E’ con estrema preoccupazione che la camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux registra la presenza sulla stampa locale di articoli dal titolo «Modena: boom di arresti, ma solo 1 su 4 resta in cella» (Gazzetta di Modena) e «Polizia, 38 arresti in due mesi. Ma solo dieci restano in carcere» (Il Resto del Carlino).
A prescindere dal merito delle singole vicende processuali ivi implicitamente menzionate – che la camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux non intende commentare né in chiave sostanziale né in chiave procedimentale -, non appare invero accettabile che illustri rappresentanti delle forze dell’ordine – e, in particolare, della polizia di Stato – parlino espressamente di «sistema nazionale troppo garantista» che «scarcer[erebbe]» ingiustamente chi viene tratto in arresto dagli agenti.
A dover essere stigmatizzato con forza, infatti, non può e non deve mai essere il (preteso) eccesso di garanzie, ma l’effettivo difetto delle stesse che, sovente, ancora oggi si registra a livello di diritto vivente.
Sotto altro profilo, va osservato che, nell’ambito d’un sistema processuale improntato alla presunzione d’innocenza prevista dall’art. 27 Cost., la regola, nelle more della celebrazione del processo penale, è la libertà e la custodia cautelare in carcere è (stretta) eccezione.
Rammarica constatare – non v’è dubbio in proposito – che la mancata tutela delle vittime di gravi delitti quali quelli implicitamente menzionati negli anzidetti articoli dipenda spesso dalla lentezza propria della giustizia italiana, sovente incapace di processare e punire, in tempi ragionevoli, chi di consimili gravi delitti si sia effettivamente macchiato.
Ma ciò non può e non deve autorizzare nessuno – men che meno illustri rappresentanti delle forze dell’ordine – ad abdicare a quella cultura garantista da sempre cara all’avvocatura associata che, sola, si pone a protezione dell’innocente, tutelando lo stesso dall’errore giudiziario.
E’ giusto che lo Stato processi e punisca gli autori dei reati; ma è doveroso che lo Stato ciò faccia rispettando regole di garanzia protese ad evitare che le porte della prigione s’aprano dinnanzi a chi non ha commesso reato alcuno.
S’infoltiscano i ranghi propri del personale amministrativo di segreteria e di cancelleria – è d’alcuni giorni fa il comunicato congiunto di procuratore capo della Repubblica, presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Modena e presidente della camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux avente ad oggetto le, qui giunti, intollerabili condizioni sulla base delle quali s’è quotidianamente costretti ad operare presso la locale procura della Repubblica -; s’assumano nuovi magistrati e/o si riveda, in senso critico, la posizione dei cosiddetti “magistrati fuori ruolo”; ma non si “tocchino” le garanzie a causa d’un (preteso) eccesso proprio delle stesse: le garanzie sono ciò che fa d’un Paese uno Stato di diritto.
Modena, lì 2 marzo 2017
(Il consiglio direttivo della camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux)