Il week end inaugurale di mostra chiude con 2.855 visitatori.
Ciò che ci rende più orgogliosi è l’aver visto tante persone stupite dalla scoperta di un mondo nascosto e la maturazione in loro di una nuova consapevolezza.
La mostra prosegue fino al 7 ottobre con le sue tavole rotonde. Vi aspettiamo anche a questi importanti momenti ti di riflessione.

 

MOSTRA FOTOGRAFICA E DIBATTITI
EX OSPEDALE SANT’AGOSTINO – MODENA

14 SETTEMBRE – 7 OTTOBRE 2018 | ORARI VEN 16.30-20 | SAB 10-20 | DOM 10-20

[ORARI FESTIVALFILOSOFIA VEN 14/9 10-23 SAB 15/9 10-24 DOM 16/9 10-21 ]

INAUGURAZIONE: VENERDI’ 14 SETTEMBRE, ORE 16 | INGRESSO LIBERO

iniziativa della Camera Penale di Modena e della Associazione Porta Aperta

con il patrocinio del Comune di Modena, in occasione del Festvalfilosofia, in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

La Camera Penale di Modena, proprio nell’anno che ha voluto dedicare al tema dell’abuso della custodia cautelare, ha recentemente ottenuto – grazie alla cortesia di Francesco Cocco, fotografo di fama internazionale – la disponibilità di circa 80 stampe fotografiche tratte dal progetto fotografico “Prisons” realizzato a cavallo degli anni 2002-2006, già esposto in contesti di assoluto prestigio ed oggetto di una pubblicazione edita da Logos nell’anno 2006.

Il progetto fotografico risulta tuttavia, ancora oggi, di grande attualità ed offre la opportunità di coniugare l’esigenza di un serio dibattito attorno ai temi del carcere con la potenza visiva di frammenti di vita dimenticata, o semplicemente nascosta agli occhi della società. Di qui la decisione di costruire insieme alla Associazione Porta Aperta un percorso che accompagnasse le immagini struggenti di questo mondo dimenticato a momenti di riflessione e dibattito su diversi aspetti della vita dei detenuti e sui loro diritti. Il tema a cui è dedicato il Festivalfilosofia di quest’anno, quello della verità, ha poi offerto l’opportunità di declinarlo nel modo più naturale possibile.

Le fotografie di Cocco accompagnano il visitatore in un percorso doloroso, quasi incredibile, per chi non abbia mai varcato le soglie di un istituto di pena: una verità inconfessabile, che attraverso gli scatti esposti genera sgomento ed incredulità. Per realizzare il proprio lavoro, il fotografo aveva potuto toccare con mano la realtà di molti istituti penitenziari italiani, immortalando le prigioni di Torino (Lorusso e Cutugno), Milano (Opera – San Vittore), Modena (Sant’Anna), Bologna (Dozza), Prato, Pisa, Trani, Roma (Rebibbia), Palermo (Ucciardone) Messina (Gazzi) Cagliari (Buoncammino) e Alghero. Un lavoro fatto di comprensione, attesa e condivisione di ambienti ristretti e tempi dilatati. Un lungo viaggio che invita a scoprire una condizione umana di privazione, dolore, sofferenza, disagio, ma anche di affetti e speranza.

Le immagini portano il visitatore ad aprire porte inaccessibili, scoprire interminabili e rumorosi corridoi e celle ricolme di oggetti personali che raccontano le vite di persone dimenticate, in attesa. Mostrano ore interminabili e vuote, mostrano nuove amicizie e la forza straordinaria di sottili raggi di sole che alimentano l’anima nei rari sprazzi all’aperto. Stracciano un velo sulla condizione dei bambini che accompagnano le madri nelle loro esperienze detentive e su quella dei detenuti malati. Un vero pugno allo stomaco, che colpisce chi quotidianamente opera nei nostri istituti penitenziari e che, oggi, colpirà il visitatore della esposizione fotografica. Un pugno allo stomaco che doveva offrire l’occasione di discutere di diritti dei detenuti, in tutte le loro declinazioni, con tavole rotonde pensate per parlare a tutti e non solo agli operatori giudiziari e penitenziari.

Ad una manciata di mesi dalla (ennesima) sfumata possibilità di una importante riforma dell’ordinamento penitenziario, tanto attesa, questa mostra offre l’opportunità di riprendere un difficile percorso culturale, con la forza delle parole, certo, ma soprattutto con quella di immagini crude che di parole non hanno alcun bisogno.

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI CULTURALI

VEN 14/9 ore 16 | INAUGURAZIONE

presenta
ROBERTO RICCO | Avvocato – Camera Penale di Modena

VEN 14/9 ore 17 | TAVOLA ROTONDA: “I DIRITTI DEI DETENUTI”

modera
GIANPAOLO RONSISVALLE | Avvocato – Camera Penale di Modena

ne discutono
MAURO PALMA | Garante nazionale dei detenuti
CARLO FIORIO | Ordinario di Procedura Penale – Università di Perugia
CARMELO MUSUMECI | Scrittore

VEN 21/9 ore 17 | TAVOLA ROTONDA: “IL DIRITTO ALLA SALUTE”

modera
NICOLA TRIA | Avvocato – Presidente della Camera Penale di Reggio Emilia

ne discutono
MARCO PELISSERO | Ordinario di Diritto Penale – Università di Torino
MASSIMO RUARO | Docente di Diritto Penitenziario – Università di Genova

VEN 28/9 ore 17 | TAVOLA ROTONDA: “IL DIRITTO ALLA AFFETTIVITA’”

modera
MASSIMO BRIGATI | Avvocato – Presidente della Camera Penale di Piacenza

ne discutono
FABIO GIANFILIPPI | Magistrato di Sorveglianza – Spoleto
MICHELE PASSIONE | Avvocato – Camera Penale di Firenze

VEN 5/10 ore 17 | TAVOLA ROTONDA: “I COSTI SOCIALI DELLA DETENZIONE”

modera
VALENTINA TUCCARI | Avvocato – Presidente della Camera Penale di Parma

ne discutono
FRANCESCA PESCE | Assegnista di ricerca di Diritto Penale – Università di Trento
LUCA BARBARI | Presidente dell’Associazione Porta Aperta

DOM 7/10 ore 10 | DIBATTITO DI CHIUSURA: “L’IMPORTANZA DEL VOLONTARIATO IN CARCERE”

con la partecipazione di
FRANCESCO COCCO | Fotografo

e delle associazioni
CARCERE CITTA’ • C.S.I. • U.I.S.P. • KALIPE
MOVIMENTO PER IL RINNOVAMENTO DELLO SPIRITO

TUTTI I VENERDì, AL TERMINE DELLE TAVOLE ROTONDE,
SEGUIRà L’APERITIVO IN COLLABORAZIONE CON JUTA

È mancato oggi l’Avvocato Vittorio Rossi, fondatore della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena.
Meno di due settimane fa, nel corso del ventennale della sua camera penale (intitolata al suo maestro) all’Avvocato Rossi ne era stata attribuita la carica di presidente onorario. L’avvocato Vittorio Rossi ha amato la sua toga in modo intransigente e ha fatto in modo che molti altri avvocati imparassero questo amore e questa passione. Il diritto di difesa era – per lui liberale convinto – inalienabile e non suscettibile di alcuna rinuncia da parte di chi indossava la nostra toga. La deontologia del penalista – di cui tante volte fu chiamato a parlare da altre Camere Penali – era la base, irrinunciabile, di ogni scelta difensiva.
Sorprendente la sua capacità di leggere i processi nella loro complessità, riuscendo a renderne semplice e mai banale la comprensione.
Sempre pronto a guidare i più giovani in decisioni difficili e ad avere con loro un confronto “alla pari”, anche se poi l’ultima parola era la sua.
Fortemente convinto delle proprie idee, non è mai stato uomo di compromessi, esprimendole con forza e talvolta con ruvidità, spesso con battute fulminanti.
Uomo di straordinaria curiosità e vivacità intellettuale, grande appassionato del rugby e dei cavalli, era figlio di Finale Emilia cui era stretto da un legame quasi viscerale.
Lascia la moglie Rossana e i figli Giovanni e Umberto, che lo ha seguito nella professione.
Lascia in tutti noi un vuoto incolmabile.

Ventennale della Camera Penale di Modena

Convegno dal titolo “L’Avvocato di domani” che si è tenuto a Villa Cesi nel corso della mattina del 26 maggio e a cui hanno partecipato gli Avvocati Renato Borzone e Emanuele Fragasso Jr.
Ha partecipato l’Avv. Beniamino Migliucci, Presidente UCPI.

Abbiamo presentato il volume “Carl’Alberto Perroux e la Scuola Modenese”. E’ intervenuto il Prof. Carmelo Elio Tavilla, Ordinario di Storia del Diritto Medioevale e Moderno presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

A seguire, nel corso del pranzo, è stata conferita la Presidenza onoraria della Associazione all’Avv. Vittorio Rossi, primo presidente e socio fondatore.

Di seguito, il link alla pagina ufficiale con tutte le foto dell’evento.

(foto avv. F. Cavazzuti)

Tutte le foto del Ventennale

In occasione della festa per il ventesimo anniversario della fondazione della nostra Camera Penale, il Consiglio Direttivo ha inteso conferire all’Avv. Vittorio Rossi la Presidenza Onoraria della associazione per l’indipendenza, l’entusiasmo e la passione sempre profusi in difesa delle nostre idee di libertà.

 

 

Modena, 13 aprile 2018

Egr. Sig.

Paolo Bonacini

Egregio Signor Paolo Bonacini,

Le trasmetto la locandina dell’evento formativo organizzato dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Fondazione Giornalisti dell’Emilia Romagna in collaborazione con “Associazione Viceversa”, che si terrà il giorno 19 aprile prossimo, auspicando che possa e voglia partecipare.

La rassicuro: come potrà constatare non sono tra i relatori. Avevo dato la mia disponibilità ma ho ritenuto opportuno declinare l’invito, onde evitare imbarazzi agli organizzatori e spegnere le polemiche sorte all’interno delle associazioni e delle istituzioni dei giornalisti, dopo i Suoi articoli apparsi sul quotidiano on line “Il Fatto Quotidiano” il 30 gennaio e, con specifico riferimento alla mia partecipazione al convegno quale relatore, il 4 aprile.

Se parteciperà comprenderà le reali motivazioni dell’istituzione degli Osservatori sull’informazione giudiziaria da parte dell’Unione delle Camere Penali e di alcune Camere Penali, fra le quali quella modenese. Motivazioni ben diverse da quelle che Lei ed altri giornalisti aveTe fatto intendere ai Vostri lettori.

Nessuna intenzione di limitare il diritto di informazione che anzi noi avvocati delle Camere Penali abbiamo sempre difeso e continueremo a difendere.

Compito e finalità degli Osservatori sono lo studio, insieme con magistrati, giornalisti ed esperti, degli eventuali effetti distorsivi e dei condizionamenti che il processo penale può subire con l’anticipazione di atti d’indagine coperti dal segreto istruttorio e con la pubblicazione di articoli che quasi sempre enfatizzano le tesi accusatorie, ignorando la presunzione d’innocenza e trasformando l’informazione di garanzia in una anticipata condanna.

Non credo possa ignorare che Le distorsioni del cosiddetto “circo mediatico-giudiziario” sono da tempo oggetto di studi e di critiche anche da parte di illustri magistrati (penso al dottor Giovanni Canzio, già Presidente della Corte di Cassazione), da studiosi di altre discipline ed anche da Suoi colleghi.

Perché noi avvocati penalisti, che difendiamo quotidianamente i diritti degli imputati (aimè di tutti gli imputati anche quelli accusati per i più gravi reati), e per questo siamo testimoni dei danni che queste distorsioni provocano ai nostri assistiti ed al processo, non possiamo tentare di difendere la “cultura“ delle garanzie da coloro che violano le regole processuali e da chi preferisce celebrare i processi fuori dalle aule dei Tribunali ?

Veda, al Suo primo articolo ho ritenuto – forse a torto – di non replicare, per tentare di smorzare una polemica che ritenevo frutto di una consapevole manipolazione del contenuto di un comunicato con il quale ci si limitava a rendere noto la costituzione dell’Osservatorio. Il contenuto di quel comunicato non poteva lasciare dubbi sulle finalità dell’iniziativa e solo chi è prevenuto poteva interpretarlo così come lo ha interpretato Lei.

Ma leggendo il secondo articolo – quello del 4 aprile – mi è sorto il dubbio che Lei sia veramente convinto di ciò che scrive e cioè che il difensore debba essere identificato con l’imputato stesso, anche quando si toglie la toga, tanto da essere connotato come “il legale del boss”, così come mi ha etichettato un Suo collega.

E’ grave che un giornalista, che dovrebbe dare un’informazione corretta, libera ed indipendente, non condivida la cultura dei principi del “Giusto processo”, del diritto di difesa e della presunzione di innocenza.

Ritengo infatti che il Giornalista non solo debba fornire un’informazione corretta ma anche “fare cultura”.

Equiparare, come Lei ha fatto, la figura dell’imputato a quella dell’avvocato che lo assiste, incrementa un giustizialismo sempre più diffuso.

Identificare le funzioni dell’Osservatorio come un attacco alla libertà d’informazione, sottende una logica corporativa e lobbistica dove le parti sono necessariamente contrapposte.

Sarebbero piuttosto auspicabili come noi avvocati auspichiamo – un confronto ed una collaborazione che permettano ad entrambe le categorie professionali un arricchimento, in modo tale che la libertà d’informazione ed il diritto di difesa non siano minacciati ma anzi rafforzati.

E’ con questo spirito costruttivo che avevo accettato di partecipare al convegno. Io, così come i miei colleghi siamo sempre disponibili ad un confronto sui temi che stanno a cuore ad entrambe le nostre professioni

Tanto ritenevo di doverLe far presente .

Le porgo i miei saluti

Avv. Alessandro Sivelli

La Camera Penale sui media.
Di seguito, l’articolo pubblicato oggi da Il resto del Carlino sull’evento di formazione dal titolo “Criminalità organizzata e terrorismo: tra prevenzione, repressione e diritti di libertà”, organizzato domani dalle ore 9 alle ore 12 presso la Camera di Commercio di Modena, nel quale interverranno il Generale Mario Mori, il Colonnello Giuseppe De Donno, intervistati dall’Avvocato Giulia Merlo, giornalista de Il Dubbio.

E’ convocata per venerdì 2 marzo 2018, ore 9,30 presso l’aula 5 (ex aula E) del Tribunale, l’assemblea degli iscritti alla Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena, con all’ordine del giorno questioni di particolare rilevanza come le decisioni in merito allo stato di agitazione indetto in relazione  alla gestione delle pratiche di gratuito patrocinio ed eventuale proclamazione di astensione locale, la presentazione delle iniziative per la celebrazione del ventennale della nostra camera penale oltre che gli altri temi.

A “Faccia a Faccia”, negli studi di TVQUI, l’intervista all’avv. Alessandro Sivelli, referente dell’Osservatorio sull’informazione giudiziaria della Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena, il quale ha affrontato la tematica dell’equilibrio tra diritto di cronaca e garantismo.

Di seguito, il video dell’intervista integrale.

intervista