UFFICIO DI SORVEGLIANZA DI MODENA: L’ALBA DI UN PERICOLOSO RITORNO AL PASSATO?
I Penalisti Modenesi sulla carenza di organico della Magistratura di Sorveglianza in seguito al repentino trasferimento di un magistrato applicato da appena quattro mesi.
A rischio decisioni su centinaia di procedimenti che riguardano detenuti e internati.
L’Osservatorio “Carcere e Magistrato di Sorveglianza” della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux aveva salutato con estremo favore la notizia dell’ampliamento della pianta organica del personale di magistratura e dei Tribunali e degli uffici di sorveglianza e del conseguente insediamento del Dott. Giuseppe Pietrapiana.
Purtroppo, ad appena quattro mesi dalla applicazione del Magistrato, si deve prendere atto, con grande sconforto, del suo repentino trasferimento che priverà nuovamente questo ufficio di una preziosa risorsa.
La carenza di organico potrebbe infatti inevitabilmente riproporre la già grave situazione registrata in passato, ovverosia il notevole ritardo nel vaglio delle istanze dei detenuti, nel controllo sull’esecuzione delle misure detentive e di sicurezza e nell’effettuazione dei colloqui in carcere, così incidendo gravemente su importanti diritti dei detenuti.
A ciò si aggiunga che il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna – con video intervista diffusa lo scorso 10 aprile sulla piattaforma on line “Giustizia Caffè” – aveva dichiarato di aver riscontrato, al momento del suo recente insediamento, una gravissima situazione legata alla carenza di personale, addebitando a siffatta mancanza l’ingente mole di procedimenti arretrati (circa 7.000).
Ovviamente il vuoto conseguito al trasferimento del magistrato di sorveglianza e la carenza di personale non dovrebbero incidere negativamente sui diritti di detenuti e condannati.
All’utenza, sostenuta dagli Avvocati Penalisti, infatti va garantita l’evasione delle proprie richieste in tempi ragionevoli, affinché il percorso di reinserimento nella vita sociale di condannati, detenuti e internati non risulti compromesso e svilito.
D’altra parte le criticità sopra evidenziate si potrebbero inevitabilmente ripercuotere anche nei confronti degli internati e, in particolare, per quanto concerne il circondario locale, sui ristretti presso la casa di reclusione di Castelfranco Emilia (MO), sul cui capo già pende l’indeterminatezza della durata e delle modalità esecutive delle stesse misure di sicurezza.
L’Osservatorio plaude al recente intervento del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena – prontamente intervenuto con la richiesta rivolta al C.S.M., alla Corte d’Appello e al Tribunale di Sorveglianza di Bologna – di colmare il vuoto creatosi auspicando che queste richieste siano prontamente accolte ed evidenziando la necessità che, nel frattempo, sia comunque garantita una pronta e tempestiva risposta da parte della magistratura di sorveglianza.
Modena, lì 15 maggio 2017
(L’Osservatorio “Carcere e Magistrato di Sorveglianza” della Camera Penale di
Modena Carl’Alberto Perroux)