero pugno allo stomaco, che colpisce chi quotidianamente opera nei nostri istituti penitenziari e che, oggi, colpirà il visitatore della esposizione fotografica. Un pugno allo stomaco che doveva offrire l’occasione di discutere di diritti dei detenuti, in tutte le loro declinazioni, con tavole rotonde pensate per parlare a tutti e non solo agli operatori giudiziari e penitenziari.

Ad una manciata di mesi dalla (ennesima) sfumata possibilità di una importante riforma dell’ordinamento penitenziario, tanto attesa, questa mostra offre l’opportunità di riprendere un difficile percorso culturale, con la forza delle parole, certo, ma soprattutto con quella di immagini crude che di parole non hanno alcun bisogno.

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI CULTURALI

VEN 14/9 ore 16 | INAUGURAZIONE

presenta
ROBERTO RICCO | Avvocato – Camera Penale di Modena

VEN 14/9 ore 17 | TAVOLA ROTONDA: “I DIRITTI DEI DETENUTI”

modera
GIANPAOLO RONSISVALLE | Avvocato – Camera Penale di Modena

ne discutono
MAURO PALMA | Garante nazionale dei detenuti
CARLO FIORIO | Ordinario di Procedura Penale – Università di Perugia
CARMELO MUSUMECI | Scrittore

VEN 21/9 ore 17 | TAVOLA ROTONDA: “IL DIRITTO ALLA SALUTE”

modera
NICOLA TRIA | Avvocato – Presidente della Camera Penale di Reggio Emilia

ne discutono
MARCO PELISSERO | Ordinario di Diritto Penale – Università di Torino
MASSIMO RUARO | Docente di Diritto Penitenziario – Università di Genova

VEN 28/9 ore 17 | TAVOLA ROTONDA: “IL DIRITTO ALLA AFFETTIVITA’”

modera
MASSIMO BRIGATI | Avvocato – Presidente della Camera Penale di Piacenza

ne discutono
FABIO GIANFILIPPI | Magistrato di Sorveglianza – Spoleto
MICHELE PASSIONE | Avvocato – Camera Penale di Firenze

VEN 5/10 ore 17 | TAVOLA ROTONDA: “I COSTI SOCIALI DELLA DETENZIONE”

modera
VALENTINA TUCCARI | Avvocato – Presidente della Camera Penale di Parma

ne discutono
FRANCESCA PESCE | Assegnista di ricerca di Diritto Penale – Università di Trento
LUCA BARBARI | Presidente dell’Associazione Porta Aperta

DOM 7/10 ore 10 | DIBATTITO DI CHIUSURA: “L’IMPORTANZA DEL VOLONTARIATO IN CARCERE”

con la partecipazione di
FRANCESCO COCCO | Fotografo

e delle associazioni
CARCERE CITTA’ • C.S.I. • U.I.S.P. • KALIPE
MOVIMENTO PER IL RINNOVAMENTO DELLO SPIRITO

TUTTI I VENERDì, AL TERMINE DELLE TAVOLE ROTONDE,
SEGUIRà L’APERITIVO IN COLLABORAZIONE CON JUTA

I penalisti modenesi sulle gravissime dichiarazioni di Massimo Mezzetti: si ponga un freno al giustizialismo dilagante e alle aggressioni agli avvocati, la politica non deve fare pressioni sulla Giustizia.

I penalisti modenesi stigmatizzano con forza le prese di posizione di Massimo Mezzetti, assessore regionale alle politiche per la legalità, che nella giornata del 12 giugno ha voluto commentare recenti accadimenti nel processo Aemilia, celebrato a Reggio Emilia.
Mezzetti, nel commentare la possibile declaratoria di nullità di buona parte degli atti di istruttoria dibattimentale – in seguito ad una recente decisione della Suprema Corte di Cassazione, che aveva accolto un ricorso della difesa per una grave violazione delle più importanti regole del processo penale – aveva dichiarato di non capire dove sia “il confine, dove finisce il diritto alla difesa e il diritto di sciopero e dove inizia l’uso strumentale di questi per stravolgere l’esito di un processo importante e quindi, la dico provocatoriamente, dove finisce il diritto alla difesa e dove inizia la complicità”.
Simile posizione appare evidente frutto di una visione alterata dei più importanti diritti di libertà dei difensori: non può infatti ritenersi che la perniciosa equiparazione dell’avvocato al proprio assistito o la ipotizzata “complicità” dell’avvocato con l’imputato sia una semplice provocazione.
Prova ne è che, oltre a provare ad ingerirsi in ordine a legittime scelte processuali dei difensori (peraltro, riconosciute tali dalla Corte di Cassazione), ancora Mezzetti rilanciava auspicando che la Corte Costituzionale “tenga ben conto che questo e’ il piu’ importante processo di mafia al nord e che non possiamo vanificare un anno di lavoro fatto“, così mostrando di non aver presente che non esistono processi più o meno importanti per il principio di eguaglianza.

Ancor più grave è che un così importante esponente della politica e delle istituzioni regionali faccia simili pressioni sulla Corte.
Dopo le recenti affermazioni contro gli “avvocati d’ufficio” rese dal Ministro dell’Interno Salvini, viene il dubbio che l’Italia stia scivolando in un piano inclinato che rischia di portare in un baratro dei diritti e delle garanzie.
La politica deve rimanere nel proprio ambito, rispettando il principio di separazione dei poteri ed evitando di tentare di intimorire gli avvocati che, per loro natura, sono liberi e senza padroni né elettori a cui rispondere.

Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux

CAMERA PENALE DI MODENA CARL’ALBERTO PERROUX e L.C. TERRE DEL PANARO 2.0

hanno il piacere di invitare la S.V. e Graditi Ospiti alla

Serata di Gala in favore di AISM

(Associazione Italiana Sclerosi Multipla)

Ospite della serata sarà il Dott. Mario Rossetti

che presenterà il libro dal titolo

Io non avevo l’avvocato

(2018, ed. Mondadori)

SABATO 14 LUGLIO 2018, ORE 19

PALAZZO DEI MUSEI -LARGO PORTA SANT’AGOSTINO, 337 MODENA

Allieterà la serata il gruppo musicale VOXTONE

per informazioni e prenotazioni: AISM MODENA 059.393093 o segretario@camerapenaledimodena.it

 INVITO

Ventennale della Camera Penale di Modena

Convegno dal titolo “L’Avvocato di domani” che si è tenuto a Villa Cesi nel corso della mattina del 26 maggio e a cui hanno partecipato gli Avvocati Renato Borzone e Emanuele Fragasso Jr.
Ha partecipato l’Avv. Beniamino Migliucci, Presidente UCPI.

Abbiamo presentato il volume “Carl’Alberto Perroux e la Scuola Modenese”. E’ intervenuto il Prof. Carmelo Elio Tavilla, Ordinario di Storia del Diritto Medioevale e Moderno presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

A seguire, nel corso del pranzo, è stata conferita la Presidenza onoraria della Associazione all’Avv. Vittorio Rossi, primo presidente e socio fondatore.

Di seguito, il link alla pagina ufficiale con tutte le foto dell’evento.

(foto avv. F. Cavazzuti)

Tutte le foto del Ventennale