Il Senato della Repubblica ha approvato, in sostanziale assenza di dibattito parlamentare e mediante apposizione del voto di fiducia, il disegno di legge n.2067 che porta riforma del Codice Penale, del Codice di Procedura Penale
e della Legge d’Ordinamento Penitenziario.

Contrariamente a quanto suggerito dal “titolo” della riforma, che recita «Modifiche (…) per il rafforzamento delle
garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi», il disegno di legge introduce pesanti modifiche che riducono sensibilmente una serie di diritti posti a garanzia dei Cittadini, siano essi vittima di reato o persone sottoposte al processo.

L’introduzione indiscriminata di meccanismi di sospensione dei termini di prescrizione dei reati porterà ad allungare ulteriormente e senza alcuna giustificazione i tempi dei processi, con lesione contemporanea del diritto della vittima a vedere celebrato in tempi rapidi il processo nei confronti del possibile autore del reato, e del diritto dell’indagato-imputato ad essere giudicato, ed eventualmente prosciolto, in tempi ragionevoli.

Altrettanto inaccettabile l’estensione oltre ogni ragionevole misura dei casi di partecipazione a distanza dell’imputato al processo, che priva l’accusato della possibilità di interloquire in modo efficace con il proprio difensore e, conseguentemente, della possibilità di partecipare al processo che si celebra contro di lui.

Del tutto irrazionale, poi, l’inasprimento delle pene previsto per alcuni delitti, avendo la storia
già dimostrato l’inutilità di simili scelte di carattere meramente populista.

La disponibilità inizialmente mostrata dal Governo rispetto alle istanze di tutela dei diritti poste dalle Camere Penali rende ancor più incomprensibile ed inaccettabile la decisione del Governo di concludere l’iter parlamentare della riforma con il voto di fiducia, che ha censurato ogni possibilità di dibattito parlamentare e la possibilità di miglioramenti del testo, improntati alla tutela dei diritti di garanzia e contemporaneamente alla necessità di rendere i processi penali più celeri.
Quando l’approvazione di modifiche legislative riguarda fondamentali diritti di matrice costituzionale quali il diritto di difesa ed il giusto processo, il Parlamento dovrebbe essere libero di discutere il merito delle questioni, senza dover piegare le proprie decisioni a logiche “calate dall’alto” che appaiono incompatibili con decisioni di tale importanza.

Volantino astensione marzo 2017 (PDF)