Gli avvocati penalisti modenesi intervengono sulla consegna alla stampa dei video e dei tracciati GPS relativi all’indagine in corso sugli episodi di danneggiamento alla Scuola Meucci di Carpi. Grave che atti d’indagine, destinati a rimanere segreti, vengano mostrati alla stampa prima che al difensore, rischiando peraltro di compromettere il percorso di educazione di persone minorenni.

E’ con estrema preoccupazione che la Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux registra la presenza di un video sul sito internet “gazzettadimodena.it” dal titolo “Carpi: ecco le scorribande dei minori–vandali in bus da Seta alla scuola Meucci” e di uno pubblicato su “ilrestodelcarlino.it” dal titolo “Carpi, bus contro la scuola. Il movente è la noia” inerente i noti fatti di cronaca verificatisi in Carpi (MO) del 21 aprile scorso. Altrettanta preoccupazione desta la pubblicazione, addirittura, dei tracciati GPS relativi ai movimenti di quella notte pubblicati sul sito “temponews.it” dal titolo “E dopo una notte da leoni, tornano sulla scena per godersi lo spettacolo”.
A prescindere dal merito d’una delicata vicenda processuale, che l’Associazione dei Penalisti non intende ovviamente commentare, non appare accettabile assistere per l’ennesima volta alla pubblicazione di atti di indagine in una fase in cui non sarebbero, neppure parzialmente, pubblicabili.
Peraltro, come troppo spesso accade e come denunciato già in altre occasioni, anche in questo caso, il video sarebbe stato messo a disposizione della stampa prima che il difensore degli indagati – tutti minorenni – potesse avere contezza degli atti d’indagine sulla cui base erano state adottate decisioni in materia di libertà personale.
L’abitudine alla diffusione di atti di indagine deve essere stigmatizzata con forza, tanto più in un caso come questo, nel quale la pubblicazione del video rischia di frustrare gravemente le esigenze educative poste a base del processo penale minorile, rischiando di minare in radice la possibilità per i giovanissimi indagati di emendare gli errori eventualmente commessi, (ri)abbracciando un corretto piano valoriale.
Anche in quest’ottica, deve fare riflettere il fatto che la pubblicazione online di un simile video e dei tracciati GPS, che rischia di durare per sempre, appare assolutamente censurabile.
Inevitabile infine che la pubblicazione di atti che avrebbero dovuto essere coperti dal segreto, fomenti un ingiusto “linciaggio” mediatico sia ai danni degli indagati minorenni sia ai danni delle loro famiglie, non contribuendo in alcun modo né alla prevenzione di altri crimini né all’accertamento della verità.
Alla luce di quanto precede, i Penalisti modenesi, nel denunciare, ancora una volta, l’evidente violazione di principi posti a base del giusto processo, intendono ribadire che il rigoroso rispetto delle regole deve essere la “regola” e che le inopportune spettacolarizzazioni mass–mediatiche possono solo produrre vittime, non (mai) giustizia.

Modena, lì 26 aprile 2017
(Il consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux)

Comunicato stampa 26-4-2017 (pdf)