L’Osservatorio “carcere e magistrato di sorveglianza” in essere presso la Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena manifesta preoccupazione in relazione al ritardo riscontrato nella emanazione del decreto legislativo di riforma dell’attuale ordinamento penitenziario.
La riforma è esito di un percorso lungo, articolato, importante che parte dal 2009 quando l’Italia fu condannata dalla Corte di Strasburgo nel caso Sulejmanovic ed arriva al 2016 agli Stati generali sull’esecuzione della pena – diciotto tavoli di discussione con la partecipazione di operatori penitenziari, accademici, esperti, componenti di associazioni.
Il nuovo testo legislativo, che non risulta ancora definitivamente approvato, reca in sé disposizioni che, almeno in parte, mirano a dare attuazione al principio costituzionale che attribuisce alla pena la funzione rieducativa, con lo scopo di garantire il reinserimento sociale del condannato ed evitarne la reiterazione criminosa.
E’ a tale finalità che risulta ispirata la riforma penitenziaria che ha ampliato le possibilità di accesso alle misure alternative alla detenzione,  esemplificandone le procedure di applicazione ed mutando in parte il testo dell’art. 4 bis dell’ordinamento penitenziario nella parte in cui vieta la concessione dei benefici ad una ampia categoria di detenuti autori di determinati reati.
Doveroso ricordare che il testo del decreto, come previsto dalla legge delega, ha mantenuto inalterato il divieto di concessione delle misure alternative al carcere ai condannati per delitti di particolare allarme sociale quali quelli di in materia di terrorismo e di criminalità organizzata di stampo mafioso.
Le commissioni giustizia di Camera e Senato hanno sollevato numerose osservazioni ed avanzato molteplici richieste di modifica che, qualora  ricevessero accoglimento, snaturerebbero il nuovo impianto legislativo, distaccandone il contenuto dai principi regolatori di natura costituzionale che ne hanno ispirato la redazione.
Il Governo, secondo quanto disposto dalla legge delega, non è obbligato a recepire le osservazioni formulate delle commissioni parlamentari dovendo, in tal caso, trasmettere i testi alle Camere con le proprie motivazioni. Entro il termine di dieci giorni dovranno essere espressi i pareri delle Commissioni parlamentari, decorso tale termine il Governo potrà emanare il decreto.
Si tratta di uno slittamento temporale tutt’altro che irrilevante, in quanto rischia in concreto di escludere la definitiva approvazione del decreto legislativo prima delle prossime elezioni politiche.
Se ciò accadesse, risulterebbero del tutto vani il lavoro e l’impegno per anni profusi per l’attuazione della riforma penitenziaria, a cui tanta abnegazione hanno dedicato gli addetti ai lavori.
Per tali ragioni, l’Osservatorio “carcere e magistrato di sorveglianza” in essere presso la Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena condivide gli appelli già sollevati da più parti, finalizzati alla immediata approvazione del decreto legislativo di riforma dell’ordinamento penitenziario senza l’apposizione di ulteriori modifiche.
L’Osservatorio aderisce pertanto alle iniziative che la Giunta dell’Unione intenderà intraprendere per richiedere al Governo la sollecita approvazione definitiva della riforma nel suo testo già posto al vaglio del Consiglio dei Ministri, cercando in tal modo di porre un immediato freno al fenomeno del sovraffollamento carcerario.
Anche nella realtà modenese si registra un sovrannumero di detenuti, 482 presenze al 31.1.2018, a fronte di una capienza regolamentare di 369 posti.
Il sistema penitenziario italiano ha bisogno di questa riforma per poter rispondere in maniera più adeguata ai cambiamenti occorsi nella società negli ultimi decenni e mettere in risalto la risocializzazione del condannato. È infatti noto che l’applicazione dei benefici penitenziari abbatte la percentuale di recidiva.
Investire nelle misure alternative – rieducando, non castigando- vuol dire prevenire la commissione di ulteriori reati.

Osservatorio “carcere e magistrato di sorveglianza”
della Camera Penale di Modena “Carl’Alberto Perroux”